Recensione: “HIS” di Natasha Knight & A. Zavarelli

Laura De Angelis ha letto e recensito HIS di Natasha Knight & A. Zavarelli.

  • Titolo: HIS
  • Autori: Natasha Knight & A. Zavarelli
  • Editore: self publishing
  • Pagine: 217

Trama

Mi sono nascosta per quattro anni, in fuga dall’uomo con cui sono stata a letto una volta sola.
Ho visto qualcosa che non avrei dovuto vedere.
Ho preso qualcosa che non avrei dovuto prendere.

Mi ha trovata.

Ma non è solo della mia sicurezza che mi devo preoccupare. Ho un bambino. Il suo bambino. Il bambino segreto di un mafioso russo.

Mi ha detto, senza mezzi termini, che sono sua. Che saremo una famiglia.

Ma suo zio mi vuole ancora morta e so che l’uomo che ci ha dato la caccia fino a trovarci è l’unico che ci può tenere al sicuro.

Buongiorno Monelle,

oggi ho il piacere di parlarvi di His, il secondo volume della dilogia “Ties That Bind” delle autrici A. Zavarelli e N. Knight, ed edito dalla Quixote Translation edizioni.

Sapientemente le scrittrici hanno lasciato il lettore in preda all’ansietà col finale di MINE. Hanno giocato con il bisogno di sapere e conoscere il destino dei personaggi, caricando di aspettative e desiderio l’attesa della pubblicazione di HIS.

Ed ecco che la narrazione riprende da quella scena lasciata in sospeso, dando di nuovo respiro ai protagonisti e a noi. 

Da questo momento Lev e Kat non hanno scelta: devono fuggire per avere salva la propria vita e soprattutto quella del loro bambino. Ma di chi possono fidarsi se non l’uno dell’altra. Come si può sfuggire alla crudeltà e alla ramificazione della mafia russa? 

Lev conosce bene quel mondo, insidioso e pericoloso, in cui è cresciuto e dal quale vorrebbe allontanarsi per sempre. 

Per quanto voglia affrontare la situazione di petto è consapevole che deve temporeggiare, per acquistare la giusta lucidità e ricostruire l’intricato puzzle di verità che li circonda. 

Allora non gli resta che giungere a compromessi e giocarsi il tutto per tutto, stringere alleanze e mettere in scacco il nemico che cospira alle spalle.

Lev acquista con maggior vigore il senso di protezione per le persone care, scende a patti, ma non tradisce i sentimenti per Kat e Josh.

Nei momenti di convivenza forzata, tra una stanza d’hotel e l’altra, si accresce il legame familiare tra i tre, rivelando un lato tenero e umano di Levska.

«Ma ho bisogno che capisca che non sta più facendo le cose da sola. Questo potrebbe essere il più grande macello della sua vita, ma è anche il mio macello. Ci siamo dentro insieme.»

Dall’altro lato troviamo una protagonista femminile, Kat, che mantiene le medesime qualità apprezzate nel primo volume. Tuttavia si evidenzia la sua resistenza ad avvenimenti avversi che, seppur inizialmente la fanno apparire in preda alla paura e ne svelano il lato più fragile, successivamente diviene un’alleata: uno stimolo a restare aggrappata alla vita.

L’idea di accostare e far interagire tra loro due individui così differenti e rispondenti a un background particolarmente doloroso, si rivela funzionale alle dinamiche narrative. 

Le atmosfere, cupe e spiazzanti, tipiche del mafia romance sono state rispettate e danno coerenza alla struttura del romanzo.  

Eppure, per quanto la lettura si sia rivelata piacevole e movimentata, qualcosa è venuto a mancare, ma questo è una considerazione personale, fatta sulla spinta delle aspettative prodotte dalle opere precedenti delle due autrici. 

Quando ho parlato di MINE avevo affermato: “avrei preferito che alcuni temi e situazioni, vissute da Kat e Lev, venissero approfonditi maggiormente, ma ho fiducia in queste autrici e attenderò il secondo e ultimo volume!”, condivido ancora questo pensiero.

L’impressione è che, per creare il senso di rapidità e infondere un ritmo incalzante alla trama, le autrici abbiano dovuto velocizzare o sacrificare elementi che concorrono a dare veridicità, temporalità e profondità al rapporto amoroso. In sintesi il lettore assapora il percorso evolutivo che Lev e Kat percorrono all’interno della storia, ma non se ne sazia. Permane la sensazione di quel quid in più mancante che lo avrebbe reso un duetto indimenticabile.

Ma di certo è una dilogia che consiglio, soprattutto a chi è amante dello stile di queste autrici e non vuol perdersi neanche una loro pubblicazione!

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