Recensione: “AL POSTO TUO” di Tiziana Irosa e Vincenzo Romano

La nostra Stefy ha letto AL POSTO TUO di Tiziana Irosa e Vincenzo Romano.

  • Titolo: Al Posto Tuo
  • Autori: Tiziana Irosa e Vincenzo Romano
  • data uscita: 10 febbraio ebook e 15 febbraio cartaceo disponibile su Amazon e Kindle Unlimited

Trama

A chi non è mai capitato di dire a qualcuno: “vorrei vedere te al mio posto”?
E se per una volta questo scambio funzionasse davvero, cosa ne sarebbe della nostra vita?
Leonardo Guerra è il popolare presentatore di un programma di documentari storici; Bianca Vinci è la direttrice di un piccolo museo. La sua carriera è stata stroncata proprio da Guerra, e da allora i due sono nemici giurati ed entrambi desiderano la gloria e la vendetta.
Il ritrovamento di un antico oggetto rituale li farà rincontrare, costringendoli a lavorare (e litigare) di nuovo fianco a fianco, ma mai potrebbero immaginare quel che il “Versus” è in grado di fare. Purtroppo, l’oggetto scompare misteriosamente e i due, insieme a un avvenente capitano dei Carabinieri e a un trafficante di opere d’arte, dovranno fare di tutto per recuperarlo. Se falliranno, Bianca e Leonardo resteranno nel corpo sbagliato per il resto della loro vita.
Una storia dalle sfumature gialle e rosa, nel cuore segreto di Napoli.

Faccio una piccola premessa: devo ringraziare questo romanzo, che mi ha regalato più di un momento spensierato in giornate assai buie per motivi di salute. Anzi, quando l’ho iniziato non credevo che sarei riuscita a terminarlo perché non mi sentivo affatto bene, invece mi ha inaspettatamente dato la carica giusta per evadere dai miei malanni.

Le storie di scambio di identità mi hanno sempre affascinata, fin da quando ero poco più che una bambina. Ricordo come se fosse ieri quando circa quarant’anni fa (argh!!!) vidi al cinema “Tutto accadde un venerdì” con una giovanissima (come me) Jodie Foster: risi fino alle lacrime, provando simpatia per entrambe le protagoniste. Non avevo mai letto libri che trattassero questo tema, “Al posto tuo” è il primo. Credo, anzi no, ne sono assolutamente certa, che scrivere di uno scambio di identità sia un’impresa molto più complessa rispetto allo sceneggiarlo in un film. Soprattutto quando c’è anche uno scambio di genere (uomo/donna). La recitazione, le smorfie, i pensieri espressi con la vera voce della persona scambiata, aiutano a farti immedesimare molto più di un passaggio scritto. Cioè, per riuscire a rendere l’ambiguità della situazione in pensieri e dialoghi scritti, devi essere veramente preciso e saper suscitare empatia: questo è esattamente ciò che ho avuto dalla lettura di “Al posto tuo”.

È il primo libro che leggo di Vincenzo Romano, mentre conoscevo già la penna gentile e divertente di Tiziana Irosa, a cui ho impiegato poco tempo per affezionarmi. Ero molto curiosa anche di vedere come una scrittura a quattro mani potesse funzionare, volevo capire come fanno due teste ad amalgamarsi in modo da sembrare una sola, perché anche questa è una bella sfida e non è da tutti riuscirci. Anche qui, a mio parere, missione compiuta.

Ulteriore scoglio per i due scrittori, come accennato poc’anzi, il fatto di doversi districare in un universo opposto, che non è solo un cambio di pov: non si tratta di Tiziana che scrive di Leonardo, ma di Tiziana che scrive di Bianca nei panni di Leonardo. E naturalmente lo stesso vale per Vincenzo. Il fatto che abbia trovato tutto credibile, vuol dire che per me hanno fatto centro.

La storia non ha dinamiche complesse da seguire ed è poco romance nel senso che la parte romantica resta in secondo piano. Non è neanche un giallo o un fantasy puro. Però tutti gli elementi citati sono presenti, rendendo il romanzo molto colorato.

Bianca Vinci, direttrice di un piccolo museo partenopeo, in passato è stata compagna di studi e amica “speciale” di Leonardo Guerra, stimato professore di Storia Medievale e noto volto della TV grazie alla conduzione di un programma molto seguito. I due adesso sono acerrimi nemici perché Bianca non riesce a perdonare Leonardo per averle soffiato la cattedra da docente: entrambi in lizza, era lei la più meritevole e titolata, ma lui l’ha spodestata perché uomo. Bianca e Leonardo sono costretti a rivedersi in occasione del ritrovamento del Versus, un oggetto leggendario dagli oscuri poteri: il Versus verrà esposto proprio nel museo di Bianca, mentre Leonardo – che lo studia da tempo – dovrà occuparsene per il suo programma. Il dramma ha luogo quando nel corso del più acceso litigio tra i due, mentre si contendono il Versus scagliandosi a vicenda i peggiori improperi, avviene lo scambio d’identità: la mattina seguente Bianca si ritrova nel corpo di Leonardo e viceversa. Le scene in cui i due protagonisti scoprono lo scambio e per la prima volta hanno a che fare rispettivamente con una protuberanza che ciondola e tette sporgenti, sono tra le più spassose.

“Da dove cavolo spuntano tutti questi peli? Che diavolo ho bevuto, testosterone? Mi alzo di scatto, qualcosa dondola in mezzo alle gambe. Dondola? Sollevo la T-shirt. «Aaaaahhhhh!». Abbasso e rialzo l’orlo della maglietta un paio di volte, come un prestigiatore che si aspetta che il coniglio sparisca dal cilindro. […]. Con un dito tocco l’intruso tra le mie gambe: al tatto è liscio, anche molliccio direi. Mi ritraggo schifata. Guardo meglio e trovo anche la sua coppia di compari. Deve essere un incubo.”

Idem quando il latin lover Leo Guerra si ritrova a dover fronteggiare il “pericolosissimo” ciclo mestruale, mentre l’integerrima Bianca Vinci, di fronte all’avvenenza di una irruente escort, deve decidere se cedere all’impulso del molliccio che dondola o seguire la ragione che le imporrebbe di resistere.

Lo scambio sarà definitivo? Non c’è modo di riportare tutto come prima? Sì, certo, il modo e il rito ci sarebbero, ma deve essere fatto alla presenza dell’oggetto magico che, inspiegabilmente, viene rubato dal museo. E qui entrano in scena altri due bei personaggi, l’affascinante Capitano dei Carabinieri Nicola Messina e il ricettatore Peppe de Marinis, il Barone.

Non vi dirò altro della trama perché lo sappiamo, gli spoiler rovinano il piacere della lettura.

Avrete già intuito che questo romanzo, oltre a essermi stato di conforto, mi è molto piaciuto. Al di là del divertimento, ho apprezzato l’equilibrato connubio tra rosa e giallo; l’ambientazione in una città che adoro, Napoli, della quale sono riuscita a percepire odori e sapori e a rivedere con gli occhi di altri i vicoli e i sotterranei pieni di storia e mistero, che anch’io ho avuto il piacere di calpestare; le spassose battute in dialetto napoletano di cui tutto il libro è impregnato; ultimo e più importante, il messaggio che traspare dalle pagine: non si può mai sapere quanto siano difficili i panni di qualcun altro finché non si ha modo di indossarli. Ed è proprio lì che avviene la magia perché il cambio di prospettiva ti fa comprendere che quello che hai sempre temuto o disprezzato in realtà non è poi così diverso da te e che i panni degli altri, per quanto sembrino migliori, sono ugualmente difficili da portare.

Ultima cosa, senza fare spoiler: ho molto apprezzato la conclusione data all’intreccio amoroso che, a parer mio, non era così scontata.

L’Epilogo? Una figata!!!

Consiglio questo libro a chiunque abbia voglia di una bella lettura, diversa dal solito, piena di ironia, momenti esilaranti e spunti di riflessione. (Ringrazio l’autrice per la copia omaggio)

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