Review Party: “UNA MAESTRA PER EMERSON PASS” di Tess Thompson, traduzione Isabella Nanni

È uscito ieri e A libro aperto partecipa al Review Party di UNA MAESTRA PER EMERSON PASS di Tess Thompson, grazie alla lettura precisa e puntuale di Daniela Tess.

Trama

Un’insegnante senza esperienza. Un ricco benefattore. Quando la reciproca attrazione diventa innegabile, apriranno i loro cuori?

Colorado, 1910. Quinn Cooper non può fare a meno di sentirsi a disagio. Ma assicurarsi un lavoro come maestra in una piccola città di frontiera lasciando la sua famiglia a Boston era l’unico modo per salvarli dalla fame. E la sua agitazione aumenta quando un colpo di pistola vagante spaventa i cavalli della slitta, gettandola nella neve… finché non viene salvata da un affascinante sconosciuto.

Lord Alexander Barnes sa bene che non può aspettarsi che una donna giovane e bella sia disposta a diventare madre di cinque bambini. Ma il solitario vedovo si ritrova affascinato dalla nuova arrivata e dal bel rapporto che instaura con la sua prole. E dopo che la loro burbera tata dà le dimissioni, gli si intenerisce il cuore quando Quinn assume con gioia quel ruolo.

Determinata a dare buona prova di sé come maestra e come governante, Quinn teme che la sua povertà impedisca al ricco lord inglese di corteggiarla. E tra la differenza d’età e la violenza a sfondo razzista in città, Lord Barnes è certo di non poter avere questa seconda possibilità di felicità. Il loro amore rimarrà inespresso, o la loro perseveranza li ricompenserà con una passione duratura?

Una maestra per Emerson Pass è il primo libro della serie di romanzi storici ambientati a Emerson Pass. Se vi piacciono i nobili galanti, le eroine forti e le sfumature di mistero, allora non potrete non amare questa deliziosa avventura di inizio secolo nel vecchio West.

Una maestra per Emerson Pass è una lettura insolita, e aggiungerei originale, di un’autrice che non avevo mai letto e che ho avuto il piacere di conoscere grazie alla traduzione della sempre eccellente Nanni. Come mi succede spesso scelgo le letture in base all’istinto e al momento. In questo frangente, oltre a privilegiare storici, letture piacevoli e leggere, sono stata incuriosita dal titolo e dall’ambientazione. L’ambientazione è, per i miei canoni, inusuale: pur amando la storia di inizio Novecento sono molto più proiettata sul secolo precedente che annovera, per le amanti del genere, anche più pubblicazioni. Il titolo è stato quello che mi ha dato l’imput definitivo: essendo io stessa un’insegnante ero molto curiosa di vedere una mia collega “pioniera” di educazione, coraggio e determinazione nell’America del ventesimo secolo.

I miei capelli folti e setosi erano la mia unica vanità. Alcune donne avevano bisogno di parrucche per far sembrare più grossi i loro chignon, ma i miei non avevano bisogno di ritocchi. Un tempo avevo sperato che i miei capelli dorati compensassero il mio fisico scarso. Anche stringendo il corsetto al massimo, non avevo curve. Avevo i fianchi stretti e il petto piatto. Abbinati a una mente acuta insofferente agli stolti e a una laurea magistrale invece che a una dote, il mio destino era chiaro. Un futuro da zitella.

Parto con il dire che non posso fare paragoni con la celebre serie “When calls the Heart” che parla anch’essa di un’ insegnante che si trasferisce in un paesino di frontiera, perché ho visto solamente un film e non la serie vera e propria. È stata sicuramente una bellissima lettura, molto piacevole e coinvolgente. La penna della Thompson è gradevolissima, misurata, ricca di sfumature che rendono scene  e personaggi talmente vivi che sembra di essere lì con loro.

I ragazzi avevano già preso posto ai lati del padre. Sopra il tavolo da pranzo rettangolare era appeso un lampadario di vetro. Le pareti scure e i mobili dall’aspetto quasi grezzo, tra cui un buffet e una credenza, sembravano rustici e lussuosi allo stesso tempo. Una fila di finestre dava su un mondo coperto da una coltre bianca. La tenue luce del sole invernale filtrava attraverso i vetri. Fuori, i passeri saltavano tra i pini e gli abeti dai rami carichi di neve.

La storia è quella di Quinn, un’insegnante di Boston che per aiutare la propria famiglia accetta un incarico nella lontana e selvaggia Emerson Pass. Il suo arrivo nella piccola comunità sarà sconvolgente in più di un senso: innanzitutto subirà un incidente in slitta; come se non bastasse scoprirà che è appena stato ucciso un uomo e che un assassino gira a piede libero; infine la persona che la accoglierà in casa propria per curarla e sostenerla fino a pronta guarigione altri non è che un nobile inglese che ha rinunciato al titolo per venire in America in cerca di avventure e realizzazione personale.

Un uomo particolarmente bello, con zigomi alti e una bocca che si incurvava di suo verso l’alto, così che sembrava sorridere anche se i suoi occhi restavano seri. Lievi rughe d’espressione intorno agli occhi erano prova di una vita vissuta.
E i suoi occhi. Erano di una spettacolare tonalità di verde scuro e sembravano trasudare intelligenza e curiosità. In quel momento erano fissi su di me, sostenevano il mio sguardo. Era ovviamente il padre di questi bambini. A parte gli occhi castani, i gemelli erano la sua immagine sputata. Riuscivo a immaginarmelo da ragazzo, il che me lo rese immensamente simpatico ancor prima che aprisse bocca. Anche lo scintillio dei suoi occhi aiutava, suppongo, se non fosse stato che sembravano ridere di me.

La ragazza, giovane, inesperta e parecchio ingenua, si sente subito attratta da lord Alexander Barnes ma la situazione dell’uomo è alquanto complicata: vedovo, ha cinque figli di cui occuparsi e il fantasma della moglie, morta suicida, aleggia ancora nella casa. Riuscirà Quinn a conquistare Alexander? E soprattutto, accetterà di accogliere anche i suoi bambini? Sicuramente si offrirà anche come tata in attesa che arrivi un’altra ragazza ad assumere quel ruolo. Ma può una ragazza di umili origini come lei aspirare a un nobile? Possono essere sovvertite e ignorate le convenienze e le regole della società? Forse in America questo può accadere, forse nel paese dei sogni e delle nuove opportunità  tutto è possibile.

«Non fa niente. Le mie scarpe sono vecchie.» Sorrisi nonostante il mio imbarazzo. La mia povertà mi faceva vergognare, anche se sapevo che non aveva nulla a che fare con la mia persona. Nel corso degli anni avevo scoperto che era impossibile nascondere quanto io e la mia famiglia fossimo poveri. Le scarpe e i vestiti malandati erano sotto gli occhi di tutti. Tuttavia, non potevano vedere dentro di me. Dentro di me ero ricca di sogni, di immaginazione e del mio cuore grande. Nessuno avrebbe mai potuto deriderli o farmi sentire inadeguata. Erano miei. «È vero. Posso assicurarvi che non sono una principessa.» Tutt’altro.

Devo dire che ho amato molto i personaggi, dai protagonisti ai comprimari. La coppia principale funziona, coinvolge e fa sognare, forse perché la storia di Cenerentola che conquista il principe ha sempre il suo appeal. Quinn però è molto di più di una ragazza povera: è una donna giovane ma determinata, molto forte, che non esita ad accogliere i ragazzi della comunità come fosse i propri, lottando per essere un’insegnante che cercherà di cambiare davvero le loro vite, di incidere in esse, di ispirarli; non è certo una mera trasmettitrice di nozioni. Mi è piaciuto come l’autrice ha tratteggiato questa collega di inizio secolo scorso, mi sono rivista in molte sue scelte, decisioni e valori, è un’immagine di insegnante in cui ci si può identificare con orgoglio.

«Alexander ha parlato molto bene di voi. Sembra pensare che tratterete i miei bambini come gli altri.»
«Avete la mia parola.»

«Gli insegnerete come fate con gli altri o li farete studiare in veranda?»
Incrociai le braccia sul petto e risposi con una sicurezza che non provavo. «Questa è la mia scuola. Le regole le faccio io. Tutti i bambini avranno un banco in questa classe. Tutti i bambini saranno trattati con rispetto.»

Ma Quinn è anche una donna coraggiosa, una precorritrice dei tempi, che arriva da sola in un altro paese, che cerca di affermarsi con indipendenza, che saprà lottare per la sua felicità. Altrettanto straordinario è il personaggio di Alexander, uomo romantico, sensuale e padre affettuoso e tenero, chi non vorrebbe al proprio fianco un uomo così?

«Perché siete arrabbiata con me? Non posso dare un lavoro a qualcuno che non sapevo esistesse. Non sono chiaroveggente.»
«Potrebbero morire di fame se non facciamo qualcosa» dissi. «Lo capite questo?»
«Sono abbastanza consapevole di come sono gli inverni da queste parti» disse.
Ci guardammo di traverso per cinque secondi buoni prima che lui rompesse la tensione con una risatina. «Ascoltate, tigre, siamo d’accordo. Se qualcuno in questa comunità ha bisogno di aiuto, sono disposto a darglielo. Tuttavia, devo prima capire meglio la situazione.»
«Cosa c’è da sapere? Ci sono dei bambini che hanno bisogno di aiuto. E smettetela di ridere di me. Niente di tutto questo è divertente.»
«Non sto ridendo.»
«Sì invece. Tra voi. Ve lo vedo negli occhi» dissi, ancora furiosa. «Non mi piace essere liquidata.»
«Non ho fatto niente del genere.»

Un’altra particolarità del romanzo è la scrittura in prima persona con POV alternato. Di solito amo la terza persona per opere di questo genere ma ho gradito anche questa scelta stilistica. Ovviamente la prima persona permette una maggiore immedesimazione nei personaggi, in Quinn in particolare. Le scene romantiche presenti sono lievi e delicate; il finale mi ha soddisfatto e aspetto trepidante il prossimo libro sulla figlia di Alexander, Josephine, altro personaggio che mi ha davvero colpito. Questa serie è interessante perché si snoderà tra passato e presente, alternando pubblicazioni storiche a contemporanee che riguarderanno i discendenti, in un progetto che si preannuncia davvero particolare. Ringrazio la Nanni per aver portato questo gioiellino alla nostra attenzione e faccio molti complimenti a lei e all’autrice. Nonostante la  leggerezza dello stile e la “favola” tra l’insegnante e il nobile, la Thompson affronta temi anche molto forti come il bullismo, la prevaricazione, la discriminazione, i maltrattamenti familiari. Quindi una lettura certamente di evasione ma che offre spunti di riflessione importanti.  Non posso che consigliare a tutti questo romanzo, soprattutto alle inguaribili sognatrici e romantiche come me.

 «Avete un cuore forte che vi rende gentili e compassionevoli e molto generosi. Sapevi che è più difficile essere gentili che fisicamente forti?»

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