Recensione: “CUORE DI GHEPARDO” di Mathilda Blake – ed. Mondadori, collana I Romanzi

Esce oggi CUORE DI GHEPARDO di Mathilda Blake – ed. Mondadori, che ringrazio per la lettura in anteprima e per le infinite emozioni che ogni volta riesce a trasmettere. L’entusiasmo messo in questa storia emerge in tutto il suo splendore attraverso la figura di Eva, con un protagonista che non è assolutamente inferiore, Duke.

Vi ricordo che da oggi lo trovate in tutti gli store on-line e nelle edicole. Buona lettura!

  • Titolo: CUORE DI GHEPARDO – Passione 202
  • Autore: Mathilda Blake
  • Editore: Mondadori, collana I Romanzi
  • Data di pubblicazione: 7 agosto 2021
  • Genere: romance storico
  • Pagine: 189

Trama

Riuscirà lei a catturare
il suo cuore selvaggio?

Cresciuta a stretto contatto con gli animali, Eva van der Meer è una ragazza impulsiva e selvaggia, che lavora presso lo zoo di Amsterdam e che odia la caccia più di ogni altra cosa. Quando lo zoo ingaggia un cacciatore per catturare una coppia di ghepardi con i quali poter avviare un progetto di conservazione della specie, Eva proprio non capisce perché affidino a lei l’incarico di fargli da guida turistica in città. Duke von Lionberger, detto il duca, si rivela un uomo molto diverso da ciò che lei aveva in mente e tra i due l’attrazione prende presto il sopravvento. Ma quando Eva si ritroverà per errore sulla nave che sta riportando in Africa il duca, capirà che le loro avventure insieme sono appena all’inizio…

Note:

CUORE DI GHEPARDO è l’ultimo, avvincente romanzo di Mathilda Blake, una delle più apprezzate nuove voci del romance italiano.

Tra le altre opere dell’autrice già pubblicate da Mondadori nella collana I Romanzi Passione, ricordiamo L’IRRESISTIBILE, L’INDIMENTICABILE, SULLE ORME DELLA PASSIONE, INTRIGO E SEDUZIONE, GIOCO D’AMORE e COME UNA SINFONIA.

Ambientazione: Olanda + Africa, 1880

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE in cambio di una recensione onesta

Figlia di un bibliotecario dello zoo, Eva era cresciuta a “pane e Darwin”, come ironizzava lei stessa: aveva passato gran parte dell’infanzia e dell’adolescenza fra pubblicazioni scientifiche di biologia, trattati di etologia, convegni naturalistici e osservazione degli animali presenti nel Natura Artis Magistra. Conosceva tutte le specie classificate a livello enciclopedico e anche quelle che ancora non lo erano, ma che almento erano state scritte e disegnate. Sapeva identificare la maggiro parte degli animali esistenti, che fossero mammiferi, pesci o persino insetti. E li amava. Li amava tutti.

Amsterdam, Olanda, 30 settembre 1883

La passione di Eva van der Meer per il suo lavoro si spiega in pochissime righe e si manifesta in ogni piccola azione e tempo spesi nello zoo in cui lavora. Se una lettera le fa perdere le speranze sulla ripopolazione dei quagga, un’altra notizia accende le speranze, seppur debba sopportare tutte le conseguenze del caso: la proprietà incaricherà un cacciatore di procurare un maschio e una femmina (di ghepardo) per lo zoo, con lo scopo di non far estinguere la razza.

Ma perché affidare la missione a un cacciatore? È questo il fatto che non va giù alla giovane, tanto da crearle un groppo in gola e farle nutrire odio verso un uomo che ancora non conosce, sicuramente mosso solo dal beneficio economico e privo di ogni scrupolo, visto come si procura da vivere.

— […] Dovete accogliere il duca Von Lionberger e assisterlo in ogni cosa mentre sarà nostro ospite. […] Voglio che si senta come a casa sua e voi avete un’ottima conoscenza storico-artistica della città. Ma vi intendete anche di animali, quindi sono certo che saprete intrattenerlo a dovere.

Tuttavia il primo incontro non fa che confermare un giudizio che poteva sembrare affrettato e prevenuto.

Un mostro e probabilmente un pervertito…

— Allora, dolcezza, ti sei divertita?

Ma che succede, anzi, cosa potrebbe essere accaduto? Come mai Eva non ricorda ciò di cui è accusata? Ma soprattutto, chi è costui? Confidenze che può riservare solo alla sua migliore amica, nonché zia, Camille; anche quest’ultima incredula, deve rivedere – insieme alla nipote – ogni discorso fatto quando l’ospite si presenta senza titolo e formalità ma soltanto con un nome, “Duke”.

Sguardo di un azzurro limpido e… ingannevole; ogni cosa lo fa apparire come il migliore degli uomini eppure nasconde una moglie, è un bugiardo ed è un cacciatore.

Eva odia Von Lionberger eppure ne è attratta. Duke, d’altro canto, la reputa una selvaggia o, ancor peggio, una beghina. Probabilmente è uno di quegli uomini che bada all’apparenza, mentre la ragazza non riesce a pensare a null’altro se non al prossimo, e se riguarda lo zoo e gli animali allora è sempre in prima linea.

Il contratto è pronto: una promessa da mantenere e un lauto compenso. Von Lionberger vuol mettersi immediatamente al lavoro, e non c’entra affatto il denaro che andrà a guadagnare:

Già, era inutile girarci intorno: c’era un altro motivo se non aveva alcuna voglia di partire; un motivo dalle chiome di rame fuso e due occhi dorati pieni di sogni che lui aveva perso. Accidenti a lei.

Parte, se ne va senza preavviso. Anche Eva ha dei motivi per farlo restare, deve liberarsi di quel peso sullo stomaco, vorrebbe lasciar volare anche le farfalle intrappolate all’interno, ma il motivo principale è camuffato dalla documentazione da consegnare al duca.

Eva arriva sulla nave, deve cercare di bloccare la partenza eppure qualcosa le gioca a sfavore… e si ritrova priva di sensi e in viaggio verso l’Africa. Cosa è successo? Le avranno fatto del male? Ma, soprattutto, riusciranno Eva e Duke a dar voce ai propri sentimenti?

Mathilda Blake ha costruito ancora un personaggio indimenticabile, un uomo che dietro una maschera impenetrabile ha celato una miriade di fragilità e segreti. Ogni cicatrice di Duke porta con sé un dolore che solo un nuovo amore può scalfire.

Eva è “la protagonista” che l’autrice ha voluto trasferire dal mondo reale (si è ispirata a Laurie Marker) al suo mondo fatto di immagini e sentimenti per far sì che Cuore di ghepardo rimanga incasellato per sempre nel cuore dei lettori. Ha creato ad hoc una donna “moderna” in un contesto dove ha ancora poco rilievo. Infatti, nell’ambiente Eva è rispettata solo perché figlia del defunto bibliotercario dello zoo; in compenso è circondata dall’affetto degli zii. Tuttavia, indubbie rimangono le sue capacità, motivo per cui viene affiancata a Von Lionberger.

Il romanzo è ricco di personaggi secondari necessari alla trama e all’approfondimento dal punto di vista storico. Adoro l’ambientazione e la minuzia di particolari con cui la Blake delizia il lettore – a tal proposito ricordo di proseguire la lettura fino alla postfazione. Ineguagliabile è l’entusiasmo e la passione che l’autrice riesce a trasferire ai suoi personaggi, vividi e intensi nell’intera storia.

— Mi sono innamorato di te, quella notte. Anzi, no, forse mi sono innamorato di te ben prima, quando hai cominciato a baciarmi davanti a quello stupido giardino botanico che nemmeno ho visto.

— Io non ti ho baciato! Sei tu che hai baciato me! A tradimento per giunta.

Termino con un assaggio più che divertente, per dimostrarvi che Mathilda Blake sa far sorridere, sognare e amare. Buona lettura con Cuore di ghepardo.

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