Recensione: “L’ALTRA FACCIA DI GIANO” di Rita Mariconda – ed. Words Edizioni

Una lettura appassionante per la nostra Simona La Corte che ritrova il gusto del giallo con L’ALTRA FACCIA DEL GIANO di Rita Mariconda, ed. Words Edizioni.

  • TITOLO: L’altra faccia di Giano #1 (autoconclusivo)
  • AUTORE: Rita Mariconda
  • EDITORE: Words Edizioni
  • GENERE: Poliziesco giudiziario
  • FORMATO: Ebook (2,99) – Cartaceo (15,90)
  • PAGINE: 120
  • RELEASE DATE: 28.07.2021
  • DISPONIBILE SU AMAZON E CON KINDLE UNLIMITED
  • A BREVE IN TUTTE LE LIBRERIE

La morte non ha mai fretta.

TRAMA

Antichi rituali egizi e geroglifici sui corpi di ogni vittima: sono questi i soli indizi lasciati da un sadico serial killer che sta scuotendo la piccola città di Folina. A indagare sugli efferati omicidi è il cinico commissario di polizia Nicola Giano, che con l’aiuto degli ispettori Esposito e Cataldi, e del medico legale Lara Giusti, darà il via a un’intricata indagine. Ma, quando il cerchio si stringe proprio attorno a lui, il commissario Giano è costretto a tornare lì dove tutto è iniziato, Roma, seguito da una lunga scia di cadaveri e un omicida ancora senza nome.

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE in cambio di una recensione onesta

Una delle divinità più antiche e più importanti della religione romana, latina e italica è Giano, conosciuto come Bifronte (detto così perché raffigurato con due facce: una che guarda al passato e una al futuro).

È stato proprio il titolo di questo giallo a intrigarmi in quanto amante della mitologia e di tutta la cultura antica. Dopodiché, mi è bastato leggere il prologo per capire di aver trovato la lettura che cercavo:

Giano Bifronte, il dio di tutti gli inizi, è il passato ed è il futuro racchiusi in un’unica immagine. Rappresenta la contrapposizione fra il bene e il male, la luce e l’oscurità, la vendetta e il perdono.

[…] Un coro di voci in una lenta nenia acclamava il Dio dei Morti affinché accompagnasse l’anima nel suo ultimo viaggio.

La descrizione di un rito funebre secondo le antiche tradizioni egizie dà inizio a una storia piena di chiaroscuri che mi ha tenuta incollata alle pagine, proiettando la mia mente all’interno della scena. Ma andiamo al protagonista del romanzo: il commissario Nicola Giano (detto Nico) è stato trasferito per un nuovo incarico nei pressi di Folina, una cittadina inventata dall’autrice e collocata nei pressi delle Alpi nord-occidentali. Qui, tutto appare placido e calmo, un luogo ameno, freddo, in cui nulla sembra scuotere la monotonia delle giornate. Eppure, una notte avviene un omicidio che sconvolge la popolazione a Val delle Cave, vicino Folina. Un uomo è stato ucciso nella propria casa in modo truce, seguendo un antico rituale egizio.

L’assassinio, si capisce, non è stato compiuto da uno psicopatico qualunque poiché tutto sembra essere stato premeditato con attenzione.

Ebbene, carissimi lettori e carissime lettrici, non vi nego che le descrizioni della nostra autrice mi abbiano messo i brividi addosso!

Alla scrivania, su una poltrona da ufficio, sedeva con le braccia in posizione di scrittura e la penna in mano. Non sembrava nemmeno morto, tranne che per un particolare agghiacciante.

«Madre di Dio» esclamò Antonio inorridito. «Gli hanno cavato gli occhi.» E si fermò pietrificato.

L’uomo, però, non è l’unica vittima.

Un’ombra oscura si aggirava furtiva tra le case del paese. Era l’imbrunire, ma qualcosa in quella figura era tetra e faceva apparire più intenso il buio intorno a sé, come se il tempo si fosse fermato insieme a quella oscurità; il tempo subordinato all’ombra.

[…] Voleva fuggire, gridare, ma qualcosa la inchiodava sul posto. nessun suono riuscì a sfuggire dalla sua bocca. L’unica cosa che vedeva oltre quel volto era un bisturi chirurgico che luccicava e scendeva verso di lei. scendeva lentamente, senza fretta. la morte non ha mai fretta.

Sul corpo dei cadaveri sono rinvenuti dei segni che rimandano proprio alla figura di Giano. È subito chiaro che tra ci sia sotto un messaggio rivolto al commissario e da questo momento scatta una doppia indagine: una che riguarda le vittime e l’altra il passato di Nico. Il suo migliore amico e collega Max lo raggiunge da Roma – dove Nico prestava servizio prima del trasferimento – e gli rivela alcuni dettagli sulla morte del padre, della madre e della sorella in un incidente che, in realtà, non lo è mai stato.

La ricerca della verità e della scoperta dell’assassino riportano Nico a Roma, affiancato dal suo braccio destro Max, da Antonio e da Lara (quest’ultima è il medico legale che il commissario Giano conosce a Folina). La mente che sta dietro gli omicidi, tuttavia, ha tante braccia che si muovono sotto il suo comando e fanno di tutto per incastrare Nico e renderlo colpevole del rapimento e tentato omicidio di Lara. Tra lei e Nico, infatti, nasce nel frattempo del tenero e il nemico si serve della dottoressa per colpire il commissario nel suo punto debole.

Lara resta in come per settimane e al suo risveglio rivela di aver visto proprio Giano in quella stanza in cui stava per essere uccisa!

Inoltre, anche il DNA ritrovato sotto le sue unghie appartiene proprio al protagonista.

A questo punto della storia, la domanda è sorta spontanea: e se Giano avesse avuto una “doppia faccia”? Se alla luce del giorno indossasse le vesti del protettore della giustizia e durante la notte quelli del carnefice?

Troppo banale, ho pensato. E, per fortuna, l’autrice non mi ha deluso.

Giunti a questo punto, la narrazione degli eventi subisce una catena di colpi di scena che fanno impennare il climax della storia, fino ad arrivare all’ultimo capitolo nel quale il mistero trova la sua soluzione.

Soluzione, però, non vuol dire lieto fine; infatti, la nostra autrice ci lascia con un finale aperto che fa ben sperare in un continuo avvincente.

Care lettrici e cari lettori, non sono un’esperta nel settore del giallo, ma, da affezionata lettrice delle avventure investigative di Sherlock Holmes di Conan Doyle e dei famosi romanzi di Agatha Cristie, credo di poter dire di avere una “infarcitura” tale da poter giudicare questa storia come un concentrato di tutte le caratteristiche tipiche del genere. Ma c’è anche qualcos’altro che arricchisce la trama: sto parlando delle accurate descrizioni, che rendono le scene vivide e reali, e della storia d’amore tra Nico e Lara che conferisce quel tocco di leggerezza, smorzando la tensione narrativa e rendendola anche più gradevole a chi non è abituato a questo tipo di lettura.

Il mio consiglio, dunque, è di non perdervi questo romanzo e mi rivolgo non soltanto agli appassionati del poliziesco, piuttosto a chi vuole approcciarsi a un genere nuovo e non sa quale titolo scegliere.

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