Recensione: “LA SARTA DI CHANEL” di Kristy Cambron – ed. Newton Compton

Una lettura appassionante e avventurosa, in un periodo indimenticabile per l’intera umanità: la Seconda Guerra Mondiale. Simona La Corte ci parla di LA SARTA DI CHANEL di Kristy Cambron, ed. Newton Compton.

  • Titolo: LA SARTA DI CHANEL
  • Autore: KRISTY CAMBRON
  • Editore: Newton Compton
  • Data di pubblicazione: 2 settembre 2021
  • Genere: narrativa storica
  • Pagine: 416

Trama

Una storia d’amore intensa e tormentata, in oscuri tempi di guerra. Scritta con la seta e con il filo spinato. Indimenticabile. Parigi, 1939. La Maison Chanel ha chiuso, lasciando senza lavoro la sarta di alta moda Lila de Laurent. I nazisti hanno invaso le strade della Ville Lumière, che sembra destinata a precipitare nell’oscurità. La vita di Lila è ormai un susseguirsi di estenuanti file per le razioni di cibo, di restrizioni brutali e sacrifici, mentre la propaganda opprimente censura ogni comunicazione con il resto del mondo. Eppure, in angoli nascosti della città, c’è ancora chi osa sperare. Non ci vuole molto perché Lila si avvicini alla Resistenza e decida di utilizzare le sue abilità di sarta per infiltrarsi nelle élite naziste. Quando l’affascinante René Touliard entra improvvisamente nel suo mondo, Lila sente il cuore diviso tra il desiderio di salvare la propria famiglia, ebrea, e continuare a dedicarsi alla lotta per la liberazione. Parigi, 1943. Il compito di Sandrine Paquet è quello di catalogare le inestimabili opere d’arte in partenza per Berlino, dove le attende il Führer. Si tratta di capolavori rubati alle case delle famiglie ebree. Ma a porte chiuse, Sandrine cerca segretamente informazioni sulle attività della Resistenza. Sotto il suo atteggiamento compiacente, infatti, c’è una donna decisa a scoprire che fine abbia fatto il marito scomparso. Ma a quale prezzo? Mentre il regime di Hitler si sgretola, Sandrine si troverà coinvolta in qualcosa di più grande di lei. Uno splendido abito Chanel, infatti, nasconde un messaggio che potrebbe rivelare segreti inimmaginabili… La storia di due donne coraggiose che non possono chiudere gli occhi di fronte al male «In questo splendido affresco della seconda guerra mondiale, l’autrice ci ricorda che è bene tenere vicini gli amici e ancor più vicini i nemici. Basato su eventi reali, La sarta di Chanel è un romanzo che colpisce per accuratezza e capacità introspettiva. Gli appassionati di narrativa storica non vorranno perderselo» (Publishers Weekly). «Le ambientazioni ricche di atmosfere, i dettagli storici e la capacità di dar vita a personaggi incredibili sono gli ingredienti del talento di Kristy Cambron, che ha fatto breccia nel cuore di molti lettori.»  Library Journal  «Un romanzo avvincente con colpi di scena straordinari!»  (Cosmopolitan)

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE in cambio di una recensione onesta.

Mettetevi comode, carissime lettrici, perché oggi vi porterò con me tra le pagine di un romanzo che mi ha fatto vivere emozioni incredibili.

Non è stata una lettura semplice, tutt’altro… ma le scene erano descritte in modo così vivido che è stato come guardare un film.

Ma facciamo un passo indietro.

La vicenda si snoda tra il 1939, per l’esattezza dall’ultima serata di gala nel Trianon a Versailles − quando ancora la Francia era libera dal giogo nazista −, all’agosto del 1944, periodo in cui Parigi viene liberata grazie alla Résistance francese e agli alleati. Le protagoniste sono Sandrine Paquet, esperta in opere d’arte costretta a lavorare per gli ufficiali dell’ERR, e Lila de Laurent, sarta della celebre Maison Chanel e (improbabile) spia della Resistenza.

Le vite delle due donne sono destinate a incrociarsi nel luogo in cui tutto ha inizio, ovvero l’Hôtel Ritz, ed è proprio un capo d’abbigliamento Chanel che custodisce il loro “segreto” (non vi svelerò di che cosa si tratta, naturalmente!).

C’è dell’altro, però, che unisce le due giovani e coraggiose protagoniste: l’amore.

Sandrine si unì al resto dei senza speranza e divenne l’amante in lacrime, la povera moglie destinata a essere tormentata per sempre dal ricordo di quell’addio. Si sollevò sulla punta dei piedi per un bacio disperato sulle labbra, poi seppellì il viso contro il suo collo, aggrappandosi a lui per memorizzare la stretta delle sue braccia.

«Non posso lasciarti andare».

Un altro fischio. Ultima chiamata sul binario brulicante.

«Tornerò», le sussurrò teneramente all’orecchio. «È solo un arrivederci».

[…]

Come nella canzone di Édith Piaf, c’era un cuore dietro l’angolo, e per Sandrine, un ultimo sguardo d’amore mentre il vapore lo portava via.

La guerra ha separato Sandrine dal suo Christian, ma le brutture a cui assiste e le continue menzogne alle quali si aggrappa per salvare la propria vita e quella del figlioletto Henri, trovano un momento di stasi, una zona d’ombra dove lei e il suo amato possono assaporare per un breve istante quella felicità che è stata loro strappata via.  

La guerra si era presa quasi cinque anni e ora, in un batter d’occhio, aveva restituito loro un momento benedetto.

Anche Lila ha dovuto dire addio al suo amore, con l’unica differenza che lei ha creduto fosse per sempre. Invece, una notte, ferita e con i tedeschi alle calcagna, si imbatte di nuovo in quegli occhi che non ha mai dimenticato.

Pensava che non avrebbe più sentito quella voce né rivisto i suoi occhi. e invece eccolo lì, il suo René. Tornato dalla morte, come se fosse la cosa più facile del mondo.

Essere una spia non è semplice, e Lila lo comprenderà a proprie spese, dovendo ancora una volta lottare per non perdere l’amore ritrovato.

«Dobbiamo smetterla di separarci in questo modo, di andarcene chiedendoci quando ci rivedremo. La prossima volta pianificheremo meglio. Va bene?» René si strinse di più intorno alla vita di lei, che tremava.

Un amore dal gusto dolceamaro, è quello narrato dall’autrice… Un amore segnato dalla sofferenza, dalla perdita, dalla rinuncia e dall’espiazione. Perché se alla fine l’oppressione tedesca verrà scacciata, quella che affligge le anime delle nostre protagoniste rimarrà per sempre incisa come un marchio indelebile… il marchio sociale delle traditrici.

Lila e Sandrine non hanno scelto il loro destino, ma è stato il fato a decidere per loro e – come spiega meglio l’autrice nella postfazione del romanzo – queste donne non erano libere di scegliere. Chi lavorava in segreto per la Resistenza correva il rischio di essere scambiato per un collaboratore nazista e sono state proprio le donne a pagare il caro prezzo dell’epurazione sociale che venne eseguita in modo barbaro e violento anche negli anni successivi la fine della Seconda Guerra Mondiale.

Perché leggere questo romanzo?

Be’, non solo per conoscere la storia d’amore delle nostre eroine, ma soprattutto per conoscere uno spaccato di storia molto importante, che non ci faccia dimenticare il ruolo giocato dalle donne durante il conflitto (e non solo in Francia, ma in tutti i Paesi occupati dai tedeschi).

Prima di concludere, voglio soffermarmi su tre aspetti fondamentali del testo: il primo riguarda lo stile dell’autrice, che con le giuste similitudini e metafore riesce a creare scenari mozzafiato, talmente vividi da poter vedere la scena nella propria mente senza sforzarsi troppo con l’immaginazione; il secondo, invece, è il numero considerevole dei personaggi secondari che si incontrano durante la narrazione, che avrebbero necessitato di un elenco iniziale in modo tale che il lettore non fosse costretto a rivedere spesso i nomi degli ufficiali o delle spie che entrano in scena; il terzo, infine, è inerente al piano temporale della narrazione. Quasi tutta la prima metà del romanzo alterna capitoli del passato (1939/1940) a quelli del presente dei protagonisti (1943/1944) e riguardano sia Sandrine che Lila – alternanza utile per riallacciarsi al prologo iniziale e capire il fulcro degli eventi che ha portato a quel momento preciso −, ma proprio per la complessità della storia ho trovato questa alternanza un po’ difficile da seguire. La mia non è una critica − perché si tratta di scelte dell’autrice che vanno rispettate −, tuttavia mi sento in dovere di puntualizzare questo particolare per preparare il lettore a ciò che deve aspettarsi e di essere consapevole che dovrà leggere con attenzione questi capitoli iniziali per non perdere il filo della storia.

Concludo la recensione consigliando la lettura agli appassionati dei romanzi storici ambientati nel periodo della Seconda Guerra Mondiale e a tutti coloro che amano le storie di spionaggio.

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