Recensione: “UN CONTE NEL MIO LETTO” di Stacy Reid – ed. Mondadori, collana I Romanzi

Un romanzo molto atteso e all’altezza delle aspettative: UN CONTE NEL MIO LETTO di Stacy Reid, ed. Mondadori.

  • Titolo: UN CONTE NEL MIO LETTO – Passione 203
  • Autore: Stacy Reid
  • Editore: Mondadori, collana I Romanzi
  • Genere: historical romance
  • Data di pubblicazione: 6 febbraio 2021
  • Pagine: 287
  • Prezzo: 2.99

Trama

Lui l’ha ignorata per anni,
ora dovrà riconquistarla per sempre

Per anni Daphne, contessa di Carrington, ha amato e atteso suo marito nonostante il loro matrimonio fosse nato da un ricatto. Ma ora lei non riesce più a tollerare l’austera freddezza del conte e così è pronta a dar vita a uno scandalo tanto grande da non lasciargli altra scelta che concederle il divorzio. Ciò che non può immaginare è che lui, Sylvester- Wentworth, è tornato a Londra con l’intenzione di sedurla. Dopo aver rischiato la vita in un paese lontano, il conte ha capito che ha bisogno di un erede e adesso vuole recuperare il loro matrimonio. Ma ad attenderlo trova l’esatto contrario di quello che si aspettava e dovrà usare tutto il suo fascino per convincere la contessa a entrare nel suo letto…

Note: UN CONTE NEL MIO LETTO (The Earl in My Bed) è il secondo romanzo della serie ‘Rebellious Desires’.

Il suo prequel, DUCHESSA E AMANTE (Duchess by Day, Mistress by Night), è già stato Pubblicato nella collana I Romanzi Passione – nr. 196.

Tra gli altri romanzi di Stacy Reid già pubblicati in precedenza da Mondadori nella collana I Romanzi Passione, ricordiamo NELLA STANZA DEL DUCA (Accidentally Compromising the Duke), TRA LE SUE BRACCIA (Wicked in His Arms) e UN MARCHESE TUTTO SUO (How to Marry a Marquess).

Ambientazione: Inghilterra, 1816-22

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE

Daphne era molto giovane e ingenua quando si invaghì di Sylvester, tantoché una confidenza le si ritorce contro precluedendole la felicità. Per un attimo ha creduto di aver realizzato un sogno… ma dopo sei lunghi anni comprende che la sua vita è un incubo.

Londra, maggio 1822

Daphne Wentworth, lady Carrington, permise al visconte Redgrave di farla volteggiare con grazia per la sala. […] Daphne era incredibilmente infelice, una condizione che temeva l’avrebbe spinta alla follia. Un immenso senso di vuoto si spalancava dentro di lei, minacciando di soffocarla.

Daphne è consapevole di essere sposata a un uomo ammirevole e pericoloso. Il conte di Carrington si batte per l’ideale di libertà, per l’abolizione della schiavitù, e per questo è in costante pericolo di vita. Tutta la situazione farà maturare in entrambi i coniugi una soluzione, che putroppo non trova un punto di incontro: Daphne vuol liberarsi dal vincolo matrimoniale mentre Sylvester vorrebbe tirare su, con la moglie, una vera famiglia. Esistono le basi per costruire un vero rapporto? E se la duchessa intraprendesse la strada “spianata” dal mediatore?

Anche se è impossibile vederli separati, soprattutto se li ricordiamo all’inizio – lei diciassettenne, lui poco più che uomo –, Daphne si avvicina pericolosamente al visconte di Redgrave che le fa una corte spietata; un uomo affascinante e ambiguo, che potrebbe avere la soluzione a tutto, ma Daphne, per il visconte, non prova l’attrazione sconvolgente che la tiene attaccata a colui che ha sposato. La contessa ogni giorno lotta con i tumulti del cuore e la ragione, e proprio per questa incertezza accetta l’accordo proposto dal conte di Carrington.

Per la prima volta, Daphne sente di essere felice ma non è completamente soddisfatta: sogna l’amore romantico e Sylvester sembra incapace di darle ciò di cui ha bisogno. Il conte finalmente vede la vera natura di sua moglie, è turbato e confuso…

“Mi hai chiesto se ti amo e se mi fido di te… Non so come spiegare quello che provo per te, ma quello che posso dirti è che non rinuncerò facilmente a questo matrimonio, e non lo farai nemmeno tu.”

Daphne, però, prende la sua decisione… con un risvolto davvero inaspettato! Vi lascio alla lettura, certa che sarà più che soddisfacente.

Nella prima parte ho azzardato uno spoiler, ma immagino che se avete letto “Duchessa e amante” non sarete del tutto sorpresi o arrabbiati con me. Ricordo che ogni volume è autoconclusivo ma i personaggi riappaiono seguendo un filo che li unisce con una precisa logica atta a incuriosire chi non ha letto il volume precedente. A questo punto, recuperateli entrambi, non ve ne pentirete!

Ma entriamo nella storia e conosciamo i personaggi. Non è sicuramente il primo romanzo in cui i protagonisti imparano ad amarsi dopo il matrimonio, eppure lo trovo originale e avvincente, grazie anche ai collegamenti storici e agli ideali del conte di eliminare la schiavitù; non mi addentro nei fatti per lasciare spazio alla fantasia e per documentarvi, se vorrete. L’inganno e il ricatto sono alla base del matrimonio di Daphne con il conte di Carrington; la contessa, seppur non abbia avuto un legame stretto con il padre, l’ha sempre considerato un uomo onesto. Sylvester, al contrario, conosce la vera natura di Robert Collins e crede che la figlia sia fatta della stessa pasta, spinta in ogni sua azione dalla sete di potere. Cosa manca in questa coppia? Avete già compreso che non riescono a star divisi, nonostante tutto. Tuttavia non si fidano l’uno dell’altra e c’è sempre un elemento di disturbo che li allontana sul più bello. Ho apprezzato entrambi i personaggi, il lato altruistico di Daphne è capace di sciogliere i cuori più duri ma l’evoluzione del conte è la parte che ho apprezzato di più.

“È bastata una notte senza tenerti tra le braccia perché mi assalisse un senso di vuoto gelido che mi ha quasi sopraffatto. Tu sei coraggiosa, nonostante la tua abitudine di scappare ogni volta che discutiamo. Hai il senso dell’onore […]. Sei incredibilmente generosa, leale e appassionata. Dedichi il tuo tempo con gioia alle persone meno fortunate, sei una contessa bella ed esemplare, e hai una forza che non smetterò mai di ammirare.”

Sylvester si è invaghito immediatamente di Daphne – pur non ammettendolo –, ma quando è stato costretto a sposarla l’odio ha offuscato un sentimento in fase nascente; i sei anni successivi sono stati pieni di rancore e preoccupazione per i suoi impegni personali… e a un certo punto, spinto dalla paura di rimanere vittima di qualche “attentato”, pretende che la moglie faccia il proprio dovere, dandogli un erede.

Una trama ricca, grazie agli spunti storici che donano quel qualcosa in più a un’ambientazione che ci ha abituati a balli e baci rubati. Un altro romanzo promosso per una serie da non abbandonare.

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