Recensione: “TESTA O CROCE” di Erika Lenti

La nostra Simona La Corte ha fatto “Testa o Croce”, il nuovo romanzo di Erika Lenti: leggete la recensione, vi convincerà.

Trama

Vinnie ha un solo scopo nella vita: vendicarsi di chi gli ha strappato ogni briciolo di dignità e di speranza, rendendolo un cumulo di macerie e rancore. Nel suo piano nulla è lasciato al caso e non sono ammessi errori.
Violet ha un passato difficile alle spalle, ma non le manca la forza per costruirsi un futuro sicuro e una carriera promettente.
Vinnie e Violet appartengono a due mondi che non dovrebbero mai avvicinarsi, ma il destino sa meglio di loro ciò di cui hanno bisogno. Ed è per questo che le loro strade si incrociano sulla linea di un confine che non dovrebbero mai oltrepassare.
L’oscurità e la luce.
Il diavolo e l’angelo.
Se è vero che gli opposti si attraggono, è altrettanto possibile perdonare per poter ricominciare?

Copia digitale gentilmente fornita dall’autrice in cambio di una recensione onesta

Vinnie è solo un ragazzo quando finisce in carcere con l’accusa di omicidio. Qualcuno, però, riesce a farlo uscire di prigione e a dimostrare che non è lui l’assassino.

Chiunque, al posto suo, tirerebbe un sospiro di sollievo, riempirebbe i polmoni di aria “libera” e cercherebbe di ricostruire la propria vita dal punto in cui è stata interrotta, ma non questo giovane segnato da cicatrici che non sono soltanto ferite fisiche, bensì interiori. Se il corpo di Vinnie ha lasciato la cella in cui era rinchiuso, non si può dire lo stesso della sua anima rimasta sepolta sotto strati di soprusi… un’anima colma di oscurità alimentata dalla rabbia e dall’odio verso chi l’ha sempre giudicato per il colore della sua pelle.

I primi mesi sono stati i più difficili, proprio perché mi ribellavo a un destino scritto nel momento in cui sono nato. Scritto col colore della mia pelle.

Sin da ragazzino, Vinnie ha riversato la propria ribellione nei murales che realizzava insieme alla sua gang: ragazzi come lui che cercavano una via d’uscita da un destino prescritto (e precostituito) da una società che relega gli ultimi nelle zone più malfamate della città. Vivere in un ghetto non è stato facile, ma la vita in carcere è stata ancora peggio e da Gloom (l’oscurità) lui è diventato Dumb man.

Resterò Dumb man, l’uomo muto, finché non metterò piede fuori da questo posto che mi ha rubato la voce.

Peccato che Vinnie questa voce non la recupererà tanto presto e si chiuderà in un mutismo e in un atteggiamento ostile verso tutti.

Il buio che inghiotte la sua anima sembra condurlo in un’unica direzione, ovvero quella dell’autodistruzione perché, come dice lui stesso, io sono abituato a sbagliare; ma all’improvviso uno spiraglio di luce si intravede in fondo a quel tunnel e ha le sembianze di una ragazza dal corpo esile e dal cuore fragile.

E dalla pelle bianca.

Violet non è come le altre ragazze della sua età. I suoi sogni sono stati infranti da una rara malattia che le ha impedito di diventare una ginnasta di alto livello. Tuttavia, malgrado lo sconforto iniziale – sfido chiunque a non sentirsi morire, quando il mondo pare crollarci addosso! −, lei reagisce e impara a cogliere ciò che di bello e positivo la vita ha da offrire.

«Sono stata settimane a fissare una parete, odiando chiunque mi parlasse. Mi sentivo il guscio vuoto di un sogno infranto.»

«E cosa ti ha risvegliata?»

«La voglia di vivere. E vivere non è aspettare che la tempesta passi, ma imparare a ballare sotto la pioggia […].»

Violet è un esempio di coraggio e di fiducia nel prossimo, una giovane donna che riesce a far breccia nel cuore di Vinnie e a tirare fuori quella “voce” che ha tanto bisogno di urlare e di farsi ascoltare.

[…] la voce di lei mi scorre sottopelle, mi distrae, riesce in qualche modo a distorcere la visione di ciò che sto facendo.

Testa o croce?

Sarà il destino a scegliere per Vinnie, o viceversa?

La sete di vendetta prevarrà sull’amore oppure Gloom lascerà che la sua anima abbandoni l’oscurità per inseguire la luce?

Erika Lenti ci offre vari scenari possibili. Ogni volta che si è giunti a una soluzione, lei, con abilità, riesce a introdurre quel colpo di scena che spiazza il lettore e, giunti all’ultimo capitolo, si ha sempre il timore di leggere l’epilogo, tanto è stato trattenuto il fiato.

Le storie raccontate da questa autrice prendono spunto dalla realtà ed è facile immaginare che, in qualche posto nel mondo, ci sia un Vinnie che ha subito gli abusi del carcere e ha provato gli stenti di un’esistenza al limite della sopravvivenza, con una madre alcolizzata e un padre assente.

Le emozioni sono sempre assicurate e anche qui bisogna prepararsi a sopportare il magone pagina dopo pagina, soprattutto per quanto riguarda i sentimenti forti di Vinnie (l’odio, il rancore, la sete di vendetta) che sono descritti benissimo.

Ho trovato la scrittura di Erika più matura e l’editing accurato. Forse, l’unico elemento che non ho percepito fino in fondo, è la passione tra i due protagonisti. Non è la tensione sessuale che manca, piuttosto quel trasporto emotivo che travolge due persone che – alla fine – capiscono di amarsi.

Naturalmente, si tratta di un mio parere personale che non influisce sul giudizio del romanzo che è comunque positivo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close