Recensione: “L’ULTIMO MISTERO DI MONNA LISA” di Jonathan Santlofer – ed. Newton Compton

L’ultimo mistero di Monna Lisa di Jonathan Santlofer (ed. Newton Compton) è l’ultima lettura di Mariadora Vizza e l’ha recensito per A libro aperto.

  • Titolo: L’ULTIMO MISTERO DI MONNA LISA
  • Autore: Jonathan Santlofer
  • Editore: Newton Compton
  • Genere: thriller storico
  • Data di pubblicazione: 16 settembre
  • Pagine: 434

Trama

Agosto 1911 : Vincenzo Peruggia ruba la Monna Lisa. Il dipinto verrà ritrovato solo nel 1913. Cosa sia accaduto in quei due anni è un mistero. Al mondo esistono molte riproduzioni della Monna Lisa, e più di uno storico si è domandato se quello esposto oggi al Louvre non sia un falso, scambiato all’epoca del furto.  Oggi . Il professore d’arte Luke Perrone sta cercando di scoprire tutta la verità sul suo antenato più famoso: Peruggia. Le sue ricerche attirano l’attenzione di un detective dell’Interpol e di una donna, un’estranea troppo interessata al suo compito.  Presto Luke dovrà immergersi nel sottobosco del mondo dell’arte e dei falsari: un ambiente che vive di ossessioni e di insospettabili pericoli.  Un romanzo avvincente che esplora il vero furto della Gioconda, avvenuto nel 1911, e i segreti del mondo dell’arte. L’ultimo mistero di Monna Lisa è un racconto pieno di suspense, che attinge al mistero di Leonardo da Vinci.

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE in cambio di una recensione onesta

La figura di Leonardo Da Vinci è sicuramente una delle più intriganti del panorama storico e artistico del nostro paese, ed è stato principalmente questo a spingermi a tuffarmi nella lettura di questo romanzo, un grande thriller storico.

Luke Perrone è uno storico dell’arte e un professore universitario, che esercita la sua professione a New York. Il suo bagaglio di vita consta di un’infanzia triste, tra una madre sottomessa e un padre dedito al bere e un’adolescenza turbolenta, sfociata in gravi problemi d’alcolismo. Proprio in giovane età, Luke scopre di essere il pronipote di un personaggio storico molto famoso: Vincenzo Perruggia, il celebre ladro che, agli inizi del ‘900, riuscì a rubare la Gioconda di Leonardo.

Luke trasforma totalmente il suo stile di vita, si disintossica, studia e realizza i propri obiettivi, ma Perruggia per lui diviene una sorta di ossessione. Un diario, scritto di proprio pugno dal suo antenato, sembra essere la chiave per sciogliere ogni suo dubbio, e Luke non esita un istante a precipitarsi in Italia, per prendere possesso del prezioso oggetto.

Come previsto, la lettura del diario si rivelerà fondamentale per mettere a posto molti tasselli della vita del suo antenato, ma anche foriera di strani incontri e spiacevoli sensazioni.

Non solo: la ricerca porterà Luke a incontrare quella che potrebbe essere la donna della sua vita. Ma perché Alexandra, o Alex come lui stesso la ribattezzerà, sembra essere così sfuggente? E come mai tutte le persone con le quali Luke si raffronta, per cercare di scoprire la verità, sembrano morire o scomparire nel nulla?

Devo essere onesta: il libro è scritto e tradotto in maniera impeccabile, ma la parte relativa alla storia e all’arte mi ha convinta molto di più rispetto alla parte “gialla”.

La narrazione cambia frequentemente il POV, passando dalla prima persona di Luke e di Perruggia (che racconta la sua storia attraverso il diario), alla terza persona, quando è l’antagonista a rubare la scena. In questo modo l’autore ci dà la possibilità di immergerci perfettamente nei pensieri del nostro protagonista e anche di vivere appieno le tristi vicende che avrebbero portato Perruggia a compiere un gesto tanto deplorevole. Allo stesso modo, l’uso della terza persona nelle parti relative all’antagonista, crea quel giusto distacco, quella freddezza che lascia presagire quale potrebbe essere l’epilogo finale.

La cura dell’autore nel raccontare i dettagli, nello spiegare tecniche, aneddoti o anche semplicemente nelle descrizioni delle opere, è veramente meticolosa, e questo rende la narrazione appassionante.

I personaggi sono ben descritti, Luke con le sue insicurezze e la paura di ricadere negli stessi errori del passato, la sua passione per l’arte che sfocia quasi in ossessione quando si tratta del suo antenato, soprattutto quando scopre che Vincent, esattamente come lui, era un artista e che, esattamente come sta accadendo a lui, è caduto in tentazione perché il suo talento non gli era stato riconosciuto.

L’animo tormentato e arrabbiato che scaturisce dalle pagine del diario di Perruggia dà vita al personaggio che forse ho più ho amato, mentre il personaggio di Alexandra credo avrebbe meritato qualche approfondimento maggiore.

Gli spunti storici mi hanno molto incuriosita, così che ho approfittato della lettura per ricercare quanto di vero e quanto di fantasioso ci fosse nel racconto e se un libro ti spinge a far questo significa che sicuramente l’autore ha saputo toccare sapientemente alcune corde.

Come dicevo, solo la parte gialla mi ha convinta un po’ meno: non ho trovato molti colpi di scena e la risoluzione dell’enigma è stata forse un po’ troppo veloce, ma questo non mi impedisce di consigliarne assolutamente la lettura, soprattutto, ovviamente, agli appassionati di storia e di arte.

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