Recensione: “UN’ADORABILE BUGIARDA” di Mariangela Camocardi

Solange Mela torna a deliziarci con una sua recensione, e per A libro aperto ha letto UN’ADORABILE BUGIARDA dell’immensa Mariangela Camocardi.

  • TITOLO: UN’ADORABILE BUGIARDA
  • AUTORE: Mariangela Camocardi
  • EDIZIONE: MC Books 2021
  • GENERE: Romance storico. 18
  • SOTTOGENERE: Misunderstanding.
  • AMBIENTAZIONE: Milano – Parigi
  • PAGINE: 295 cartaceo.

SINOSSI

Quanto vale una bugia se alla fine è l’amore a vincere?

Più che un incontro, tra Elisa e Giles è stato uno scontro. Lei detesta i napoleonici che hanno conquistato la sua terra, e lui è un francese arrogante, convinto di poter arraffare tutto, persino lei.

Eppure le loro strade si incrociano di nuovo, e dalla locanda in cui Elisa serviva, si ritrova a frequentare i salotti più esclusivi di Milano, come una dama del bel mondo.

Inimmaginabile!

Esattamente come le notti infuocate che lui, l’aristocratico ufficiale francese entrato di prepotenza nel suo destino, le fa vivere.

Elisa Baroni è la protagonista di questo delizioso historical romance nato dalla penna romantica di Mariangela Camocardi, tra le migliori autrici italiane di romanzi rosa ambientati in epoca storica.

Quando la firma è di Mariangela si va sul sicuro: dettagli e ambientazione sono precisi e curati, un piacere per la lettura che non incontra mai un anacronismo o un particolare fuori posto.

Di nuovo ci catapulta, con questa storia leggiadra e appassionata, in una Milano napoleonica attraversata dalle truppe francesi, tra conflitti politici, spionaggio e rivendicazioni familiari.

Elisa è una ragazza del popolo, senza pretese e ambizioni, rassegnata al suo destino di ragazza disonorata, con poche possibilità di emergere dalla situazione in cui si è trovata suo malgrado. Abusata dal suo datore di lavoro, additata da tutto il paese come una donna perduta, l’unico aiuto lo trova nella locanda di malaffare di Cleofe in cui lavora come cameriera, tenendosi ben lontano dagli avventori che richiedono i servigi di alcune delle ragazze, disponibili a vendere il proprio corpo.

La sfortuna sembra perseguitare Elisa, quando viene scambiata per una entraineuse e subisce suo malgrado li attenzione di un aristocratico francese, proprio nella locanda di Cleofe.

Quel dannato francese! E lei, che razza di scostumata era per aver provato… arrossì di nuovo e si disprezzò per essersi comportata peggio delle ragazze compiacenti di Cleofe. Dio, come aveva potuto?! Non sapeva spiegare un simile comportamento, Adesso, più calma, si mise a riflettere sull’accaduto. Qualcosa di istintivo aveva avvinto i loro corpi, qualcosa d’imprevedibile sfuggito al controllo dalla ragione. Sospirò, afflitta dal senso di colpa. Si sentiva sporca e a nulla servì ripetersi che quell’episodio assurdo e degradante non era dipeso dalla sua volontà. Ma allora, da che cosa? Una volta aveva inteso una donna anziana dire a qualcuno che il magnetismo animale è insito anche negli esseri umani… “Esistono pulsioni sconosciute persino a noi stessi” aveva affermato la vecchia. “Si tratta di impulsi che stimolano l’attrazione per una tale persona piuttosto che per un’altra, e non alcuna importanza che siano estranei. Scattano aspetti individuali che ignoriamo di possedere e che sarebbe innaturale reprimere: farlo equivale a negare la nostra intima essenza, ciò che in definitiva si è, nel bene e nel male”.

Avvilita nel corpo e nello spirito, al ritorno a casa scopre che il fratello Angelo è stato assoldato a forza dall’esercito francese, e l’unico modo per salvarlo da una morte certa è di smuovere la compassione di Jaques D’Ambois, un ufficiale francese al comando del Palazzo Pretorio. D’Ambois vede in lei la pedina giusta per arrivare a compiere la propria vendetta personale: distruggere l’onore di suo cugino Giles De Ronsard, e riprendersi Agnés, la donna che ama e che sta per sposare Giles.

Ogni intento sembra combaciare: Elisa avrà salva la vita di Angelo solo se accetterà di fingersi già sposata con De Ronsard e rovinarlo davanti agli occhi di Agnés, in cambio anche di una somma di denaro per la famiglia di Elisa.

Elisa, presa tra due fuochi, può solo accettare la proposta, augurandosi di concludere velocemente l’accordo dopo essersi presentata in chiesa al momento delle nozze di De Ronsard.

Quello che non aveva previsto accade proprio durante la cerimonia, nel momento in cui Elisa si rende conto, avvicinandosi all’altare con il falso certificato di matrimonio, che l’uomo che sta per rovinare è proprio l’aristocratico francese incontrato alla locanda di Cleofe.

Il putiferio che si scatena sconvolge le vite di Agnès, oltraggiata dall’inganno, e di Giles, che si ritrova sposato a una sconosciuta senza potersi giustificare, mentre D’Ambois si dilegua lasciando la chiesa nel caos.

Ma Giles non si arrende, e riesce a intrappolare Elisa a casa sua, deciso a strapparle con la forza il nome di chi ha organizzato la messinscena per rovinare il suo matrimonio.

S’irrigidì sentendo scattare la serratura, e quando l’alta figura di de Ronsard si stagliò sulla soglia, s’impose di tenere a bada la paura e la terribile collera di lui. Una collera che non era affatto sbollita. Retrocesse, mentre lui si avvicinava, troppo agitata dall’aria ostile del francese per affrontare con la dovuta calma l’argomento del rilascio. — Eccoci a noi due — esordì lui con simulata affabilità.

— Buo… buonasera monsieur.

Lo sguardo gelido di Giles percorse con insolenza il corpo di lei, quasi valutasse in ogni dettaglio una proprietà. — Indossi un abito assai diverso dagli stracci che portavi alla locanda — proseguì in tono discorsivo, accendendo il lume a olio. — Te lo sei comperato con i soldi guadagnati con la commedia recitata ai miei danni?

Lei deglutì e studiò di sottecchi quel viso che sembrava di pietra, prima di abbassare lo sguardo al pavimento, incapace di sostenere quello di lui.

Si era tolto l’elegante marsina da cerimonia e la vaporosa camicia di seta bianca, aperta fino a metà petto, era stropicciata e in parte fuori dalle brache che gli aderivano alle gambe come una guaina. I capelli neri erano scompigliati, come se ci avesse più e più volte passato le mani.

— Be’, non rispondi? — la incitò beffardo, gli occhi scuriti dall’astio. — D’accordo, ti ho detto di chiudere il becco, nell’affidarti a Jean, ma non per sempre!

Annichilita dalla mortificazione, oppressa dal senso di colpa, lei strinse i pugni. Sapeva che il momento della verità era arrivato e, ne fosse o meno atterrita, doveva accettare le sue ritorsioni. Oltretutto, la reazione di de Ronsard era più che legittima. — Monsieur, non è come credete…

— No? Dimmelo tu com’è, se è così. Tra l’altro, quello che il certificato di nozze riporta è il tuo vero nome?

Lei si limitò ad annuire per non alimentare ulteriormente il rancore di lui. In fondo era una parziale bugia perché Martini era il cognome di sua nonna.

— Sicché, Elisa Martini, di professione prostituta, vogliamo scambiare due chiacchiere in confidenza, tu e io? —

Da qui in poi la storia assume le sembianze di una lotta appassionata tra Elisa e Giles, amanti notturni e nemici agguerriti durante le lunghe giornate di prigionia, finché De Ronsard inizia a rimettere insieme i pezzi di un puzzle dalle sfumature agghiaccianti, che non si limitano a rovinare la sua esistenza ma si diramano in una serie di operazioni di spionaggio politico contro il governo francese.

Sarà proprio con l’aiuto di Elisa che Giles riuscirà a venire a capo del complotto, e sempre grazie a lei potrà finalmente riabilitarsi davanti agli occhi di Agnès. Ma Elisa, intrappolata tra una passione inconfessabile e la speranza di salvare Angelo, come potrà salvare il proprio cuore e il proprio onore?

Incantevole e ardente come le più belle favole d’altri tempi, la mano sicura di Mariangela Camocardi conduce il lettore passo dopo passo in una storia di sacrifici, rinunce e abnegazione, di inganni e pentimenti, fino al lieto fine che qui non vi rivelo, perché dovrete seguire Elisa fino alla risoluzione della partita in cui è entrata a far parte.

Consigliato ai cuori più sensibili, merita sicuramente cinque stelle.

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