Recensione: “IL MORTO DI RUE DE RIVOLI” di Laura Florian – ed. Golem Edizioni

Entusiasta fin dalle prime pagine, vi parlo di una bellissima scoperta: l’ispettore de Maes, protagonista di IL MORTO DI RUE DE RIVOLI. Edito Golem Edizioni, questo è il primo volume di un personaggio che sono sicura farà parlare. Grazie a Laura Florian per questa bellissima indagine.

  • Titolo: IL MORTO DI RUE DE RIVOLI
  • Autore: Laura Florian
  • Editore: Golem Edizioni
  • Genere: giallo
  • Data di pubblicazione: 3 febbraio
  • Pagine: 205

Trama

Parigi, marzo 1928. Maurice Marchant, facoltoso commerciante all’ingrosso, viene ucciso con un colpo di arma da fuoco nella sua casa di Rue de Rivoli. A ricevere la telefonata che denuncia il delitto è l’ispettore de Maes, che per caso si trova solo nel commissariato di competenza. Pierre de Maes, un ragazzone introverso di origine fiamminga, ha appena 23 anni, è fresco di nomina, e da subito è assalito da dubbi sulla propria competenza, in particolare quando incontra la vedova del fu Maurice, la bella Claire Marchant, che con la sua sdegnosa freddezza ha il potere di farlo sentire un imbecille. Inizia così la prima indagine del giovane ispettore De Maes che deve risolvere un misterioso omicidio e, al tempo stesso, guardarsi dai sospettosi colleghi.

Ringrazio la CE per la copia cartacea

È trascorso troppo tempo dall’ultimo giallo letto, e quando ne ho uno tra le mani entro in uno stato di fibrillazione e mi ritrovo con un un impermeabile addosso e un sigaro; eh sì, il mio sguardo diventa arcigno e il sopracciglio fa quella mossa strana tipica del tenente Colombo. Cosa c’entra? Be’, nulla, per dirvi che la mia passione per il genere inizia da lì; forse parlavo appena, ma già iniziavo a sviscerare ogni evento e a mettere insieme gli indizi.

Oggi sono qui per presentarvi “Il morto di rue de Rivoli” di Laura Florian, ed. Golem Edizioni. Cos’altro sappiamo fin d’ora? Nulla, perché de Maes è un “pivellino” nel commissariato del Primo Arrondissement di Parigi; tuttavia è anche l’unico a poter prendere quella telefonata, visto che chi di dovere sembra essersi volatilizzato. Il giovane ispettore si reca al numero 51 di rue de Rivoli per il primo sopralluogo nell’omicidio del signor Marchant. Quest’ultimo è, ops, era un uomo d’affari, commerciante per la precisione, non troppo dedito al lavoro ma più ai piaceri della vita. Tra questi la giovane moglie, gelida per quanto affascinante, e impassibile di fronte alle domande impacciate di de Maes. L’ispettore, tuttavia, segue alla lettera gli appunti presi e seppur sembri arrancare, mette uno dietro l’altro importanti indizi… anche in maniera inconsapevole.

“Gli faceva rabbia, ma al tempo stesso la trovava incredibilmente desiderabile, non solo perché era bella, ma proprio per via di quella sua calma di fronte alla tragedia, di quella sua sicurezza che sembrava dire con una stretta sulle spalle ‘me ne infischio di ciò che il mondo pensa’. Per un folle momento fu sul punto di afferrarle il viso fra le mani e baciare quella bocca perfetta e sdegnosa.

Al contempo, nel commissariato aumentano i malumori visto che il caso sembra restare tra le mani del giovane “raccomandato”. Già, le origini di de Maes celano agli occhi degli stolti la sua tenacia e le capacità; non a caso vanta una laurea in giurisprudenza nonostante i 23 anni di età. Dopo un “colpo di testa” l’ispettore segue l’istinto e si appresta a far ricerche lontano dalla capitale francese.

Sto valutando se mi sono fermata al momento giusto: sì, sono convinta che è così! Sapete, cari i miei investigatori/lettori, a un certo punto sarete convinti che de Maes “ha sbagliato strada” e vi verrà il dubbio se “ci sarà un secondo tempo”. No di certo, le indagini sono accurate come lo è la penna di questa “giovane” autrice e finiranno con la risoluzione del caso. C’è del mistero anche dietro al nome di Laura Florian ma io la immagino fresca di scrittura con la bravura di uno scrittore navigato. Perché non è così semplice costruire una storia in un’epoca che non ci appartiene, in più incastrare bene tutti i tasselli affinché la trama acquisisca credibilità. La Florian c’è riuscita. Calamitata fin dalle prime pagine dal linguaggio elegante e raffinato, attratta ancor di più dal preciso lavoro di showing, presto, come vi dicevo, ho iniziato a prendere appunti da un passato molto lontano

Questo è il primo volume dedicato alle indagini dell’ispettore de Maes, e se ci si immerge completamente nel giallo, la vita privata del protagonista non viene messa per nulla in secondo piano. Il suo identikit non ci mostra un adone, tutt’altro. Il suo volto rubizzo mette a proprio agio e nello stesso tempo mostra un’ingenuità che fino in fondo non l’ha mai abbandonato. Tenta di scrollarsi di dosso l’imponente presenza della madre, e da lontano ci sta riuscendo… ma nel proseguo sarà proprio così o dovrà, a un certo punto, affrontare le proprie responsabilità? Come vedete c’è molto da conoscere che non potrà tenervi distanti da questo nuovo personaggio. Non diffidate della poca esperienza, de Maes riuscirà a stupirvi!

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