Recensione: “TI HO TROVATO QUASI PER CASO” di Elle Kennedy – ed. Newton Compton

Per Daniela Tess continua la lettura in compagnia di Elle Kennedy e del nuovo romanzo TI HO TROVATO QUASI PER CASO, ed. Newton Compton.

  • Titolo: Ti ho trovato quasi per caso
  • Autore: Elle Kennedy
  • Editore: Newton Compton
  • Genere: romance contemporaneo
  • Data di pubblicazione: 5 agosto 2021

Trama

Ci sono rischi che in amore vale la pena correre… Il college doveva essere la mia grande occasione per trasformarmi dal brutto anatroccolo che ero in un meraviglioso cigno. Invece, la confraternita in cui sono entrata è piena di ragazze crudeli, e faccio fatica a inserirmi. Così, quando le mie consorelle Kappa Chi mi hanno lanciato una nuova, umiliante sfida, non ho potuto dire di no. Devo sedurre il nuovo giocatore di hockey della squadra del campus. Conor Edwards non ha problemi a socializzare. È uno di quelli che si sentono sempre a proprio agio. E ci sa fare dannatamente bene con le ragazze. So che è al di fuori della mia portata: i tipi come lui non guardano quelle come me. Perciò non mi aspettavo che accettasse di aiutarmi. Invece di scoppiare a ridere, quando gli ho parlato della sfida ha acconsentito a salire di sopra con me e a fingere che stesse succedendo qualcosa tra noi. E adesso che sono qui con lui mi rendo conto di quanti pregiudizi avessi nei confronti dei ragazzi che hanno un certo successo. Sono nei guai. Ho come la sensazione che questo stratagemma potrebbe provocare un vero disastro…

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE in cambio di una recensione onesta.

Lei non mi giudica: non mi ha mai guardato dall’alto in basso e non si è mai mostrata imbarazzata dalle mie scelte o dalla mia reputazione. Non ho bisogno che lei mi approvi, ma solo che mi accetti, e ho l’impressione di piacerle per quello che sono.

Questo libro di Elle Kennedy è il quarto romanzo della Briar U series, che a sua volta è nata da una costola della famosa “The Campus”. L’autrice è considerata, a ragione, una delle regine degli sport romance e anche questa storia lo conferma. In questo romanzo finalmente vedremo cosa il destino riserverà a Conor Edwards, già conosciuto nei precedenti capitoli, amico di Hunter e membro della squadra di hockey del college. Conor all’inizio sembra il classico giocatore: bello, muscoloso, ironico e irriverente, tutto sesso e partite. In una delle serate brave del college, quando le confraternite fraternizzano tra loro, conosce Taylor, membro della confraternita femminile Kappa. Il loro incontro sarà molto particolare: Taylor infatti, a dispetto di ciò che all’inizio crede il lettore, non è affatto inserita nelle Kappa, anzi: ha una sola vera amica, Sasha ma subisce le angherie della compagna Abigail e delle sue accolite. Lei rappresenta qualcosa di diverso: innanzitutto non è una bellezza algida e magra ma è burrosa e piena di curve. Quello che è il suo cruccio è in realtà la sua arma vincente che, insieme al suo carattere solare e alla sua intelligenza, farà capitolare anche uno sciupafemmine come Conor.

Guardandola bene, ha un bel viso; non è uno schianto mozzafiato come Demi, ma è carina. Ma il suo corpo… Porca puttana. Sembra una pin-up in carne e ossa…Ma tutti quei pensieri svaniscono quando vedo lo sguardo supplichevole nei suoi occhi turchesi, e qualcosa nel mio cuore si sgretola; sarei un vero bastardo se voltassi le spalle a una donna che ha un tale bisogno disperato di essere salvata.

Già qui ho provato tanta simpatia per lei. Alzi la mano chi non ha mai avuto remore e perplessità sul proprio fisico, complessi in merito alla propria avvenenza e che quindi almeno una volta nella vita non si è sentita come Taylor. Proprio a causa della sua diversità, non rientrando nei canoni estetici ufficiali, viene derisa e costretta, per restare membro delle Kappa, a fare una scommessa: dovrà passare la notte con l’adone dell’hockey, Conor appunto. Lei, che non si perde d’animo e non è la classica oca senza cervello, nell’avvicinarsi al biondo e muscoloso giocatore ovviamente gli sussurra della scommessa e gli chiede di reggerle il gioco.

Mi guarda con un’espressione che non le avevo ancora visto: mi fissa con i suoi occhi grandi dalle palpebre ampie, e le sue labbra sono rosse e gonfie perché le ha morse mentre gemeva. Dietro quella maschera si celano degli abissi, dei recessi profondi e affascinanti che sono sempre più ansioso di esplorare. Per un brevissimo istante, penso che voglia che io la baci. Ma poi sbatte gli occhi e il momento è già passato.

Un annoiato Conor accetta e quella notte, passata a parlare senza sfiorarsi, segnerà una svolta nelle loro vite. La stella dell’hockey, infatti, dietro all’apparente perfezione estetica, nasconde un’anima tormentata, l’anima del figlio della strada senza padre, ripulitosi grazie a un patrigno generoso con i soldi ma avaro di sentimenti. Conor crede di non valere nulla se non per come gioca e per come conquista; sarà Taylor a fargli capire che in lui c’è molto di più : un ragazzo generoso che, per mera bontà e un pizzico di divertimento, accetta di aiutare una sconosciuta, una coetanea bella dentro e fuori, una farfalla che si vede ancora bruco.

«Tu non sei una confezione di cereali stantii», gli dico. Mi spezza il cuore pensare che un bambino possa crescere pensando una cosa del genere di sé stesso, e mi domando se questa sua immagine di ragazzo figo e spensierato non sia l’espediente che gli ha permesso di sopportare le cicatrici di sentimenti che altrimenti avrebbe trascurato.

Il tempo passato insieme, e fingendo una relazione, darà modo ai due ragazzi di conoscersi nel profondo, di scoprire i relativi segreti, di instaurare un legame davvero raro. Non vi rivelo altro perché il romanzo va davvero gustato e assaporato pian piano. Lo stile è sempre quello ironico e sexy della Kennedy, le scene sensuali abbastanza esplicite ma non volgari. La trama è molto piacevole, l’intreccio interessante, le pagine si divorano. Buona l’introspezione psicologica, ben calibrata con gli eventi inattesi e i colpi di scena che dovranno affrontare i due protagonisti. Ammetto che l’ultimo ostacolo non me lo aspettavo; spiazzante e occasione di riflessione.

A volte prendiamo tutte le decisioni sbagliate, finiamo nei posti sbagliati, però poi ci troviamo esattamente dove dovremmo essere. Conor è il mio incidente fortunato. Il mio ragazzo giustissimo nel posto sbagliato al momento sbagliato. Mi ha insegnato ad amarmi nonostante la mia resistenza, mostrandomi un’immagine di me stessa che mai avrei creduto esistesse: forte, bella, sicura.

Sia Conor che Taylor cresceranno molto durante il romanzo, per scoprire dietro le superficiali differenze delle profonde assonanze. Ottima la descrizione dei luoghi, così come dei comprimari: simpaticissima Sasha, così come Hunter e i ragazzi della squadra. Mi ha fatto piacere ritrovare le coppie dei precedenti romanzi anche se avrei gradito saperne di più sulla mia preferita, Summer e Colin. Molto riuscito anche il personaggio di Abigail che matura molto nel corso della narrazione; un plauso all’autrice per aver saputo portare alla ribalta, tra una lacrima e una risata, temi molto importanti per l’adolescenza come il body shaming, il revenge porn, il bullismo e i pregiudizi.

Di solito, se tu per prima ti prendi in giro, la derisione di chi ti umilia perché sei grassa si smorza sul nascere: se la gente vede che sei consapevole di te stessa, diventa meno contraria ad avere un’amica cicciottella. Tutti reputano importante che noi grassottelli sappiamo qual è il nostro posto.

Anche mentre si legge in spiaggia e si sogna o ci si diverte, si può riflettere e magari cambiare il nostro modo di porgerci e di essere indifferenti alle sofferenze altrui. Questa storia ci ricorda che una donna ha una dignità che non si può svendere, mai, che le donne devono andare a testa alta e avere la forza di denunciare, di non accettare la violenza né fisica né psicologica. Perché abbiamo il diritto a essere diverse, imperfette, sbagliate.

… non sto agendo in funzione di me stessa: sto agendo in funzione delle mie paure. Le ho nutrite e ho permesso loro di occupare sempre più spazio dentro di me, finché adesso io non sono più io e non ricordo più di essere stata qualcos’altro.
È così che la gente diventa vecchia e amareggiata, cinica e astiosa: quando si lascia privare della gioia dal mondo e dai suoi pessimi attori, permettendo che questa venga sostituita dai dubbi e dalle insicurezze.

Anche  dietro una maschera e un corpo perfetti, si nascondono fragilità e insicurezze. Ma alla fine ciò che conta, come in tutti i libri di Elle, è l’amicizia, la solidarietà, il sostegno reciproco e l’amore. Un romanzo che consiglio a chi ama gli sport romance, i NA, le ambientazioni americane, le eroine originali e diverse, la scrittura frizzante e ironica; a chi non ha paura di affrontare anche temi reali e importanti mentre legge “rosa”, consapevole che la delicatezza e il romanticismo possono essere i mediatori migliori di temi importanti per le donne e non solo. Ora aspetto le storie sugli altri giocatori, ce n’è uno su cui ho puntato, mister fossette, e sono certa che non mi deluderà. Alla prossima avventura, cara Elle!

Lei mi ha reso una persona migliore. Mi ha insegnato a essere sincero con me stesso. Mi ha aiutato a vedere il mio valore come persona.

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