Recensione: “LA FOLLIA DI HELEN GREY” di Julia Bennet – ed. Mondadori, collana I Romanzi

LA FOLLIA DI HELEN GREY di Julia Bennet, ed. Mondadori, ha saputo stupirmi. Vi sfido a provare le mie stesse emozioni.

  • Titolo: LA FOLLIA DI HELEN GREY
  • Autore: Julia Bennet
  • Editore: Mondadori, collana I Romanzi
  • Data di pubblicazione: 5 febbraio
  • Pagine: 318
  • Prezzo: 2.99

Trama

“Un romance nuovo e sorprendente.”
All About Romance

Figlia illegittima di un misterioso duca, da dieci anni Helen Grey vive ingiustamente reclusa in una tetra clinica psichiatrica grazie alla connivenza del crudele dottor Sterling: il padre, infatti, vuole che lei resti nell’istituto per evitare che si sappia della sua esistenza. Sarà l’arrivo del dottor William Carter a donare a Helen una speranza di fuga: affidata alle scrupolose cure di Will, sulle prime la ragazza cerca di manipolarlo, ma tra i due si instaura poco a poco un rapporto di fiducia che presto si trasforma in fortissimo attrazione. Tuttavia entrambi devono resistere al desiderio, perché sanno di dover combattere non solo per conquistare la libertà di Helen, ma anche per il suo diritto all’amore…

Note:

LA FOLLIA DI HELEN GREY (The Madness of Miss Grey) è il romanzo d’esordio di Julia Bennet, ed è la prima opera dell’autrice pubblicata nella collana I Romanzi.

Si tratta del romanzo d’apertura della serie ‘Hardcastle Inheritance’.

La serie proseguirà con “The Ruin of Evangeline Jones”, di prossima pubblicazione.

Ambientazione: Inghilterra, 1882 (epoca vittoriana)

Inghilterra, 1882

Helen Grey è ricoverata da dieci anni in un manicomio. Aveva solo 16 anni quando morì sua madre, e il padre, per non affrontare lo scandalo di una figlia illegittima, la fa rinchiudere. In questo lasso di tempo si è permessa di sopravvivere ma non si rassegna, e tenta la fuga.

Dopo tutti quegli anni passati a sopportare esami e valutazioni mediche, avrebbe voluto riconoscere a prima vista un dottore.

— Avete un vantaggio su di me. Il vostro nome è?

— Carter. Dottor William Carter.

Il destino, però, la beffa ancora una volta, perché quel dottore è proprio colui che si deve occupare di lei. La selezione di Carter non si basa solo sull’esperienza per aver studiato casi come quelli di Helen, ma per una teoria che per il dottor Sterling è inconfutabile. Ma di cosa è affetta, veramente, la ragazza? Dicono di ninfomania e, a sentir il direttore, ci sono le prove di alcune relazioni avute all’interno di Blackwell House.

Effettivamente, dopo averla ricondotta nella clinica, Helen prova a corrompere Carter con un sottile gioco di seduzione. L’uomo è visibilmente attratto dalla ragazza, ma come un mantra risuona nella sua testa il giuramento di Ippocrate che a stento gli calma i bollenti spiriti. Will e Helen si studiano, come un uomo e una donna, mostrando fragilità che insieme possono risanare.

Il dottore riferisce una diagnosi precisa sulla Grey, ma qualcosa riesce a confonderlo…

— […] Saper vedere oltre il sotterfugio è una parte importante del mio lavoro. Capite? Non è che voi siete un’attrice di scarso talento, è che io sono un brillante dottore.

Il dubbio è il primo campanellino d’allarme e, per scongiurare qualsiasi decisione avventata, Carter deve fare i conti anche con i propri sentimenti… dopodiché potrà decidere se rendere sopportabile la permanenza alla ragazza o agevolare la sua fuga. Nel frattempo, come riusciranno a contenere la necessità di donarsi l’una all’altro?

Esordisco nel modo più semplice: ho adorato La follia di Helen Grey. Che le donne “scomode” venivano rinchiuse non è una novità, ma non si parla spesso di isteria e di come questa “patologia” veniva trattata; ho apprezzato molto come tutta la storia è stata gestita.

Helen è una ragazza cresciuta in fretta, e inizialmente la sua emancipazione mi ha lasciato qualche piccolo dubbio; tuttavia l’interpretazione affibbiatole dall’autrice li ha fugati tutti. La ragazza, difatti, è cresciuta con una madre famosa per essere attrice e lei ha intrapreso quell’identica carriera fino a quando non è iniziata la permanenza nel manicomio. Non è una ninfomane, tantomeno una prostituta, ma la necessità aguzza l’ingegno, e le arti che si possiedono bisogna saperle mettere in pratica: Helen è furba ma cade nella trappola dell’amore. Carter è un dottore molto in vista nonostante sia il figlio di una governante; non vanta una posizione di rilievo in società ma gode di stima e rispetto. Soprattutto è gentile – di lui non si può dire che è bello! – ed è ciò che colpisce Helen, che per la prima volta viene trattata come un essere umano. A personaggi propriamente positivi si contrappongono gli antagonisti: il direttore, un’infermiera e il padre di Helen. Tutti i personaggi si muovono in un intreccio che funziona e convince, e che si impreziosisce con il protagonista del secondo volume: Alex Somerton. Chi è costui? Una presenza molto “vicina” a Helen e determinante per il lieto fine.

Il romanzo verte sulla liberazione della protagonista, e su come Helen riuscirà nel suo scopo. Lei che ha trascorso metà della sua vita senza affetto e completamente sola, all’improvviso due uomini si interessano a lei senza secondi fini, e solo perché provano un sentimento diverso dal rancore. Odio muovermi tra enigmi, ma mi odierei di più sapendo di avervi rovinato la lettura; tuttavia vorrei convincervi che questo è un romanzo che non dovete assolutamente perdere, perché vi farà davvero soffrire e, con la stessa intensità, innamorare. Helen è pazzesca, in lei è ravvisabile ogni minimo cambiamento; Carter a primo acchito sembra un personaggio semplice, invece anche per lui ci sarà una vera presa di coscienza.

Julia Bennet esordisce con questo romanzo e lo fa rischiando tutto: un’ambientazione particolare con dei protagonisti tutt’altro che stereotipati. Sono troppo curiosa di scoprire cosa succederà in The Ruin of Evangeline Jones, e sono sicura che anche fuori dalle mura di Blackwell House saprà ancora stupirci. Buona lettura!

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