Recensione: “AB UMBRIS” di Marco Ghergo – ed. Elison Publishing

Mariadora Vizza ha letto, per A libro aperto, AB UMBRIS di Marco Ghergo, ed. Elison Publishing.

  • Titolo: AB UMBRIS
  • Autore: Marco Ghergo
  • Editore: Elison Publishing
  • Data di pubblicazione: 4 ottobre 2021
  • Pagina: 112

Trama

Isabella Ferri viene turbata dagli strani fenomeni che da qualche tempo si verificano all’interno del suo appartamento. Anche sua figlia e suo marito iniziano a comportarsi in modo anomalo e sembra che la situazione precipiti non appena i lavori di restauro svolti all’interno del suo palazzo rivelano la presenza di un’antica costruzione di origine romana, collegata a un culto sconosciuto. I seri problemi che la figlia di Isabella manifesta, costringono la donna a fare i conti con una serie di episodi agghiaccianti dimenticati, che affondano le radici nella propria infanzia.
Nulla, tuttavia, sembra essere avvenuto a caso. Una notte Isabella vedrà comparire all’interno della sua stanza, la figura spettrale di una donna dalla quale tenterà di scappare in preda al terrore. E sarà proprio questa fuga a condurre la protagonista verso la verità…

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE in cambio di una recensione onesta

“Una paura sotterranea e atavica iniziò a percorrerle la schiena. Non era il terrore tipico della minaccia imminente, ma quello delle cose invisibili, contro le quali non puoi combattere e dalle quali non puoi fuggire”

Avete presente quelle letture che non sono proprio al cardiopalma, non hanno delle scene terribili o troppo sanguinolente, eppure vi lasciano quel senso di inquietudine a serpeggiare dentro, mentre cercate di chiudere gli occhi per addormentarvi?

Ecco, Ab Umbris per me è stato proprio questo.

Protagonista assoluta del romanzo è Isabella Ferri, una donna non più giovanissima, avvocato nello studio di famiglia, di cui è convinta di ereditare le redini alla morte del padre, salvo poi scoprire che la sua arcigna madre non è affatto dello stesso parere, anzi la donna sembra non avere alcuna considerazione delle capacità e dei sentimenti della figlia.

Sposata con Carlo, e madre della dodicenne Giulia, Isabella conduce una vita monotona e insoddisfacente, sia sul piano lavorativo che familiare.

Protagonista di una vicenda alquanto inquietante da bambina, quando, senza capire come, si era ritrovata davanti all’ingresso di uno dei cimiteri della città, Isabella combatte da sempre con i fantasmi del suo passato.

La sua famiglia è ben lungi dall’essere un porto sicuro: il marito Carlo è un uomo condiscendente, ma emotivamente molto lontano da lei. È un personaggio che lascia addosso una sensazione strana, viscida.

Giulia è una bambina chiusa in se stessa, il rapporto con i genitori è praticamente pari a zero, ma è proprio da un episodio angosciante che le accade che il romanzo inizia a muoversi nell’ombra. Isabella, infatti ritrova la bambina in piena notte sull’impalcatura che riveste la loro abitazione. La piccola ha le mani insozzate del sangue e delle viscere di un piccione, pronuncia frasi che apparentemente non hanno alcun significato logico e poi una su tutte: Revoca ab umbris.

Isabella è sconvolta, contrariamente al marito che accoglie la notizia di quanto capitato alla bambina quasi con un sorriso.

Nel frattempo, durante i lavori di ristrutturazione del palazzo, vengono ritrovati dei reperti archeologici provenienti probabilmente dal periodo dell’antica Roma. Eppure la tipologia di costruzione ritrovata, con tanto di scheletro all’interno, lascia interdetti anche gli archeologi interpellati a dare la propria opinione.

Isabella si ritrova da sola ad affrontare questi problemi, e non solo. Infatti in concomitanza con l’episodio accaduto a Giulia e con la scoperta dei reperti archeologici, la donna inizia ad avere incubi terrificanti e, soprattutto, ad avere allucinazioni ancora più agghiaccianti dei suoi incubi.

La paura di Isabella comincia a crescere a dismisura. Non sono tanto le visioni per quanti terribili, ma il fatto che il problema possa essere la sua psiche, che lei crede instabile sin dalla tenera età.

In più, un vecchio sconosciuto sembra pedinarla e volerle comunicare a tutti i costi qualcosa.

Isabella, che crede fermamente in tutto ciò che è concreto e reale, capisce che è giunta l’ora di rivolgersi a un medico o anche a più di uno, pur di risolvere i suoi problemi.

Ma in realtà, gli eventi la spingeranno a intraprendere quel cammino che la porterà alla scoperta più importante: quella di sé.

I nostri demoni personali sono davvero solo nella nostra testa? O c’è qualcosa di molto più atavico e profondo, che temiamo e che non conosciamo, ma che invece dovremmo semplicemente imparare ad accettare e accogliere?

La trama di Ab Umbris mi ha appassionata e tenuta incollata alle pagine. All’interno del romanzo ho scoperto quella paura sottile che si insinua piano nella mente, ma anche molti spunti di riflessione, senza contare, nelle fasi finali, una grande celebrazione della donna.

Lo stile dell’autore è pulito e scorrevole e ho trovato la trama originale e ben costruita.

Benché la tematica sia piuttosto oscura, posso consigliare il libro a chiunque abbia voglia di una bella lettura con un po’ di suspense, senza però voler eccedere.

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