Review Party: “GLITTER BABY” di Susan Elizabeth Phillips – ed. Leggereditore

A libro aperto partecipa al Review Party di GLITTER BABY di Susan Elizabeth Phillips, ed. Leggereditore. Recensione a cura di Daniela Tess.

  • Titolo: GLITTER BABY
  • Autrore: Susan Elizabeth Phillips
  • Editore: Leggereditore
  • Data di pubblicazione: 27 gennaio 2022
  • Pagine: 384

Trama

È giovane, sfacciata e incredibilmente innocente. La sua sensazionale carriera viaggia spedita verso la stratosfera grazie a un contratto cinematografico milionario e un incontro esplosivo con l’uomo che ogni donna in America vorrebbe avere. Ma i segreti a lungo nascosti emergono, costringendola a fuggire dal suo amante, dalla sua famiglia e persino dalla sua stessa notorietà. Da un’infanzia in un convento di clausura in Francia alla sfavillante New York, da Hollywood a Parigi e attraverso le squallide strade secondarie d’Europa, Fleur Savagar partirà alla ricerca della donna che deve ancora dimostrare di essere, disposta a rischiare e osare, pronta ad affrontare l’inganno e il tradimento. Jake Koranda è sia il drammaturgo più brillante di New York che l’attore più affascinante di Hollywood, corteggiato da chiunque e destinato ad avere ogni donna ai suoi piedi. Carattere difficile, talentuoso ma tormentato, non ha pazienza per le ragazze glamour internazionali, nemmeno quelle con corpi da modella e bocche a forma di cuore. In una terra di sogni infranti, possono due improbabili amanti fidarsi solo dei loro cuori?

Cercò di curarlo con il suo tocco. Voleva farlo diventare di nuovo integro, come lo era lei.

Susan Elizabeth Philips, una delle regine del romance mondiale, torna a essere pubblicata in Italia da Leggereditore e fa ancora una volta centro, seppure con un romanzo che è stato scritto qualche anno fa, ma mai è sembrato più attuale. Glitter baby è il prequel della serie Wynette Texas, che consiglio assolutamente di recuperare perché presenta dei veri e propri gioiellini. I libri possono essere letti indipendentemente l’uno dall’altro ma farlo in ordine permette di gustare maggiormente le storie e di affezionarsi ai vari personaggi.

Guardò fisso davanti a sé, con noia studiata, le labbra leggermente socchiuse e le mani, senza anelli, poste lungo i fianchi. Nei suoi sandali con tacchi a spillo allacciati alla caviglia, dominava dal suo metro e ottanta di statura; una splendida Amazzone con una folta chioma che le cadeva lungo le spalle. I parrucchieri di New York facevano una sorta di gara per cercare di identificare il colore dei suoi capelli con una sola parola. Tentarono con ‘champagne’, ‘caramello’, ‘sabbia’, ma non si avvicinavano mai del tutto perché i suoi capelli erano di tutti quei colori, con ciocche intrecciate di ogni sfumatura di biondo, che cambiavano tonalità con la luce.

Glitter baby è Fleur Savagar, figlia di Belinda, attrice di molte pretese e pochi fatti, che da giovane intreccia una relazione con il mitico Errol Flynn. E le prime pagine sono proprio dedicate alla figura controversa di Belinda, che ama il lusso, il glamour, gli attori del cinema e questa figlia del suo primo amore. Ammetto che all’inizio mi sono chiesta perché la Sep spendesse svariate pagine a introdurre questa figura ma poi, ovviamente, dato che una grandissima autrice non fa mai le cose a caso, si capisce perché spiegare Belinda sarebbe servito a farci comprendere meglio Fleur.

Belinda aveva inventato quel nome, così perfetto per la sua bella Fleur. Si toccò il piccolo ciondolo che aveva iniziato a indossare di nuovo attaccato a una catena sotto il vestito. Flynn glielo aveva regalato in quei magici giorni nel Garden of Allah. Ma quello non era stato veramente l’inizio di tutto.

Non so da dove iniziare a descrivere e a raccontarvi questa straordinaria protagonista; tutto ruota intorno a lei, alla sua infanzia ricca ma con poco amore, all’adolescenza incerta, preda di dubbi, fragilità e insicurezze, all’età adulta dove, incoraggiata e quasi plasmata da una madre ambiziosa, si afferma come una modella bellissima, strapagata e viene corteggiata anche dal dorato mondo di Hollywood. È proprio qui che Fleur, splendida diciannovenne, conoscerà Jake Koranda, di quasi dieci anni più grande, regista e sceneggiatore di successo.

I suoi sentimenti erano diventati più complessi della semplice attrazione fisica. Forse era uno stadio avanzato di amore giovanile. Sfortunatamente lo aveva indirizzato verso un uomo che la trattava come se avesse dodici anni.

All’inizio lui la considera una seccatura, una ragazzina con poco talento e molta bellezza; ma ben presto, frequentandola, scoprirà dietro la facciata perfetta un’anima sensibile, fragile e piena di insicurezze. Riconoscerà in lei un’anima affine ma non lo ammetterà neanche con se stesso. La aiuterà a recitare, a migliorarsi e a superare una scena del film piuttosto difficile; intanto i due intrecceranno una relazione ma Fleur non è destinata a poter sfuggire agli errori della sua famiglia. Scoprirà un inganno terribile e, delusa, abbandonerà le paillettes e il mondo dorato delle celebrità per compiere un viaggio in solitudine alla ricerca della vera se stessa, una persona autentica, non manipolata dalle ambizioni di una madre egocentrica, non plagiata da un uomo troppo ferito per ammettere i suoi reali bisogni; il viaggio di Fleur è un viaggio di formazione. Il diamante d’America si spoglierà di tutte le sue sovrastrutture arrivando, per la poca autostima dovuta alle carenze affettive del passato, persino a negare la propria bellezza, a sfuggirla, a mortificarla e a volersi nascondere dietro un aspetto ordinario ma più rassicurante e anonimo. Fleur non ha mai amato i riflettori, avrebbe voluto solo amore, dalla famiglia e da Jake. La sua aspirazione, come quella di chiunque, è essere amata per null’altro che per se stessa. Trovandosi da sola e disperata, incapace di capire i veri sentimenti di coloro che la circondano, dovrà ricostruire se stessa, la fiducia nelle proprie possibilità e il rispetto, nonché l’amor proprio. Ci riuscirà? Il percorso della nostra eroina sarà lungo e doloroso e la Sep è stata bravissima nel descriverlo e nel coinvolgere il lettore che non ha potuto non identificarsi nelle sue paure, nelle sue fragilità, nei suoi momenti down di ricostruzione della personalità, dopo un trauma terribile. Chi di noi non è passato almeno una volta nell’Inferno di Fleur?

Lo sentì crollare. Tutti i muri che aveva costruito attorno a sé per proteggersi stavano crollando. Finalmente ebbe quello che voleva Jake Koronda, con le sue emozioni a nudo.

Questo viaggio simultaneo, nel mondo e dentro se stessi, è una parte molto bella del libro.  Fleur capirà quale direzione dare al suo futuro e lotterà per raggiungere la sua realizzazione personale e professionale che non è quella che forse ci saremmo attesi. Nel frattempo molti personaggi incroceranno i suoi passi: stringerà nuove e belle amicizie, ritroverà affetti sinceri, diventerà davvero una donna indipendente e matura. La Sep sovverte tutte le carte e ci mostra, non per la prima volta, quanto possa far male il pregiudizio, come anche la bellezza esteriore possa essere una gabbia dietro la quale soffoca il vero io, la vera essenza, come sia solo la maschera che il mondo vede senza preoccuparsi della sensibilità che c’è dietro. Mi piace enormemente questo suo abbattere i tabù e gli stereotipi. Ha creato una storia che più che una storia d’amore, presente e molto coinvolgente, è la storia dell’emancipazione di una donna, del suo diritto di autodeterminarsi, che ci mostra un’eroina bella dentro quanto fuori, innocente, solare, generosa, una protagonista forte e determinata in cui è bello identificarsi.

Lui si mise una mano in tasca. appoggiandosi alla roulotte, piantò la suola contro una ruota, con atteggiamento sexy e rilassato che le ricordò quello delle foto per la pubblicità.
Ed era bellissimo qualsiasi cosa indossasse. Quando lui inclinò la testa indietro e rise per qualcosa che aveva detto Belinda, Fleur provò un lampo di gelosia.

Molto affascinante e complesso anche il protagonista maschile, Jake. Anche lui, uomo dall’aspetto estetico notevole, presenterà al lettore un’interiorità ferita, segnata dalla guerra in Vietnam a cui ha partecipato e che lo ha profondamente colpito. Due personaggi che si incastrano benissimo, perfetti fuori e spezzati dentro, che si ricomporranno da soli, dopo un percorso doloroso, ma che raggiungeranno la vera felicità completandosi insieme. Le ferite dell’uno trovano corrispondenza nell’altra, si capiscono come nessuno ha fatto con loro. Non voglio svelarvi altro perché davvero toglierei il gusto della lettura di una storia che mi ha coinvolto in modo inimmaginabile; un romanzo di 400 pagine che ho letteralmente divorato, curiosa di arrivare alla fine, scoprendomi incapace di fermarmi per arrivare all’agognato finale. Un epilogo che mi è piaciuto tantissimo, dove il punto di vista di chi ce lo racconta è molto particolare e lo sguardo sul futuro commovente ed emozionante. Anche i coprotagonisti sono stati ben tratteggiati dalla Sep, maestra delle descrizioni e dell’introspezione psicologica. Questa autrice ci arricchisce sempre di qualcosa, non solo emozioni, sensazioni, colori, suggestioni ma ci fa riflettere e ci fa mettere spesso in discussione convinzioni ed idee. La trovo inclusiva come poche, davvero straordinaria. Non posso che consigliare questo romanzo, dallo stile scorrevole e pulito, a tutti, soprattutto a coloro che amano il romance nell’accezione più pura, a chi vuole sognare, a chi crede e spera nelle seconde possibilità, a chi ama le protagoniste che si svelano pian piano, a chi adora le storie che riservano colpi di scena mozzafiato e tante avventure; a chi ama le trame dove le maschere cadono e ci rivelano la vera bellezza dell’essenza umana. Ringrazio Leggereditore perché offre a tutti la possibilità di conoscere e apprezzare questa meravigliosa autrice e le sue storie emozionanti, diverse, originali e ricche di valori e messaggi positivi.

Lei si aprì con gioia a lui, bruciando dalla voglia di riceverlo. Di amarlo. Si mise a ridere in quegli occhi azzurri che ardevano di desiderio.

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