Recensione: “PESTILENZA” di Laura Thalassa (Hope edizioni)

A libro aperto vi annuncia l’arrivo dei cavalieri dell’Apocalisse secondo l’autrice Laura Thalassa. Tranquilli, per ora solo tra le pagine dei suoi futuristici romanzi. Pestilenza inaugura una serie post apocalittica che decisamente lascia il segno. Scoprite insieme a me qualcosa in più.

  • Titolo: Pestilenza
  • Serie: I cavalieri dell’Apocalisse
  • Autore: Laura Thalassa
  • Editore: Hope edizioni
  • Genere: fantasy-post apocalisse
  • Pagine: 413
  • Ebook: 3,99
  • Cartaceo: 12,90
  • Data di uscita:2 ottobre 2021

TRAMA

Sono arrivati sulla Terra ‒ Pestilenza, Guerra, Carestia e Morte ‒ quattro Cavalieri in sella ai loro temibili destrieri, diretti ognuno verso un angolo del mondo. Quattro Cavalieri con il potere di distruggere l’umanità, giunti sin qui per sterminarci tutti.
Quando Pestilenza arriva nella cittadina di Whistler, in Canada, Sara Burns sa per certo che tutte le persone che lei conosce e ama sono destinate a morire, a meno che il Cavaliere dalle fattezze angeliche non venga fermato. Ed è proprio questo che Sara ha in mente di fare quando, con un colpo di fucile, lo disarciona dal suo cavallo.
Peccato che nessuno l’abbia avvisata che la bestia immonda non può morire.
Si ritrova quindi prigioniera di un Cavaliere immortale e molto, molto arrabbiato, il cui unico scopo è farla soffrire. Più il tempo passa, però, e più Sara è incerta sui sentimenti che il messaggero dell’Apocalisse nutre per lei e… viceversa.
Sara può ancora salvare il mondo, ma per farlo dovrà essere disposta a sacrificare il suo cuore.

Capelli fluenti e dorati, iridi meravigliose color cielo, fisico da atleta. Un’armatura splendente, d’oro massiccio, una corona della stessa tinta preziosa poggiata sul capo. Non è un prode eroe medievale, ma è Pestilenza; il primo cavaliere dell’Apocalisse. Non ve lo immaginavate tanto avvenente, vero? Beh, nemmeno l’energica Sara Burns, il cui cammino è legato all’essere che sta spargendo il morbo che sta uccidendo l’umanità. Ma facciamo un passo indietro.

I cavalieri dell’Apocalisse sono quattro: Pestilenza, Guerra, Carestia e Morte. Dei veri e propri flagelli citati nel Nuovo Testamento, che giungono sulla Terra a cavallo dei loro inseparabili destrieri, per portare appunto la fine del mondo. La vicenda che apre il sipario su questa storia comincia nel Nord America, dopo l’arrivo dei quattro cavalieri. Il mondo per come lo conosciamo è drasticamente mutato: la tecnologia è fuori uso, le comunicazioni classiche – per esempio la televisione – funzionano a intermittenza. Le persone vivono rintanate o scappano appena si sparge la notizia di un nuovo arrivo. Quando sembrano essere spariti i cavalieri, ecco che Pestilenza porta di nuovo la malattia tra la popolazione.

Qui entra in gioco Sara, ex vigile del fuoco, rimasta ultima in una piccola città apposta per sfidare l’invasore dorato. Egli è infatti molto diverso da come se lo aspettava, ma è comunque decisa a ucciderlo. Ovviamente è un’impresa impossibile, poiché Pestilenza – così lo chiamiamo visto non ha altro nome – è immortale. E incredibilmente bello per giunta. Sara è convinta di essere spacciata, invece il cavaliere la prende prigioniera e la trascina con sé, mentre va di casa in casa, città in città a spargere un morbo terribile che non lascia scampo. Sara però viene tenuta in vita, come punizione. Davvero non può c’entrare la pietà, perché una ragazza tanto altruista come lei è costretta a osservare impotente una morte ricca di sofferenza. A nulla valgono gli sforzi di convincere Pestilenza a fermarsi. Il suo è un compito ordinatogli forse da una forza divina a cui nessuno deve replicare. Eppure, col tempo, qualcosa in lui sta per cambiare proprio grazie a quella ragazza che difficilmente si arrende.

Il succo della trama è questo, ma ci sono diversi aspetti che la rende particolare. Il viaggio di Sara e Pestilenza a volte viene reso un po’ lento, ma è comunque essenziale affinché i due passino molto tempo insieme e si conoscano nel profondo. Il ruolo di Sara è fondamentale per far capire al cavaliere che non tutta l’umanità merita una fine tanto orribile, e ce la metterà tutta. Come? Beh, la risposta può farvi elettrizzare oppure arricciarvi il naso. L’amore. Un sentimento impossibile che scoppia potente tra i due. I loro compiti non collimano, sono due entità troppo agli antipodi. Di una cosa si è certi; l’Apocalisse non si può fermare.

Due, unici, personaggi chiave che scontrano i loro ideali. Non ho trovato il loro rapporto assurdo, piuttosto poetico e appassionato. Entrambi sono due bei personaggi, resi per come sono, soli contro il mondo. Un viaggio alla scoperta dell’umanità; cruenta, perfida, ma anche buona e commovente. Piccole comparse si susseguono e due in particolare restano nel cuore; una coppia di anziani che scioglie ogni barriera sulle emozioni. Lì ci scappa una lacrimuccia, lo stesso verso un finale che non è poi tanto inaspettato. Un libro da non guardare con superficialità, nonostante sia controtendenza, ha parecchio da insegnare. Io lo consiglio e spero di leggere i prossimi volumi.

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