Recensione: “UNA ZEBRA A POIS” di Giulia Barucco – ed. Words Edizioni

Enrico Pedace ha letto, per A libro aperto, UNA ZEBRA A POIS di Giulia Barucco, ed. Words Edizioni.

  • Titolo: UNA ZEBRA A POIS
  • Autore: Giulia Barucco
  • Editore: Words Edizioni
  • GENERE: Chick lit (Office Romance/Hate To Love)
  • FORMATO: Ebook (2,99) – Cartaceo (15,90)
  • RELEASE DATE: 19.07.2021
  • DISPONIBILE SU AMAZON E IN TUTTE LE LIBRERIE

Trama

Rebecca, Sagittario, copy squattrinata. Credente e praticante della filosofia “se il mondo ti regala limoni, fatti una limonata”, si barcamena tra il lavoro in un’agenzia di comunicazione e una convivenza a quattro molto particolare. Quando la crisi la costringe ad accettare un secondo lavoro discutibile e il capo della sua agenzia, a causa di un infarto, viene sostituito dall’insopportabile figlio Andrea, le cose peggiorano in maniera drastica. Incastrata nel ruolo di assistente dell’odiato nuovo capo (di giorno) e di maldestra spogliarellista (di notte), Rebecca si trova a gestire una doppia vita con l’aiuto di abbondanti dosi di vodka russa e la sagacia dei suoi coinquilini. Guai come se piovesse.

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE in cambio di una recensione onesta

Rieccomi con una nuova recensione per un romanzo dall’anima frizzante e allegra.

Giulia Barucco la nostra autrice, Words Edizioni l’editore e Rebecca la protagonista.

Un trio perfetto per una lettura scorrevolissima che vi terrà compagnia strappandovi costantemente un sorriso e una risata.

Al centro della scena troviamo lei, l’esuberante ed energica Rebecca che si ritrova a raccontare la sua ultima vicissitudine ai suoi tre coinquilini. E chiamarla vicissitudine, credetemi, è veramente riduttivo.

La nostra autrice esordisce con “Una zebra a pois – l’amore al tempo della crisi” e lo fa alla grande, creando una storia che potrebbe tranquillamente rispecchiare la vita reale di qualcuno di noi, ma lo fa con grande abilità. Quell’abilità giusta nel trovare gli ingredienti ideali per un chick-lit di tutto rispetto.

Giulia è riuscita ad armonizzare i suoi ingredienti creando una protagonista frizzante e a tratti prorompente, che lavora in una società di comunicazione, ma per far fronte alle continue e improvvise spese che magicamente compaiono nella sua vita, ha bisogno di un secondo lavoro. Per fortuna condivide l’appartamento con altre tre persone, tra cui la sua amica Elena. E a cosa servono gli amici se non ad aiutarci nel momento del bisogno?

Rebecca ha un problema? Elena è pronta a risolverlo e se Rebecca ha bisogno di un secondo lavoro, Elena è disposta a mettere subito una buona parola con il suo capo per farla assumere.

Detto fatto. Rebecca deve solo recarsi sul suo futuro posto di lavoro per avere un colloquio con il suo futuro capo.

In un night.

E da qui inizia una storia scoppiettante, in cui Giulia è riuscita a inserire con grande scioltezza una comicità pura, genuina e delicata che ha donato al romanzo uno spirito irriverente e incalzante, senza mai essere volgare e né tanto meno banale. Un compito sicuramente non facile, perché come si dice spesso: “è più facile far piangere che far ridere”. Ma Giulia è riuscita a farmi ridere in ogni battuta ironica che ha scritto in questa storia.

E come in ogni chick-lit che si rispetti, non mancano gli intrighi, infatti, la nostra dolce e agguerrita Rebecca poteva dedicarsi felicemente ai suoi balletti notturni e poi al semplice lavoro di giorno?

Ma certo che no.

Quindi ecco che compare lo snob di turno, colui che farà rosolare per bene la nostra Rebecca, ma non d’amore, bensì di rabbia grazie all’antipatia che costui sprizza da ogni poro. Almeno all’inizio.

E se al night troviamo Vladimir Zapovskij, il grande capo di patria russa, un omone paragonato a un grosso armadio ad ante aperte, ma dal cuore buono e apprensivo; alla società di comunicazione troviamo invece “il magnifico”. Andrea Mordini.

Sì il magnifico S…

Valdimir è pronto a spiezzare in due chiunque possa solo tentare di allungare una mano su Rebecca, Andrea ha tutte le intenzioni di comandare a bacchetta Rebecca sul posto di lavoro.

Vladimir consiglia di bagnare con vodka più buona del mondo suo primo balletto per essere più sciolta; Andrea non perde occasione per metterla in difficoltà nella sua società.

Se Vladimir apparentemente rozzo e bruto rappresenta l’angelo custode, Andrea apparentemente belloccio, rappresenta l’orco, il lupo cattivo.

Lo stile di scrittura è fluido e scorrevole abbinato una narrazione in prima persona che rispecchia pienamente la personalità di Rebecca. Una personalità sicuramente ribelle, ma che nasconde quell’anima dolce e desiderosa d’amore non portata a farsi vedere subito. Tentenna un po’ a uscir fuori l’accento rosa che è in lei, ma è giusto così. È giusto che ci sia quel tocco di mistero e di imprevedibilità che rende affascinante l’intera storia.

Mi sento di fare i complimenti a Giulia Barucco per aver scritto questa divertentissima e bellissima storia, che si copre di una veste romance per sottolineare quanto sia importante credere sempre nella felicità e nel fatto che, essa, è sempre dietro l’angolo, anche nel periodo della crisi, quando tutto ci sembra buio e difficilmente riusciamo a immaginare un finale diverso.

Ancora complimenti all’autrice e spero di poter leggere altre sue opere.

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