Recensione: “LA RAGIONE PER RISCHIARE” di Diana D.P. – ed. Triskell Edizioni

La nostra Anna Lisa Manotti ha letto, per A libro aperto, LA RAGIONE PER RISCHIARE di Diana D.P., ed. Triskell Edizioni.

  • COLLANA: RAINBOW
  • Titolo: La ragione per rischiare
  • Serie: Time #4
  • Autrice: Diana D.P.
  • ISBN EBOOK: 9791220702171
  • ISBN CARTACEO: 979-12-207-0218-8
  • Genere: Contemporaneo
  • Lunghezza: 300 pagine

Trama

Russell Mills è un manager di successo che ha lasciato l’Europa e si è trasferito a Los Angeles per continuare a vivere la sua esistenza ricca e priva di legami. Non vuole relazioni stabili e il suo essere sessualmente libero e apparentemente cinico lo ha aiutato a sopravvivere. Non si aspetta certo di ritrovarsi a lavorare di nuovo con Patrick Foley, l’ingenuo grafico della Contea di Cork che due anni prima ha rischiato di farlo ricadere nella trappola dei sentimenti. Non può cambiare la sua vita per lui. Patrick, del resto, si sente molto sicuro di se stesso. È maturato, ha smesso di soffrire per l’uomo del quale si era innamorato a senso unico due anni prima e non ha alcun problema ad andare a Los Angeles per formare un team di giovani grafici, anche se questo vuol dire rivedere Russell ed essere costretto a collaborare con lui. Più facile a dirsi che a farsi, però: lavorare con l’uomo che lo ha trattato come uno dei tanti, non sarà semplice. Soprattutto se l’attrazione per lui è ancora fortissima e se Russell si dimostra molto meno cinico di come lo ricordasse.

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE in cambio di una recensione onesta

“La ragione per rischiare” dell’italiana Diana D.P. È il quarto libro della serie “Time”, ma può essere letto come uno standalone; i riferimenti ai precedenti volumi sono chiari e nel corso della lettura tutti i fili vengono tirati.

Protagonisti sono Russell Mills e Patrick Foley. Quarantenne scapolo impenitente il primo, trentenne decisamente più monogamo il secondo si sono già incrociati anni prima quando hanno avuto una storia che si è interrotta bruscamente quando Russell confessò a Patrick che non si era mai sentito in dovere di essere esclusivo. Le loro strade si intersecano di nuovo e Russel è un po’ meno incline al mero divertimento con Patrick e Patrick lo è decisamente di più. Del resto si è già bruciato una volta e non è incline a ripetere l’esperienza.

Lo stile di Diana è lineare e scorrevole, non ci sono né grossi guizzi, né grandi cadute, è una scrittura onesta e  priva di orpelli.

La vicenda procede a un ritmo costante senza rallentamenti eccessivi, anche i flashback non appesantiscono la lettura e si amalgamano nella struttura generale del romanzo. Ogni cosa avviene al momento opportuno, gli eventi sono credibili e credibili sono anche i dialoghi.

Allora cosa c’è che non va? Che, a parer mio, c’è troppo “tell” e poco “show”, avevo già letto qualcosa della medesima autrice un anno fa (o giù di lì) e non ricordo di aver ritrovato lo stesso difetto, quindi è forse una cosa legata alla trama in sé.

L’arco narrativo di Russell è davvero imponente, la sola parte sul suo passato se mostrata nel senso letterario del termine avrebbe occupato una grande parte del romanzo e non nascondo che mi sarebbe piaciuto leggerla. Russell piange e soffre molto, ma io non sono riuscita a piangere con lui perché non mi ci sono sentita trascinata dentro.

Allo stesso modo anche il passato di Patrick e Russell avrebbe avuto bisogno di maggior respiro. Stanti così le cose Patrick è quasi legato al ruolo di comprimario o interesse amoroso perché di lui, di cosa c’è davvero nella sua testa sentiamo molto poco.

Ci sono altri romanzi che dedicano parte della trama al passato di un personaggio, o di entrambi, ma di solito gli danno molto spazio e sono molto corposi.

Credo che, probabilmente, questo eccesso di “tell” sia da amputare alle retro trame importanti e al numero ridotto di pagine in proporzione agli archi narrativi posti in essere; vale comunque la pena leggerlo e dargli una possibilità.

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