Recensione: “NONOSTANTE NEMESISIS” di Federigo Alberighi – ed. Elison Publishing

La nostra Mariadora Vizza ha letto, per A libro aperto, NONOSTANTE NEMESISIS di Federigo Alberighi, ed. Elison Publishing.

  • Titolo: NONOSTANTE NEMESIS
  • Autore: Federigo Alberighi
  • Editore: Elison Publishing
  • Data di pubblicazione: 27 ottobre 2021
  • Pagine: 144

Trama

Alberto e Marina si conoscono nel Palazzo delle relazioni, il luogo dove a Roma si incontrano i grandi dell’economia, lui lavora per l’amministratore delegato di una multinazionale, lei scrive per il Corriere del Tevere.
Il loro non è un incontro fortuito, perché le Moire, le tre sorelle che sull’Olimpo tessono il filo del destino, debitrici con il padre di lui, Giancarlo, hanno favorito la loro conoscenza.
Alberto, uno scapolo impenitente, commette l’errore di ricascare nell’infedeltà, scatenando la reazione di Nemesis, divinità della compensazione, che lo punisce per la tracotanza, provocando l’improvvisa scomparsa di Marina e la perdita del lavoro, a causa di una cordata francese che prende il controllo della sua azienda.
Comincia così un braccio di ferro tra le figlie di Zeus, che si risolverà soltanto quando Marina riprenderà a leggere un vecchio libro di Philip Roth.
Tra previsioni nefaste del Coro ed immagini spettrali della Capitale durante la pandemia, Nonostante Nemesis, racconta una storia d’amore contemporanea, pesantemente influenzata dai miti greci.

Il libero arbitrio. La maggior parte di noi ha sentito almeno una volta questa frase, nella vita. La possibilità di decidere di fare il bene o il male, la possibilità di costruire il proprio destino. E se invece non fosse realmente così? Se invece, dimenticate nel corso dei secoli, le Moire stessero ancora lì, dall’alto, a tirare i fili del nostro destino a loro piacimento? E se la loro sorella Nemesis si ergesse davvero a giudice per punire chi di noi si macchia del peccato di hybris?

Chi non è estimatore di mitologia greca, probabilmente si ritroverà un po’ spiazzato davanti a questi termini. Forse, partendo da Zeus, la situazione potrebbe cominciare a essere più chiara.

Zeus padre degli dei dell’antica Grecia e, quindi, anche padre delle Moire: Cloto, Lachesi e Atropo. Tre divinità molto importanti per gli esseri umani, forse le più importanti: erano proprio loro a occuparsi della nascita, dell’evolversi e del morire dell’uomo. In contrapposizione a loro, una quarta sorella: Nemesis. E con Nemesis c’è poco da scherzare. Una dea della giustizia, pronta a punire chiunque si macchi del grave peccato di hybris, ossia di superbia (e qui devo scusarmi con i grecisti più appassionati, perché il discorso sulla hybris è davvero molto molto più vasto).

Ora, questo è quanto credevano gli antichi greci, si viveva e si aveva buona sorte perché Lachesi aveva così deciso, si moriva infanti, giovani o vecchissimi, perché Atropo aveva stabilito che il filo della tua vita poteva essere più o meno lungo… la domanda è: e se le Moire, Nemesis, Zeus e l’intero Olimpo non fossero una bugia, se tutto fosse vero, e, tra un bicchiere di Pinot e l’altro, le divinità continuassero a interessarsi (e impicciarsi) dei fatti degli uomini?

Il padre del nostro protagonista Alberto, da fervido e appassionato grecista, non solo ne è convinto, ma ha un credito proprio con le Moire, un credito che decide di cedere al figlio, dandogli così la possibilità di poter avere al proprio fianco la donna del proprio destino. E questa cosa straordinaria al figlio decide di confessarla quando Alberto è poco più di un bambino, tanto che, con il passare degli anni, il nostro protagonista questa confessione la ricorda come fosse solo un sogno.

Però, quando incontra Marina, quando inizia a frequentarla, capisce che forse il padre Giancarlo non gli aveva poi detto una bugia. Quello che lui non sa è che sulla sua vita e sui suoi comportamenti è stata fatta una sorta di scommessa, tra le Moire, schierate al fianco del terrestre Alberto, e Nemesis, convinta invece che l’uomo fallirà e non sarà in grado di meritarsi il favore delle divinità. Basterà un errore, un solo errore da parte di Alberto, per scatenare l’ira della dea, che decide di scegliere la punizione più terribile, mitigata solo dall’intervento delle tre sorelle.

Ho trovato la storia molto originale, così come particolare, da parte dell’autore, è la scelta di raccontare la vicenda dalla voce di un narratore estraneo ai fatti, ossia un amico di Alberto. Il linguaggio risulta molto colloquiale e si sente, forse, il distacco emotivo della parte narrante, che, pur essendo sinceramente preoccupata per le vicende capitate all’amico, non può esprimere a pieno lo stato emotivo del protagonista e ancora meno quello di Marina. Nonostante questo, i due protagonisti sono ben delineati, Alberto con i suoi cinquant’anni di vita vissuta senza mai cercare un punto fermo, che invece riconosce proprio nella compagna che il destino gli ha assegnato; Marina, in tutta la sua insicurezza e nella paura di perdere i propri spazi a causa di quest’uomo che le entra sempre di più sotto la pelle.

La storia scorre piacevolmente dando ottimi spunti al lettore per rispolverare un po’ quei miti greci che, da studenti, hanno spesso incuriosito le nostre menti. Il finale apre la nostra mente a ulteriori domande sul senso della nostra vita, su come l’amore sfugga a qualsiasi regola e a quello che potrebbe essere un destino già scritto, su quanto possa essere forte e testardo da riuscire a sfuggire anche al giudice più severo.

Presente qualche refuso, che però non disturba la lettura.

In definitiva un libro sicuramente consigliato agli amanti della mitologia, ma anche a chi non la conosce affatto: Nonostante Nemesis sarà sicuramente una buona lettura per togliersi qualche curiosità sull’argomento

Un pensiero riguardo “Recensione: “NONOSTANTE NEMESISIS” di Federigo Alberighi – ed. Elison Publishing

  1. Mi sono innamorata di Marina e dell’eleganza stilistica dell’autore di questo libro. E’ stata una bellissima sorpresa ‘Nonostante nemesis’ e forse perchè anch’io ho subito una scomparsa, ho trovato delizioso questo racconto e deliziosa la trovata delle moire. Alberto doveva proprio essere innamorato di questa Marina per escogitare tale via d’uscita così geniale.

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