Recensione: “UN MESE DI SORRISI” di Patty Li Vecchi – ed. Blueberry Edizioni

La nostra Erika Casali ha letto e recensito, per A libro aperto, UN MESE DI SORRISI di Patty Li Vecchi, ed. Blueberry Edizioni.

  • Titolo: UN MESE DI SORRISI
  • Autore: Patty Li Vecchi
  • Editore: Blueberry Edizioni
  • Data di pubblicazione: 26 agosto
  • Pagine: 119

Trama

Quale segreto nasconde in soffitta un vecchio calzolaio? Chi sono gli Ufolotty? E cosa tramano Paletta e Secchiello al caldo di un’assolata spiaggia? Scoprite le loro storie e quelle di tanti altri simpaticissimi protagonisti nelle pagine di “Un mese di sorrisi”, un libro che rapisce la fantasia dei più piccoli e, perché no, i sogni dei loro genitori.
Trentuno racconti, trentuno favole della buonanotte per i bambini di tutte le età, in un viaggio lungo un mese che cattura per la freschezza del linguaggio, il ritmo della narrazione e la saggezza della morale finale. Ogni sera una favola diversa per volare con la fantasia in mondi sempre nuovi e affascinanti.

Una favola al giorno toglie il medico di torno! Non tutti se lo ricordano, ma la favola è un genere letterario a se stante ed è antichissimo. Il padre di questi piccoli componimenti è considerato Esopo la cui eredità fu raccolta da Fedro e poi da La Fontaine. I protagonisti caratteristici della favola sono gli animali oppure oggetti inanimati o piante che assumono le caratteristiche umane e diventano rappresentazione allegorica di vizi e virtù di uomini e donne. La favola viene sempre chiusa o aperta da una morale esplicita, perché infatti il suo scopo è quello di ridicolizzare i difetti degli uomini e denunciare ingiustizie sociali attraverso l’ironia.

Patty Li Vecchi ci regala trentuno storie, una per ogni sera del mese. A parte la prima e alcune altre, che hanno più le caratteristiche di una fiaba e i protagonisti umani, le altre storie provano a essere delle vere e proprie favole.

Abbiamo secchielli e palette che sognano la libertà, tastiere sospettose e specchi innamorati. Non manca la tradizionale lenticchia che vorrebbe uno scopo diverso da quello di finire in zuppa, ma troviamo anche un’aspirina dal cuore d’oro e il diario ironico di una lavatrice.

Ci sono rimandi antichi e contemporanei, frutta e verdura e avventure spaziali, insomma, non manca niente.

Molto simpatica la storia conclusiva del capitolo 31 che riunisce tutti i personaggi in un grande Luna Park e attraverso le parole di Nonno Pasquale e l’aiuto di Mamma Stella, saluta il lettore.

Il bello delle favole è proprio la loro versatilità e facilità di adattarsi a ogni argomento, la chiave sta nella lingua e nel soggetto trattato.

Secondo me sarebbe stato più semplice decidere di indirizzare questa raccolta solo ai bambini o solo agli adulti, la commistione di pubblico complica la vita e ingarbuglia il lessico che qualche volta risulta troppo ricercato e desueto e altre troppo semplificato e ingenuo.

La paratassi, molto utilizzata, spesso arrotola le frasi su se stesse lasciando poco all’immaginazione; ci sarebbe stato spazio per asciugare le favole e rendere l’atmosfera più realistica. Forse mi sono lasciata influenzare dall’idea di concentrarsi sull’essenziale ed eliminare quello che non serve.

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