Recensione: “IL GIOIELLO DELLE HIGHLANDS” di May McGoldrick – ed. Mondadori, collana I Romanzi

Con la mia prima lettura di ottobre dei Romanzi Mondadori si torna in Scozia grazie a May McGoldrick che ci presenta il secondo volume della serie Royal Highlander: IL GIOIELLO DELLE HIGHLANDS.

  • Titolo: IL GIOIELLO DELLE HIGHLANDS
  • Autore: May McGoldrick
  • Editore: Mondadori, collana I Romanzi
  • Genere: historical romance
  • Data pubblicazione: 2 ottobre 2021
  • Pagine: 297

Trama

“Una trama ricca d’azione.”
All About Romance

Edimburgo, 1820. La capitale scozzese è scossa da proteste: in questo clima tumultuoso, Maisie Murray inizia a lottare in difesa del suffragio universale insieme all’amica Fiona. Un giorno però, mentre Maisie sta arringando la piazza, la polizia carica la folla e cerca di arrestare i presenti: sarà un prestante sconosciuto a sottrarla alla cattura. Ritrovata Fiona, Maisie scopre che il misterioso salvatore è l’ex luogotenente Niall Campbell, fratello maggiore della sua amica. Niall è contrario all’attivismo delle due donne e si scontra duramente con Maisie, ma anche se le loro idee sembrano inconciliabili, presto le ragioni del cuore avranno la meglio sul resto…

Note:

IL GIOIELLO DELLE HIGHLANDS (Highland Jewel) è il secondo romanzo della trilogia di ambientazione scozzese ‘Royal Highlander’.

La serie, che si è aperta con TRAPPOLE E PASSIONI (Highland Crown) – nr. 195 de I Romanzi Passione proseguirà con ‘Highland Sword’, di prossima pubblicazione.

Tra le opere di May McGoldrick già pubblicate in precedenza da Mondadori, ricordiamo L’ANELLO DELLA REGINA (The Beauty of the Mist), LA PROMESSA (The Promise), LA RIBELLE (The Rebel), SOGNI RUBATI (Borrowed Dreams), COMPLICE LA LUNA (Captured Dreams), I SOGNI DI DOMANI (Dreams of Destiny), IL SEGRETO DI KENNA (Much Ado About Highlanders), LE DOTI DI INNES (Taming the Highlander) e IL DONO DI MIRANDA (Tempest in the Highlands).

Ambientazione: Scozia, 1820

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE in cambio di una recensione onesta.

Chi scrive sa che un romanzo deve acchiappare il lettore fin dalle prime righe; be’, gli autori Nikoo e Jim, come si firma il duo May MacGoldrick, ci riesce appieno con una mamma, separata dal suo piccolo bambino, costretta a diventare la futura regina… Trascorrono più di vent’anni da quel giorno e madre e figlio non si rivedranno più, eppure Carolina farà di tutto per incontrarlo, anche per un solo istante. Ma intanto Il gioiello delle Highlands prosegue e mostra i suoi personaggi, che tornano in pompa magna da “Trappole e Passioni“. Nella residenza di Cinaed Mackintosh e Isabella si consuma la seconda parte del romanzo, anche se da qui ripartono le vicende della protagonista, Maisie.

Qualche anno prima…

Isabella è sposata con Archibald Drummond e spesso, insieme, si ritrovano a curare i ribelli, inconsapevoli che anche la sorella minore della dottoressa, Maisie, faccia parte di quel gruppo…

— La Female Reform Society di Edimburgo — gli rispose. — Io e la sorella dell’ex luogotenente Campbell, Fiona Johnston, abbiamo fondato l’associazione insieme.

Attivista per i diritti delle donne, per il suffragio universale, in più di un’occasione si metterà nei guai, e se la prima volta è stata salvata dal luogotenente, la volta successiva a quest’ultimo viene rapita la sorella, di fronte l’impotenza di Maisie. La Murray, però, all’insaputa ancora di tutti, nel frattempo si è avvicinata a Campbell che è riuscito a strapparle una promessa per poi doversela rimangiare.

— La vita che volevo condividere con te era semplice. Amore, rispetto, crescere i nostri figli lontano dalla follia della guerra e degli intrighi politici. Non era troppo da chiedere, non pensi? […] Volevo che la nostra vita ruotasse intorno a noi due. Io e te, capisci?

Una frattura inaspettata e dolorosa, che non porta altre promesse ma solo libertà: lontano l’uno dall’altra. Bastano pochi mesi perché la vita di Maisie cambi radicalmente, come quella di Isabella e la figlioccia di quest’ultima. Il tempo non cura mai le ferite, le fa smettere di sanguinare, ma mai si rimarginano; e il cuore continua a sperare, tantoché all’improvviso a Maisie sembra di riconoscere una voce… Ma tutto è cambiato, e forse Niall non è più dalla sua parte, potrebbe esserle diventato nemico e aver appoggiato il Re nonostante le scelte fatte in precedenza; d’altronde per salvare il sangue del proprio sangue un uomo potrebbe scendere a qualsiasi tipo di compromesso…

Il gioiello delle Highlands – secondo volume della serie Royal Highlander – è strettamente legato al primo, e seppur le vicende di Maisie e Niall abbiano un finale (lieto) conduce direttamente al terzo – senza un epilogo –, di prossima pubblicazione. Ciò non deve scoraggiarvi alla lettura, perché è così ben strutturato che riuscirete a fare i collegamenti anche se non avete letto Trappole e passioni.

Di questa serie, a colpire è l’accurata ricostruzione storica che si avvale di tanta fantasia ma che include personaggi davvero esistiti. La regina Carolina, per esempio, apparirà sotto una luce nuova. Come nella realtà, traspare come una donna molto amata dal popolo, più di re Giorgio IV che si è sempre trastullato con le amanti fin dalla sera del matrimonio. La regnante lascerà la vita accanto al consorte e le verranno affibbiate diverse relazioni, e vantando la protezione dell’avvocato Henry Brougham; nella finzione, però, ha avuto un figlio maschio e, come già anticipato, leggerete più con l’aspettativa di un riavvicinamento futuro che per la bellissima storia d’amore. So che vi sto creando confusione, ma vi consiglio entrambi i romanzi in successione proprio per godervi le storie e i personaggi che si accavallano continuamente… come succede in una “grande famiglia”.

Intrighi di corte, minacce, sete di potere, contrasteranno con la voglia di libertà degli scozzesi, popolo virtuoso che si avvale del “Figlio della Scozia” e di una madre che non smette di sognare il meglio. Sui personaggi ci sarebbe molto da dire, in positivo, ma lascio a voi il gusto della conoscenza; tuttavia, come nel primo romanzo, ho notato la freddezza e la velocità dei rapporti amorosi, in particolarmondo in una prima volta che lascia di stucco per mancanza di “tatto”, eppure alcuni dialoghi sono così coinvolgenti… magari è proprio il cambio di penna tra gli autori! Una lettura che vale, sicuramente consigliata!

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