Review Tour: “SENZA NOME” di Viola Raffei – ed. Ode Edizioni

È con molto piacere che partecipo al Review Tour di SENZA NOME di Viola Raffei, ed. O.D.E. Edizioni. Una storia che merita di essere ascoltata.

  • Titolo: Senza Nome
  • Autore: Viola Raffei
  • Editore: O.D.E. Edizioni
  • Genere: contemporary romance
  • Pov: alterni
  • Prezzo ebook: € 2.99
  • Prezzo cartaceo: € 12.99
  • Data pubblicazione: 9 febbraio
  • Pagine: 250
  • Serie: no
  • Autoconclusivo: sì

Trama

Anna ama il suo lavoro di infermiera e adora prendersi cura del prossimo. Proprio questa sua indole altruista la porta a incontrare un uomo che ha perso tutto e che vive per strada, un senzatetto.

Fra loro nasce un sentimento che verrà sconvolto quando la vita precedente di lui tornerà a reclamarlo con prepotenza.

Di chi ti puoi fidare quando non sai nemmeno chi sei?

L’ultima volta che sono stata a Milano – e ahimé già girava il covid, ma ne eravamo inconsapevoli –, all’uscita da una famosa caffetteria, mi sono imbattuta in una fila di senzatetto pronti per la nottata sotto le “coperte” fatte di cartone. Sono bastate poche righe di “Senza Nome” per rivivere la scena e ho immaginato un Alex qualunque in uno di quei volti seminascosti. Andando avanti con la lettura mi sono chiesta se al posto di Anna avrei fatto la stessa cosa. Be’, per quanto può sembrare folle, probabilmente sì. Ma partiamo dall’inizio…

Anna è un’infermiera dedita al lavoro, e vi assicuro che non è scontato. Lei non pensa allo stipendio, ma a rendere sopportabile la malattia ai pazienti, finché non riesce ad accompagnarli alla porta a fine degenza. Per lei il lavoro è una missione e all’incontro con l‘uomo senza nome, per l’ennesima volta, non è rimasta indifferente. Anche con i pantaloni lerci, il tanfo che è riuscito a tener lontano anche un dottore, e la barba lunga, Anna riesce a scorgere in lui la sofferenza che non è solo fisica. Al Pronto Soccorso, infatti, l’uomo lamenta dei forti dolori all’addome e viene rimandato per più di una volta in strada, liquidato con un antidolorifico senza una diagnosi solo perché non è degno di cure essendo un clochard.

Ma chi è quell’uomo che ha calamitato l’attenzione di Anna con la profondità e la tristezza dei suoi occhi azzurri? Nessuno, perché non ha memoria di sé; si è trovato catapultato in una via di Milano senza sapere se quella fosse la propria città e se qualcuno al mondo lo stesse cercando. Ma com’è possibile? Questa è la piccola nota di giallo, ma stanno per giungere le tinte rosa classiche del romance…

Anna gli dà un tetto e delle coperte vere, un piatto decente a ogni pasto ma soprattutto lo spoglia dell’indifferenza a cui è stato sottoposto per più di un anno. Alex – così si fa chiamare – ha un pezzo di armadio con pochi vestiti, un lavoro e – udite, udite! – una ragazza: lei, Anna. La giovane infermiera, in seguito alle difficoltà lavorative dell’ultimo periodo, riesce a riaprire il proprio cuore in maniera naturalissima, giacché il loro rapporto si basa su una profonda amicizia, stima reciproca che li rendono complici in ogni piccola cosa. Sono innamorati. Persi l’una dell’altro.

Allora, cosa può aver messo in pericolo la loro storia? Il troppo amore. Non vi è mai capitato di voler regalare la “luna” a chi vi è accanto? Ecco, Anna si è sottoposta a un grosso “sacrificio” per rendere felice Alex. Eppure, a lui la vita a Milano andava bene così…

E questo non è neanche il primo tempo di quello che potrebbe essere un bel film. Ma è un bel romanzo e come tale riserva più di un colpo di scena proprio come una pellicola. Ora è il momento di mettersi seduti e vagliare tutte le ipotesi, ma potete farlo solo leggendo. Continuerò a raccontarvi, ma solo di Anna e Alex. Per quest’ultimo ancora molto deve restare un taboo per non spoilerarvi il finale. Di Anna si può dire che è proprio un bel personaggio e ho apprezzato molto il riferimento al Covid e alla situazione di stress in cui i sanitari sono stati sottoposti; è vero, l’approfondimento “psicologico” è soft, ma è ciò che richiede un romanzo che deve prospettare una lettura leggera e appassionata. Eh già, la nostra Anna è timida, riflessiva, ma in certi momenti si dà da fare e in questo ritroverete il piccantino a cui Viola Raffei ha abituato i suoi lettori. La sua scrittura semplice e pulita, a tratti molto colloquiale, rende fresca una storia che non è per nulla banale.

A metà, la storia subisce una sferzata, il lettore si alza dalla comoda seduta per un’altra fatta di spine. L’ansia punge a suon di ex e false amicizie; indagini e gelosie riempiono pagine che tengono incollati fino al lieto fine. Ops, ho spoilerato proprio il finale… Ma Alex tornerà a essere quello di una volta o ricomincerà daccapo con Anna?

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