Recensione: “KEEPER – CUSTODI DI LUCE” di Leia Stone – ed. Hope Edizioni

Keeper – Custodi di luce di Leia Stone (ed. Hope Edizioni) è l’ultima lettura della nostra Anna Lisa, e lo ha recensito per A libro aperto. Vi consiglio di leggerla!

Titolo: Keeper – Custodi di luce
Serie: Matefinder: Next Generation #1
Autore: Leia Stone
Genere: Paranormal romance
Traduzione: Roberta Mazzocca
Cover: FranLu
Data di pubblicazione: 
1 febbraio 2022

Trama

Che cosa faresti se scoprissi che il tuo compagno sta per morire?
Anya ha ereditato il dono di sua madre: il suo destino è quello di essere la prossima Matefinder e il suo gemello, Jaxson, è il suo protettore. O almeno questo è quello che le è sempre stato detto, tuttavia pare che gli Spiriti abbiano altro in programma per lei, e, quando inizia a sognare un affascinante ragazzo umano in difficoltà, tutta la sua esistenza viene stravolta.
Minacciata da innumerevoli pericoli e con il tempo che stringe, riuscirà Anya a portare a termine la sua missione e a sopravvivere?

Matefinder: Next Generation racconta le avventure della figlia di Kai e Aurora, i protagonisti della serie Matefinder e narra eventi collocati una ventina di anni più tardi. Non è necessario leggere la serie Matefinder, tuttavia, per apprezzare al meglio gli intrecci e le vicende, si consiglia di farlo.

Prima di iniziare a recensire “Keeper: custodi di luce” di Leia Stone (edito da Hope) devo fare una precisazione: non ho letto la serie madre.

Per la trama in sé la lettura dei volumi precedenti non è essenziale, qua e là c’è qualche recap, alcuni riferimenti e non è davvero un gran problema, però ho trovato il worldbuilding un po’ approssimato, o meglio, frettoloso. Poiché non si può appesantire la lettura con reminder continui forse ci sarebbe stata bene una bella prefazione che introducesse al mondo già creato dalla Stone anni fa.

La protagonista è Anya, una giovane licantropa nata con il dono della profezia che le consente di capire con certezza chi è la persona che un licantropo/a dovrà sposare, perché le unioni per loro sono predestinate. Solo con il licantropo/a giusto si potranno avere figli, una variazione sul tema dell’imprinting di Mayeriana memoria.

Anya vede Gavin nei propri sogni, poi lo incontra e poco dopo scopre che lui, questo ragazzo bello e con una malattia che lo consuma, è la sua anima gemella. Da qui in poi sarebbe spoiler, quindi chiudiamo la faccenda.

“Keeper” ha tutti topos del caso: la protagonista attraente, il protagonista altrettanto attraente, la componente paranormale, la rivelazione ai mortali e un circolo di comprimari funzionali alla trama.

In più la Stone aggiunge nel calderone anche i genitori di Anya e del gemello Jaxson: Aurora e Kai, protagonisti della saga originale.

Sulla carta l’idea mi piaceva tantissimo, un romanzo dove si dipanano le relazioni genitori-figli durante la post adolescenza! Purtroppo sono rimasta delusa. Aurora e Kai sono una presenza sottile, del tutto ininfluente ai fini della crescita dei personaggi e allo svolgimento del loro viaggio dell’eroe. Sono due genitori molto easy, per così dire: tollerano parolacce che ammoniscono con sguardi fintamente severi, si rapportano ai loro figli come pari e il solo modo in cui passa l’autorità genitoriale è attraverso l’essere alfa del branco. Insomma, una bella occasione sprecata, almeno su questo versante.

Un altro punto dolente è la reazione della famiglia di Gavin e il loro rapporto con il nipote, Anya e la sua famiglia, trattato in modo superficiale poiché lo scopo era, evidentemente, portare avanti l’intreccio. Anche questo un peccato, due persone che sperimentano la gioia della genitorialità avanti negli anni, fra detti e non detti, supposizioni e mezze verità. C’era davvero tanto materiale.

A posteriori il difetto di questo romanzo è proprio la frettolosità: dopo una partenza lenta, dove succede poco si parte in quarta per correre verso il finale.

Posto che “Keeper” non contiene idee innovative, e neanche è lecito aspettarselo, aveva dalla sua due personaggi rodati, dinamiche familiari da esplorare e due bei viaggi dell’eroe da dipanare. Metà del gusto lo si perde perché non c’è il tempo per assaporare tutto.

Detto questo il romanzo dà quel che promette: svago, una scrittura sicura e scorrevole e la certezza di un bel finale (non lieto, ma che vale la pena di essere letto). Confido che il prossimo volume sia più bilanciato nelle sue parti così da dare il giusto spazio alle belle idee di questa autrice.

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