Recensione: “CONFESSIONI DI UNA RAGAZZA INVISIBILE E DRAMMI VARI” di Thalita Rebouças – ed. DeA

È con molto entusiasmo che Erika Casali ci parla di CONFESSIONI DI UNA RAGAZZA INVISIBILE E DRAMMI VARI di Thalita Rebouças, ed. DeA.

  • Titolo: CONFESSIONI DI UNA RAGAZZA INVISIBILE E DRAMMI VARI
  • Autore: Thalita Rebouças
  • Editore: DeA
  • Genere: narrativa per ragazzi
  • Data pubblicazione: 21 settembre 2021

Trama

A quindici anni Tetê si ritrova in uno studio psichiatrico. Non è pazza. Né depressa. È solo un po’ sfigata. Non ha mai baciato un ragazzo. E la sua eccentrica famiglia è convinta che l’adolescenza sia una patologia da curare alla svelta, prima che peggiori. Certo, i brufoli, i vestiti fuori moda e il monociglio alla Frida Kahlo non aiutano la sua popolarità nemmeno in classe. Tetê è invisibile. Fino a che non conosce Davi, nerd fino al midollo, e Zeca, più vanitoso di un pavone. Davi è il primo ad ascoltarla davvero. Zeca il primo a darle dritte su come si sta al mondo. Ma forse a Tetê vere dritte non servono, perché sembra che Erick, il ragazzo più popolare della classe, abbia una particolare simpatia per lei, per quel suo modo goffo di fare, o per la sua battuta pronta. Erick è bello e irraggiungibile, ma soprattutto intoccabile, essendo il ragazzo di Valentina. Lei è una che non dimentica. E Tetê non ha alcuna intenzione di complicarsi ulteriormente la vita, tra la gestione di una famiglia troppo invadente e le pressioni del liceo. Poi arriva Dudu, un ragazzo più grande che sa cosa dire e come dirlo. Tra segreti rubati, foto scioccanti e ragazze vendicative, i problemi sembrano solo aumentare. Forse, dopotutto, l’idea di curare psichiatricamente l’adolescenza non era così insensata… Età di lettura: da 13 anni.

Cominciato e finito nel giro di tre ore. Corto? Forse. Sono una lettrice veloce? Sicuro. Ma sta di fatto che cominci questo romanzo e lo chiudi solo quando lo hai finito. Perché?

Prima di tutto per la lingua: spigliata, giovane, onesta. E questo è davvero il dettaglio che prende più spazio di tutti in questa mia lettura. Era tanto tempo che non leggevo niente di così spudoratamente coinvolgente e ben congegnato. Il tono è sempre sopra le righe, esagerato, proprio come lo sono i personaggi, protagonista inclusa, e il tutto si giustifica in una sola parola: adolescenza.

Non c’è niente che non funziona in questa storia, a parte un filo di morale in eccesso e il voler a tutti costi tirare fuori un insegnamento utile dalla storia. Questo e una sovrabbondanza di buonismo.

La trama non vi sorprenderà, è la solita vecchissima storia di una ragazzina un po’ sfigata che vuole farsi accettare dai compagni della scuola nuova e deve venire a patti col fatto che, per crescere e vivere insieme ad altre persone, bisogna fare dei compromessi. Eppure, come al solito, non è la trama quella che deve essere originale, non disturba sapere del fatto che una storia così l’abbiamo già letta, anzi, consola. Il fattore fondamentale è come viene svolta la trama dai diversi autori che la affrontano. E l’autrice in questione è una che ha scritto con molta consapevolezza: aveva ben chiaro a chi voleva rivolgersi e si è comportata di conseguenza.

Mi è piaciuto molto anche il ringraziamento finale rivolto a chi ha condiviso con lei le sue storie di bullismo, che rende reale la storia che si conclude.

Non contenta, appena finito il libro ho cercato il film, che trovate su Netflix, e l’ho guardato. Carino, ma ho preferito leggerlo; sullo schermo non sono stati in grado di rispettare l’unicità del linguaggio, la storia diventa una come tante altre e la la lingua perde mordente e impatto, così come il flusso dei pensieri della protagonista che nel romanzo sono centrali.

Altro punto a favore del romanzo sono le diverse ricette, tutte facili facili, parola della protagonista, sparse qua e là durante la narrazione a descrizione di cosa le piaccia mangiare e cucina, aspetto del tutto ignorato nel film. Bella anche l’introduzione di messaggi a completare il quadro che completano la narrazione con retroscena e riflessioni da parte di altri personaggi.

Comunque la leggiate è una storia buona che scalda il cuore e fa sentire meglio alla fine; a mio parere, anche solo per questo vale la pena leggerla.

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