Recensione: “NON AVEVO GLI OCCHI AZZURRI” di Catrinel Marlon – ed. Newton Compton

Una bellissima lettura per Erika Casali che ha recensito NON AVEVO GLI OCCHI AZZURRI di Catrinel Marlon, ed. Newton Comtpon Editori.

  • Titolo: NON AVEVO GLI OCCHI AZZURRI
  • Autore: Catrinel Marlon
  • Editore: Newton Compton
  • Data pubblicazione: 4 novembre
  • Pagine: 161

Trama

Storia di una ragazza che non ha mai smesso di saltare gli ostacoli
Catrinel Marlon, prima di essere scoperta per puro caso a sedici anni da uno scout di modelle, è cresciuta a Iași, città rumena al confine con la Moldavia. Nata a metà degli anni ’80, e ancora bambina nel periodo immediatamente successivo alla morte di Ceaușescu, Catrinel trascorre l’infanzia e l’adolescenza in un ambiente semirurale, in una città di provincia, con la mamma, il papà e la sorella di qualche anno più piccola. I genitori, entrambi ex campioni di atletica, non se la passano bene e le conseguenze di un Paese in crisi economica e politica si riflettono anche sulle vicende familiari. I soldi scarseggiano, tanto che a volte non bastano neppure per mangiare. Catrinel, tuttavia, è una ragazzina sveglia e impara ben presto a cavarsela con quel poco che ha a disposizione. Lo sport è la sua grande passione, si allena giorno e notte, ma il destino ha in mente per lei altre luci e riflettori…
Dalla povertà della dittatura ai successi sportivi, dalle passerelle internazionali al cinema d’autore
Ecco cosa si nasconde nella vita vera di Catrinel Marlon

«Il futuro promette bene, per Catrinel.»
Vanity Fair
«Catrinel è una modella rumena, ma gira il mondo da quando ha 16 anni. Ha all’attivo le copertine di Elle, Sports Illustrated, e il calendario “Peroni”.»
Libero
«Da personaggio su riviste patinate, ad attrice che entra dalla porta principale al Festival di Cannes.»
Corriere della Sera

Quando Catrinel era bambina credeva che per essere belli si dovessero avere per forza gli occhi azzurri, e lei non li aveva. Non aveva mai pensato al suo aspetto, al suo viso, ai vestiti che indossava, non aveva idea che esistesse un mondo fuori da Iasi e fuori dal suo contesto famigliare.

Catrinel è bambina durante gli ultimi anni della Romania di Ceausescu, prova su di sé l’orfanotrofio statale e gli aiuti, inesistenti, alle famiglie che venivano incoraggiate a fare figli per la Patria.

Cresce libera e indipendente, abituata fin dai primi anni a cavarsela da sola e a prendersi cura della sorella più piccola; il suo segno distintivo erano le ginocchia sempre piene di croste, i capelli corti e le sopracciglia che assomigliavano a due zerbini.

L’incontro con Viorel, scout di moda, è casuale, ma accende la fantasia di Catrinel che lotta per partecipare alle sfilate e poi per trasferirsi a Bucarest.

Non avevo gli occhi azzurri è stata una lettura molto interessante, è una storia avvincente perché racconta di una bambina che si trasforma in giovane donna e che compie dei cambiamenti giganteschi nella sua vita, scoprendo il mondo intorno a sé e tutte le possibilità che nasconde.

Si tratta della storia perfetta, la fiaba, il viaggio dell’eroe, o meglio dell’eroina, al 100%; è una Cenerentola che se la cava da sola, si salva, si riscatta, combatte per se stessa e anche per gli altri; non ha paura di affrontare le prove che la faranno crescere e non si vergogna del suo passato.

Nelle ultime pagine del romanzo, quando ormai Catrinel è diventata una modella, ripete più volte che dentro di sé è ancora la bambina con le ginocchia sbucciate.

Ho trovato interessantissimo il racconto della vita in Romania degli ultimi anni e nel dopo Ceausescu, avrei voluto saperne molto, molto di più.

Unica piccola pecca di questa storia è la narrazione un po’ troppo raccontata, a parere mio, che avrebbe avuto bisogno di più spazio, meno ripetizione di alcuni concetti e più ordine nella cronologia degli eventi che si disperde. Peccato anche non aver pensato di offrire un contrasto più forte tra il presente della modella e autrice e il suo passato; secondo me avrebbe offerto divario più comprensibile al lettore digiuno di storia di Romania.

Una lettura piacevole e stimolante; se ci fosse il film lo guarderei con grande piacere.

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