Recensione: “TEN DAYS TILL CHRISTMAS” di Laura Carloni

Ci avviciniamo al Natale e abbiamo bisogno di letture come queste. Barbara Scotto ci presenta TIN DAYS TILL CHRISTMAS di Laura Carloni.

  • Titolo: Ten Days till Christmas
  • Autrice: Laura Carloni
  • Genere: Commedia romantica natalizia
  • Self Publishing, Autoconclusivo
  • Uscita: 15 dicembre 2021
  • Piattaforma: Amazon (ebook e cartaceo)
  • Disponibile su Kindle Unlimited

Trama

Lei ama il Natale, le luci scintillanti e le palme di Miami decorate per le feste.
E soprattutto, lei le feste le organizza.
Lui il Natale lo odia profondamente.
Sa troppo di famiglia, di casa e di sentimenti che rifugge come se potessero avvelenargli l’anima.
Lei vivrebbe in minigonne, bikini e sale sulla pelle.
Lui è una divinità vichinga che ti entra sottopelle come i cieli immensamente blu e l’aria fresca del Montana.

Caroline, tosta ragazza del Sud, Event Planner di professione, viene spedita dal suo capo/fidanzato in Montana per organizzare la festa di fidanzamento del suo più famoso cliente: la punta dei Miami Dolphins.
Niente di strano se non mancassero solo dieci giorni a Natale e l’unica cosa su cui il campione non transige, è che la festa deve essere nel suo ranch in Montana a cui è particolarmente affezionato, che dispone di un bellissimo fienile dove poter organizzare l’evento.
Ma in Montana non è tutto rosa e fiori e Caroline dovrà far ricorso a tutte le sue doti migliori per contrastare chi non ha nessuna intenzione di renderle la vita facile. A cominciare dal cowboy vichingo responsabile del ranch che le darà del filo da torcere fin da subito, da una bambina di sei anni paragonabile ad una piccola terrorista, dal fienile che sta crollando a pezzi sotto il peso delle continue nevicate.
Se poi hai un’amica adorabile che ti manda giochini erotici per passare il tempo, tutto si complica.

Dieci giorni sono pochi per organizzare un evento di quella portata, qualcosa di cui si parlerà sui giornali di gossip di tutti gli Stati Uniti.
Dieci giorni sono abbastanza per capire che forse, lasciare le spiagge di Miami, i cocktail nei locali alla moda, i vestiti griffati per indossare un paio di stivali, non è poi tanto male.
Specialmente se a farle cambiare idea è un cowboy norvegese di nome Patrick e con un cognome impronunciabile.

Copia digitale gentilmente fornita dall’autrice in cambio di una recensione onesta

Caroline vive a Miami, ama il sole, vestire alla moda con minigonne e tacchi vertiginosi e ama anche ciò che il Natale rappresenta, ma scopre con amarezza che dovrà trascorrerlo da sola perché il fidanzato lo passerà con la (quasi) ex moglie e i tre figlie, mentre i genitori si sono regalati una crociera. Caroline non potrebbe essere più furiosa con quell’uomo che ha ribattezzato Infimo bastardo traditore.

“Una donna arrabbiata ragiona così; ti cancella, ti cambia i connotati. Io l’ho fatto solo sul cellulare perché cercarmi un lavoro non è nella lista dei buoni propositi per l’anno che sta arrivando.”

Come se non bastasse, proprio dieci giorni prima di Natale viene costretta dal suo capo, che poi è anche il fidanzato, a volare fin nel Montana in un luogo freddo e sperduto per organizzare l’evento dell’anno, ovvero il fidanzamento tra Miss Florida e il giocatore più famoso dei Miami Dolphins. Perché lei è una event planner, la migliore.

Appena arriva nel Montana si rende subito conto che organizzare un evento di tale portata in un ranch, in soli dieci giorni e in quelle condizioni, non sarà affatto semplice.

“Se il buongiorno si vede dal mattino, oggi era meglio se restavo nel letto, sotto il piumone a godermi la vista delle montagne innevate.”

Per non parlare poi del catastrofico incontro con l’uomo che gestisce il ranch dove dovrà svolgersi l’evento, un vichingo alto, biondo e detestabile.

Patrick indossa sempre il suo cappello da cowboy, odia il Natale, odia la futura sposa per il quale deve essere organizzato quell’evento e non ne fa un mistero, Non solo si rifiuta categoricamente di darle una mano, ma ci si mette davvero d’impegno per confonderle le idee. Vive da solo in un piccolo cottage dove non ha mai fatto entrare nessuno, a parte la pestifera bambina di sei anni, sveglia come pochi, che non smette di punzecchiarlo.

Prima la cerca, la blandisce e la bacia con passione tale da lasciarla senza fiato, la volta dopo la evita o la tratta duramente, tanto da convincerla di possedere una doppia personalità. Ma Caroline non ci sta ad essere trattata in quel modo e non manca di rivolgergli frecciate sprezzanti. Però, quando si perde in quegli occhi azzurri come il cielo, tutto il mondo perde d’importanza…

I continui sbalzi d’umore dell’uomo influenzano molto anche il suo, rendendola artefice di numerose contraddizioni mentre passa con velocità da momenti in cui vorrebbe strozzarlo ad altri in cui non chiede altro che essere baciata.

“L’orso qui al mio fianco ha la delicatezza di un bufalo e le buone maniere di uno scaricatore di porto: ha lanciato il mio trolley nel retro del suo pick-up senza nessuna remora e stava per fare lo stesso con me quando ho dato vita alle mie rimostranze. […] … e poi due occhi come i suoi non si trovano tanto facilmente. Blu, ma non un blu normale, no! Un blu talmente intenso da affogarci dentro!”

Ma l’amore, quello spontaneo e profondo, può scomparire davanti a delle differenze tanto spiccate o fa sì che queste si annullino, si compensino?

Questo potete scoprirlo leggendo questo libro, che a me è piaciuto molto. Inizia in maniera umoristica, i pensieri e le trovate della protagonista sono davvero divertenti, ma pian piano che procede si coglie una profondità di sentimenti davvero ben costruita.

“Voglio qualcuno che abbia la paura folle di perdermi ogni giorno e ogni giorno viva per fare in modo che ciò non accada.”

Chi non lo vorrebbe?

In questo libro spicca un buon incastro di ironia e serietà, i momenti di maggior tensione sono alleggeriti con naturalezza, ma non mancano confronti toccanti che riescono a coinvolgere emotivamente, come quando si scava nei sentimenti di Patrick, nella nostalgia di Rebecca per la mamma, soldatessa in Afghanistan, appena accennata ma che comunque si avverte.

In più tratti mi sono invece ritrovata a sorridere, divertita dalle disavventure di Caroline che riesce ad apparire goffa anche in abiti eleganti, scarpe griffate e atteggiamento da gran diva, le scene descritte così bene da riuscire a immaginarle. E questo non è da poco. Ritrovarsi a sorridere mentre si è seduti da soli in una stanza, fa bene al cuore.

La piccola terrorista, poi, Rebecca, che la prende di mira e compare sempre nei momenti meno opportuni suscitando in Caroline una sana inquietudine, dà un tocco molto piacevole alla storia: anche se a volte i dialoghi possono sembrare “troppo” per una bambina di sei anni, nel contesto ci sta bene.

Piacevole scorrevolezza della lettura, dialoghi brillanti e personaggi ben costruiti danno vita a un romanzo che lascia un buon ricordo e merita davvero d’essere letto.

“La mia medicina, la ricetta perfetta. Affondo il viso nei suoi capelli mentre la rimetto con i piedi per terra, tenendola stretta. E chi la molla più!”

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