Recensione “IL DUCA BUGIARDO” di Jess Michaels, traduzione Isabella Nanni

Esce oggi IL DUCA BUGIARDO di Jess Michaels, tradotto da Isabella Nanni e la nostra Daniela Tess lo ha letto in anteprima per A libro aperto.

  • Titolo: Il duca bugiardo (titolo originale: The duke who lied)
  • Autore: Jess Michaels
  • Traduttore: Isabella Nanni
  • Editore: The Passionate Pen LLC
  • Genere: Romance storico
  • Prezzo ebook: € 3,99 – disponibile anche in Kindle Unlimited
  • Prezzo cartaceo: € 13,55
  • Data pubblicazione: 10 gennaio 2022
  • Serie: Il Club del 1797

Trama


Hugh Margolis, Duca di Brighthollow, da mesi tiene nascosto un segreto che lo divora dentro. La sua amata sorella è stata sedotta e quasi rovinata da un uomo malvagio. A causa del trauma la giovane ha preferito restare in esilio in campagna e, per proteggere la sua reputazione, Hugh non ha mai fatto nulla nei confronti del farabutto che le ha spezzato il cuore. Ma ora il “gentiluomo” è tornato in società e recentemente si è fidanzato con un’altra donna.

La signorina Amelia Quinton è al settimo cielo. Dopo un corteggiamento lampo, si è appena fidanzata e ora non vede l’ora di sposarsi per amore. Solo che tutti i suoi piani subiscono una brusca frenata quando suo padre le annuncia che dovrà sposare invece il Duca di Brighthollow, perché è venuto in possesso dei debiti di suo padre.

Amelia è inorridita, perché Hugh non è affatto il ragazzo dolce e gentile che voleva sposare. Solo dopo aver pronunciato i loro voti, la passione divampa e lei comincia a conoscerlo meglio. A poco a poco, i muri di entrambi cadono e i sentimenti crescono. Finché lei non scopre che lui ha mentito. Hugh le dirà mai la verità, e avrà ancora importanza alla fine?

Lunghezza: Romanzo autoconclusivo in versione integrale (70.000 parole)

Grado di sensualità: Non per i deboli di cuore.

Questo è l’ottavo libro della serie Il Club del 1797. #ilclubdel1797

«Ho bisogno della tua luce, Amelia» mormorò. «Non ho mai saputo quanto.»
Lei rimase in silenzio e gli avvolse le braccia intorno al collo, sollevandosi in modo che le sue labbra fossero vicine alle sue. «Allora prendila» sussurrò un attimo prima di baciarlo.

Siam giunti, ahimè, già all’ottavo capitolo della serie “Il club del 1797” e comincia a venirmi un po’ di malinconia. È stato infatti un viaggio straordinario quello che ci ha fatto fare Jess Michaels, e insieme a lei la Nanni che ringrazio per aver tradotto questi splendidi romanzi che altrimenti non mi sarei potuta gustare.  Questa serie è straordinaria per più di un motivo: presenta eroi ed eroine accattivanti, storie molto diverse ma tutte intriganti e coinvolgenti; coppie dalla chimica pazzesca e intrecci che non finiscono mai di stupire. Mi aspettavo, sono sincera, che questo capitolo fosse un po’ interlocutorio, diciamo una pausa sicuramente piacevole in attesa però dei fuochi di artificio che verranno con gli ultimi due duchi, Robert e Kit. Non era semplice il compito di Hugh: veniva dopo Tyndale, che ho amato molto e prima di Robert, il simpatico libertino alla cui conversione amorosa non vedo l’ora di assistere; invece Hugh mi ha davvero sorpreso. Si è dimostrato un personaggio straordinario, capace di un altruismo e un’abnegazione molto intensi e forti. Lui ha una sorella minore di cui si è sempre occupato con amore ma nonostante tutto non è riuscito a risparmiarle la rovina, a sedici anni, a causa di un mascalzone. Venendo a sapere che quel lestofante intende colpire ancora, il duca non trova altra soluzione che sposare la sua prossima vittima, Amelia, una ragazza dolce ma ancora molto inesperta nelle questioni amorose, caduta anche lei preda di quel “gentiluomo” pericoloso.

Hugh fece un respiro profondo e la fissò. Si era voltata, e gli mancò il fiato. Amelia Quinton era… meravigliosa. Era l’unico modo in cui poteva descriverla. Era il tipo di donna che qualunque uomo si sarebbe voltato a guardare se gli fosse passata davanti al parco. I suoi capelli scuri incorniciavano un viso pallido con labbra carnose e rosa che si incurvavano naturalmente in un mezzo sorriso. Ma ciò che spiccava sopra ogni altra cosa erano i suoi occhi. Non aveva mai visto un azzurro simile prima di allora.
Sentì un moto di desiderio nello stomaco che non sentiva da molto tempo. Un bisogno che rizzava la testa e gli faceva venire voglia di avvicinarsi a quella donna.

Ovviamente, non potendo rivelare la verità all’innocente ragazza, Hugh le dice delle menzogne e la costringe al matrimonio quasi con il ricatto. Non è quindi sotto i migliori auspici che nasce quell’unione eppure Hugh sorprenderà oltre a noi anche la sua giovane sposa. D’altronde un uomo di tali valori, rettitudine morale e generosità non può lasciare indifferenti. L’inizio sarò scoppiettante: la rabbia e l’odio si mescoleranno al desiderio e all’attrazione. Ma la passione riuscirà a tenere unita la coppia? E cosa succederà quando Amelia conoscerà davvero i segreti del suo affascinante ma enigmatico marito?

A quel pensiero si allontanò dalla porta. Era fidanzata. Non era giusto chiamarlo bello. Pensare che lo fosse. Notarlo… era un tradimento, no? Certamente non avrebbe voluto sentire che Aaron occhieggiava giovani donne venute a far visita alla sua famiglia.

Un romanzo davvero molto bello, che ho preferito addirittura al precedente: scorrevole, appassionante, la trama cattura fin da subito e si legge tutto d’un fiato, con grande curiosità di scoprire come l’autrice dipanerà la matassa intricata che ha costruito. La coppia, come ho già detto, è molto ben amalgamata: ottima la chimica tra loro e interessante anche la caratterizzazione dei personaggi.

Gli piaceva, in verità. Il fatto che lei in cambio lo odiasse non era facile per lui. Non era piacevole. Non era quello che voleva, anche se non voleva analizzare troppo a fondo quello che voleva. Altrimenti avrebbe potuto perdere il controllo sulla sua risposta emotiva e non solo.
Amelia sembrava ispirargli questa reazione.

Amelia è la degna compagna di Hugh: anche lei rivelerà una natura molto generosa e sarà bellissimo il rapporto che costruirà con la sua giovane cognata.  A proposito della sorella di Hugh, ho scoperto che la Michaels ha scritto un romanzo in cui l’ha resa protagonista e spero che arrivi in Italia: voglio leggere il suo lieto fine perché lo merita così come suo fratello merita la pace e di dimenticare il brutto episodio del passato di cui non ha alcuna colpa. In questo romanzo, come in tutti i precedenti, tornano ovviamente tutti i duchi e le loro duchesse ed è sempre bello ritrovarli e leggere come procedono le loro storie. Insomma, da capitolo di mezzo quale credevo che fosse, questo romanzo si colloca invece sul mio podio personale, superando anche le storie di duchi ben più blasonati e conosciuti di Hugh. Il bello di una grande autrice è quello di riuscire sempre a colpire il lettore e a non annoiarlo mai.

«Sacrificio» disse Robert, riportando Hugh alla conversazione. «Non sopporto vederti fare tutto questo.»
Hugh sospirò. «Apprezzo la preoccupazione, davvero. Ma le cose stanno così. E accadrà domani, che voi mi inveiate contro o meno. Posso solo sperare che voi tutti non eviterete Amelia in qualche sconsiderato tentativo di proteggermi dalle mie stesse scelte.»

E ora sono ancora più in trepida attesa del gran finale, certa che non sarò delusa. Le poche pagine anticipate dalla scrittrice mi hanno già incuriosito oltre misura. Il duca bugiardo è quindi una lettura consigliatissima, soprattutto a chi ama gli storici sensuali e appassionati; non fatevi scoraggiare dal fatto che sia l’ottavo della serie, sono storie che si possono leggere anche l’una indipendentemente dall’altra; le trame particolari non si assomigliano ma ognuna convince per peculiarità diverse. Sono certa che letta una, poi non potrete non aver voglia e curiosità di recuperare anche le altre. 5 libriccini per Amelia e Hugh. In attesa di quel mascalzone di Robert. Io adoro i libertini, soprattutto quelli pentiti.

La sua mente si svuotò dei suoi problemi e delle sue paure, sostituiti dal desiderio e dalla sua passione e dall’amore che ora scorreva come un fiume attraverso tutto questo. La attirò più vicino, premendo i loro corpi finché non sembrò che fossero una cosa sola.

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