Recensione: “IL CIELO PROTEGGA GLI INNOCENTI – di Michael Nava ed. Triskell Edizioni

Laura Baldo ha letto, per A libro aperto, IL CIELO PROTEGGA GLI INNOCENTI di Michael Nava, ed. Triskell Edizioni.

  • COLLANA: RAINBOW
  • Titolo: Il cielo protegga gli innocenti
  • Titolo originale: Lay Your Sleeping Head
  • Serie: Henry Rios #1
  • Autore: Michael Nava
  • Traduttrice: Micol Cerato
  • ISBN EBOOK: 979-12-207-0130-3
  • ISBN CARTACEO: 979-12-207-0133-4
  • Genere: Mystery/Noir
  • Prezzo Ebook: € 4,99
  • Prezzo cartaceo: € 12,00

Trama

Ci sono casi capaci di deviare una carriera e incontri che cambiano la vita. Henry Rios – giovane avvocato talentuoso e idealista deciso a vivere allo scoperto nella California degli anni Ottanta – ne ha conferma durante il suo primo incontro con Hugh Paris, un affascinante ex tossico arrestato per possesso di droga proprio quando si era ripromesso di restare pulito. Hugh gli racconta una storia improbabile di violenze e lontani omicidi avvenuti nel cuore della sua facoltosa famiglia. Rios è scettico, ma la scintilla dell’attrazione erotica accende tra loro un’avventura ossessiva che si conclude solo quando il corpo senza vita di Hugh viene ritrovato con un ago nel braccio nel campus della grande università privata fondata dal suo trisnonno. Rios si rifiuta di credere a un’overdose accidentale e, deciso a dimostrare il suo omicidio, comincia una crociata che finirà per portare alla luce segreti molto più torbidi dell’identità dell’assassino del suo amante.

Nel primo romanzo di una serie che ha segnato il gay noir americano, vincitrice di numerosi Lambda Awards, Michael Nava racconta una vicenda intricata e dolorosa, dove fino all’ultimo niente è quello che sembra, e comincia l’affresco potente di un periodo che, nel bene e nel male, ha cambiato l’orizzonte della comunità gay americana.

Nota mia: Micol nella scheda sottolinea che il romanzo ha un finale piuttosto amaro che, come dice, non è strano visto che si identifica nel noir, e la cosa è intuibile anche dalla trama, ma stiamo attente a specificare che non è un mm se no scoppia un putiferio come l’altra volta. La storia d’amore c’è, ma appunto il suo amante muore.

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE in cambio di una recensione onesta

Di questo romanzo mi ha colpita inizialmente il titolo. Quello originale “Lay your spleeping head” aveva qualcosa di poetico, e non a caso, è un verso tratto da una bella poesia di W. H. Auden, che viene riportata all’inizio:

“Appoggia, amore, il tuo capo assonnato, umano sul mio braccio senza fede”

La seconda cosa a colpirmi è stata la trama: non proprio la classica storia d’amore in stile romance. È una storia difficile, che tratta anche temi delicati. Il genere si può definire un thriller-romance M/M, e non c’è un canonico lieto fine. Non che abbia niente contro il lieto fine, ma troppo spesso risulta forzato e poco realistico, perché la vita vera non è una fiaba.

Le storie drammatiche hanno di solito anche più spazio di approfondimento dei temi trattati, come succede qui. In questo romanzo il protagonista non deve fare i conti soltanto con il fatto di sentirsi diverso o con le emozioni contraddittorie del primo amore, ma anche con quelle più complesse della fiducia e della perdita.

Henry Rios, il protagonista, è un giovane avvocato penalista che dopo dieci anni di lavoro si ritrova in crisi. La sua visione idelistica della giustizia ha subìto un duro colpo quando uno dei suoi clienti è stato condannato per un omicidio non commesso. Henry comincia a pensare che la giustizia sia solo un’illusione, che a fare la differenza sia troppo spesso l’aspetto o la classe sociale di una persona. Chi ha già avuto dei precedenti, magari a causa dell’ambiente in cui è cresciuto, cade facilmente vittima di pregiudizi.

“Se […] la legge era un tempio, si trattava di un tempio costruito sulla sofferenza umana e le carceri ne erano le pietre angolari. Essere costretti a incontri periodici con la sofferenza era salutare, perché altrimenti diventava fin troppo facile credere che i processi fossero una gara tra avvocati per stabilire chi fosse il più scaltro.”

Henry è di origini messicane, e in più è gay. Capisce fin troppo bene quanto i pregiudizi influiscano sul giudizio della gente. La sua incapacità di accettare lo status quo l’ha portato dall’essere un avvocato in carriera di San Francisco a venire esiliato in quella che definisce “la siberia” dell’avvocatura: la cittadina di Linden, a circa 30 km dalla metropoli. È un luogo che Henry conosce bene, visto che lì, nella famosa università fondata da Groven Linden, ha completato i suoi studi di legge.

Sperava di non doverci più tornare, ma si sforza di fare buon viso a cattivo gioco e si impegna per difendere i casi che gli vengono assegnati, per lo più piccoli reati: ladri d’auto, ubriachi violenti, spacciatori.

Un giorno, lavorando in prigione, conosce Hugh Paris, un ragazzo di qualche anno più giovane e molto attraente, arrestato perché apparentemente in possesso di droga. Hugh però ha l’aspetto e le maniere di qualcuno di buona famiglia, ed è convinto di essere stato incastrato. Assicura anche di non aver bisogno di un avvocato.

“Io avevo trascorso molto tempo a San Francisco, nei bar e nei bagni pubblici, togliendomi qualche voglia con questo o quel ragazzo. Aspettando che la mia vita cominciasse. Fino all’incontro con Hugh, non mi ero reso conto di stare ancora aspettando.”

Nei giorni seguenti Henry continua a pensarci, perché tra loro è scattato qualcosa che va al di là dell’attrazione fisica, come un senso di riconoscimento. Così non si sorprende quando una notte se lo ritrova alla porta di casa. Il ragazzo afferma di essere seguito e di sentirsi in pericolo. Dormono insieme quella notte e molte altre, e a un certo punto Hugh gli racconta una strana storia su suo nonno, un uomo molto in vista, che non solo avrebbe abusato di lui quand’era piccolo, ma avrebbe anche ucciso la nonna e uno zio per ottenere il controllo dei fondi di famiglia. Henry scopre così che Hugh è discendente di Grover Linden, il fondatore della cittadina, e il patrimonio in questione è molto cospicuo. Fatica però a credere del tutto a quella storia, anche perché non ci sono prove dell’omicidio, ufficialmente archiviato come incidente d’auto.

Nonostante le sue riserve su ciò che gli ha raccontato, i suoi sentimenti per Hugh diventano sempre più forti, e con ogni evidenza sono ricambiati. Ma non sa bene se si possa considerare amore, visto che non ha esperienze precedenti.

“Potevano due uomini amarsi? […] Combattevamo tutti con il terrore che il mondo avesse ragione, che due uomini non avrebbero mai potuto essere nient’altro che le loro parti e che anche sommati insieme avrebbero dato come risultato zero.”

Da quando Henry ha fatto coming-out, nella San Francisco degli anni ‘70, dove l’omosessualità era appena diventata legale, ha sempre sentito che gli mancava qualcosa, che le avventure occasionali non riempivano il vuoto che si portava dentro. Quel vuoto però sembra sparire in presenza di Hugh che, pur essendo cresciuto in una famiglia bianca e facoltosa, ha molte cose in comune con Henry: la solitudine, il sentirsi diverso, fuori posto, e poco compreso dalla propria famiglia.

“Appartenevo a una generazione di uomini gay macchati ancora troppo a fondo dalla vergogna per esprimere così apertamente il proprio desiderio. Noi non indossavamo spille identificative. Come era accaduto tra me e Hugh, ci riconoscevamo dalle cicatrici.”

Tra i due nasce una storia d’amore tanto intensa quanto, purtroppo, breve. Hugh non gli ha nascosto i suoi precedenti con la droga e la vita di strada, ma assicura di aver smesso da mesi, ed è deciso a riprendere in mano la propria vita. Poco dopo però ha una ricaduta e rischia l’overdose, quindi Henry non è sicuro di potersi fidare. D’altronde lo stesso Hugh gli ha detto che è meglio non fidarsi di lui.

Una sera il ragazzo esce a cena con Grant, un ex compagno di scuola. Henry lo attende, ma l’altro non arriva e non risponde al telefono. Al mattino la polizia bussa alla sua porta per chiedergli di riconoscere un cadavere, morto di overdose, che aveva solo il suo biglietto da visita in tasca.

Henry fatica a credere che sia vero, il suo cuore gli dice che Hugh non avrebbe mai fatto una cosa del genere, non dopo il rischio appena corso e le promesse che si sono scambiati. Oltre a ciò ci sono anche dettagli concreti che inducono a dubitare si sia trattato di una morte accidentale. Le storie terribili che il ragazzo gli aveva raccontato sulla propria famiglia iniziano così ad acquistare concretezza.

Nonostante perfino gli amici cerchino di scoraggiarlo, Henry non è disposto a lasciar perdere: ha bisogno di sapere la verità e trovare il colpevole. Comincia a indagare per conto suo, tra rischi, tradimenti e scoperte sorprendenti.

La storia d’amore tra Henry e Hugh, due persone molto diverse che però hanno anche molto in comune, è incredibilmente dolce e romantica, nonostante sia tutt’altro che facile. I protagonisti sono entrambi soli, ma insieme arrivano a sentirsi di nuovo interi e completi. L’amore in questo caso è una medicina, che permette di guarire — o almeno di rendere meno dolorose — anche le vecchie ferite. Non è una storia a lieto fine, ma forse proprio per questo trasmette in modo più immediato quella che è la forza dell’amore: rendere le persone non solo o non tanto più felici, ma migliori.

Henry Rios impara molto. Impara ad accettare che essere gay non significa per forza rinunciare all’amore; impara che dare fiducia può rendere le persone più responsabili; che occuparsi dei probemi di qualcun altro spesso aiuta anche noi. Impara anche cose meno positive: a non fidarsi ciecamente delle persone più vicine, che non sempre sono quel che sembrano.

In definitiva, si può dire che un lieto fine c’è, almeno per Henry: abbandonarsi ai sentimenti non è stato inutile, perché grazie a ciò ha capito cosa gli mancava, ed è passato dal limbo di una vita autodistruttiva a una nuova comprensione di se stesso e del mondo.

Il romanzo è autoconclusivo, ma è il primo di una serie, e sono davvero molto curiosa di seguire gli sviluppi del protagonista nei prossimi volumi. Consiglio vivamente la lettura a chi ama le storie d’amore romantiche e tormentate, così come a chi ama gli intrighi e i misteri ben congegnati. Questi due filoni, la storia d’amore e quella investigativa, si fondono in modo perfetto, e il risultato è un romanzo coinvolgente, profondo e toccante, che si legge d’un fiato.

Un pensiero riguardo “Recensione: “IL CIELO PROTEGGA GLI INNOCENTI – di Michael Nava ed. Triskell Edizioni

  1. Ciao, complimenti per l’articolo! Dai un’occhiata su https://abbiccistore.com potresti trovare libri interessanti!

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