Recensione: “NON VOLEVO FARTI DEL MALE” di Joanna Wylde – Newton Compton

Oggi è la nostra romantica Daniela a presentarci la sua lettura, un romanzo di Joanna Wylde che ha atteso con trepidazione e che non ha deluso le sue aspettative. Coinvolgente il suo protagonista, carismatico e credibile… Scopriamo insieme il resto.

  • Titolo; Non volevo farti del male”.
  • Autore: Joanna Wylde
  • Editore: Newton Compton
  • Genere: Narrativa romance
  • Data di uscita: 24 novembre 2021
  • Pagine: 428
  • Ebook: 5,99
  • Cartaceo: 12,90

TRAMA

Si può dire che la vita di Levi “Painter” Brooks sia iniziata il giorno in cui è entrato a far parte del Reapers Motorcycle Club. Quando si è unito a loro, i ragazzi del club sono diventati i suoi fratelli. E le motociclette la sua vita. Grazie alla sua forza e alla sua lealtà incrollabile, è riuscito a ottenere il favore degli altri. Ma la sua fedeltà è stata messa a dura prova dopo il suo arresto e la sua condanna per un crimine commesso per conto della sua famiglia adottiva.
Melanie Tucker non ha avuto una vita facile, ma ha imparato a lottare per il suo futuro. È scappata dall’inferno e ha iniziato una nuova vita, eppure ogni notte sogna un uomo che non riesce a dimenticare. Le sue lettere, provenienti dalla prigione, riescono a superare le barriere che credeva di aver costruito intorno al suo cuore. L’istinto le dice che può fidarsi di lui, ma non si starà sbagliando?
Quando le porte del carcere si aprono e Painter riassapora il gusto della libertà, ha in mente solo una cosa: assicurarsi che la sua lealtà sia stata ben riposta. Anche se dovesse significare rimettere in discussione tutto quello in cui crede.

Joanna Wylde
è un’autrice bestseller del «New York Times». Ha lavorato come giornalista e editor in vari quotidiani, prima di decidere di mettersi in proprio lavorando come ghostwriter. La Newton Compton ha pubblicato Non volevo fosse amore, Stammi sempre accanto, Sei tu quello che voglio, Dovrei starti lontano e Non volevo farti del male.

Aspettavo questo libro della Wylde impazientemente, anzi dire impazientemente è dire poco. Fin dalla prima apparizione di Levi “Painter” e Melanie insieme, in “Dovrei starti lontano”, ho cominciato a sognare e a farmi tremila film su come sarebbe continuata la loro storia. Lui è uno dei membri più fedeli del Reapers Motorcycle club, lei la “brava ragazza”, figlia adottiva di London, la compagna del capo della banda, Reese. Non nego che, nell’attesa, sono andata a leggermi in inglese il campione gratuito che non ha fatto altro che stuzzicare la mia curiosità e rendere più dura l’attesa, vista l’intensità della passione nascente tra Painter e Mel.

Non avevo diritto a un’opinione, però. Lei mi conosceva appena. Avevamo passato forse otto ore insieme, in totale, e credetemi quando dico che non c’era stato un lieto fine. Le avevo dato uno strappo a casa, avevamo guardato un film. L’avevo portata a cena fuori per tenerla lontana dal club – non era stata neanche una cena particolarmente piacevole, non come avrebbe meritato. Lei non aveva legami con me.

Alla fine del precedente romanzo il nostro eroe, per seguire un affare del club e difendere Jessica, amica di Mel, finisce in galera. Mel, che comincia ad essere infatuata di quel ragazzo bello e dannato, dolce e protettivo, vede i suoi sogni infrangersi e comincia a divenire consapevole della diversità di vita tra lei e Levi. Tuttavia non è pronta a rinunciare a lui e comincia a scrivergli: lettere dolcissime a cui lui risponde invitandola a rifarsi una vita mentre in realtà anela solo a farla sua.

Il tuo ricordo mi fa andare avanti, cosa che non ha nessun cazzo di senso. A malapena ti ho toccata. Ma penso ancora al profumo che avevi quando ti sei seduta sul divano accanto a me.

Eri minuscola e tremavi sotto il mio braccio. Sapevo che il film ti faceva paura e avrei dovuto sceglierne un altro, ma cercavo una scusa per stringerti.

Arriva il giorno in cui Painter esce di prigione e rivede quella dolce e ingenua ragazza che lo ha aspettato: la vecchia attrazione torna a divampare ma ci sono mille motivi per cui dovrebbero stare lontani; lui non vuole prenderla perché non vuole corromperla, lei aspetta solo di essere sedotta. Chi la spunterà?

Presto tornerò a casa. Dovresti scappare finché sei ancora in tempo, Mel. Ti farò cose così luride che non ti sentirai mai più pulita. Pensi di essere adulta, ma non lo sei. Ci sono così tante cose che potrei insegnarti… e farti. Cristo, se solo lo sapessi, non mi scriveresti mai più.
Dovresti trasferirti in Alaska. Cambiare nome. E buona fortuna, perché ti troverò, ti prenderò e…

Il romanzo non ha deluso le mie aspettative. La prima parte, quella dell’avvicinamento, è credibile e coinvolgente; Painter è un personaggio fantastico, carismatico, affascinante, capisco benissimo come Mel ne sia rimasta attratta. Nella prima parte ho amato immensamente entrambi i protagonisti; lei forse anche di più. Mi è piaciuta la sua forza, la sua determinazione, la sua ingenuità nell’approcciarsi a lui, il volerlo redimere, comprendere, salvare. Painter fa parte di un club che non usa maniere ortodosse e che a volte infrange la legge per difenderne interessi e membri. Proprio il club, che lo ha cresciuto e accolto fin da ragazzino, gli chiede l’ennesimo sacrificio. Ed è a questo punto che inizia la seconda parte della storia, dove i personaggi maturano, la relazione decolla e dovrebbe passare allo stadio successivo. Ma loro sono pronti per un salto del genere?

Era ancora più bella di quanto ricordassi. Era cresciuta e da bella era diventata stupenda, con la sua pelle liscia e abbronzata, i capelli scuri e quelle gambe lunghe fatte apposta per stringersi intorno ai miei fianchi.
Era tutto vero, ovviamente. Ma non è il mio ricordo più vivido. Più di tutto, ricordo cosa provai seduto accanto a lei, mentre le stringevo la mano. Respiravo il suo profumo e sapevo che era al sicuro, era perfetta e bellissima. E per quella sera, sarebbe stata solo mia.

In questa seconda parte devo dire che ho amato maggiormente Painter e la sua maturazione mentre ho trovato Melanie leggermente indietro come percorso di crescita e sviluppo del personaggio. La Wylde l’ha caratterizzata come una donna davvero troppo testarda e poco incline al perdono e all’ascolto. I colpi di scena sono diversi, tutti spiazzanti e coinvolgenti. La penna dell’autrice è sempre scorrevole, lo stile pulito; l’intreccio è davvero ben congegnato, le scene d’amore sensuali ma non disturbanti. Ovviamente è un libro che strizza l’occhio ai dark romance, ai romanzi più duri e anche espliciti, nel linguaggio e nelle scene, non roba da educande; sebbene non sia di solito un genere che prediligo, la bravura dell’autrice sta nel far amare questi “cattivi ragazzi” anche a chi, come me, predilige altro. I suoi personaggi non sono mai stereotipati, non seguono mai la regola del bianco e nero, ma attraversano tutta la scala dei grigi; uomini e donne con pregi e difetti, forse più i secondi, che alla fine hanno un cuore enorme e seguono un loro codice morale, difendendosi e proteggendosi come una grande famiglia allargata.

Si chinò in avanti e mi baciò piano. Ah, che bello… Gli restituii il bacio e lui mi afferrò per la vita, trascinandomi a sé per farmi mettere a cavalcioni. Resi il bacio più intenso, gustando il suo sapore. Come avevo fatto a convincermi di poter vivere senza tutto questo.

Tra i personaggi minori ho ritrovato con piacer Em, London, Reese e anche Jessica, sebbene non sia mai stata la mia preferita. Non vedo l’ora di leggere i capitoli successivi. Consiglio questo libro a chi ama le storie forti, anche drammatiche e molto sensuali, a chi adora il genere dark, a chi ama i protagonisti opposti che trovano un loro incastro perfetto; lo consiglio a chi predilige i personaggi che maturano, non statici, l’introspezione psicologica; infine dovrebbero leggerlo tutti coloro che desiderano gustarsi storie dove la tensione narrativa resta sempre alta, così come il pathos; la Wylde è davvero maestra in questo. 5 libriccini meritatissimi!

Ho bisogno di te, Mel. Ho troppo bisogno di te come amica per poter rischiare. So che te l’ho detto in un modo veramente di merda, ma se avessi anche solo un’idea di quanto sei importante per me… Dio, sei uno dei pochi motivi per cui sono ancora sano di mente.

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