Recensione: “IL FALCONIERE DEI RE” di Ornella Albanese – ed. Mondadori

Una lettura emozionante, semplicemente imperdibile. Un viaggio nella storia, tra colpi di scena e forti sentimenti. Complimenti a Ornella Albanese per IL FALCONIERE DEI RE, ed. Mondadori

  • Titolo: IL FALCONIERE DEI RE
  • Autrice: Ornella Albanese
  • Editore: Mondadori
  • Collana: Bestsellers
  • ISBN: 9788804745747
  • 336 pagine
  • Prezzo cartaceo: € 13,77
  • In vendita dal 15 marzo 2022

Trama

Puglia, dicembre 1250. L’imperatore Federico di Svevia è a caccia nelle sue terre. Lo accompagna un giovane falconiere, Matthias: è di umili origini, eppure in lui il sovrano ha riconosciuto la sua stessa passione per il sapere e per la vita, oltre che per la caccia, e gli ha affidato da addestrare il suo uccello più maestoso, un astore forte e bizzoso. Lontani per età, provenienza e destino, i due uomini sembrano legati da un vincolo arcano. E quando un improvviso malore costringe Federico a fermarsi a Florentinum e in pochi giorni lo porta alla morte, è proprio Matthias che gli rimane accanto. Giorno e notte, come farebbe un figlio, ne ascolta i segreti e fa propria la sua visione. Decide così di votare la vita alla famiglia sveva e ai figli di Federico: il tormentato Corrado, Enzio prigioniero a Bononia, e soprattutto il valoroso Manfredi. Accanto a lui una donna altrettanto appassionata che Matthias ha sempre creduto irraggiungibile, Lucretia di Torre Ventosa, nobile e bellissima. Tra gli intrighi e le lotte per la successione, in un avventuroso viaggio che dalle terre di Puglia lo conduce nel cuore dell’odierna Bologna, Matthias impara a mettere in pratica l’insegnamento di Federico: avere dei sogni e combattere fino a quando non li trasformiamo in realtà. Accuratissimo nella ricostruzione degli eventi storici, “Il falconiere dei re” è un romanzo avvolgente e ricco di colpi di scena, che restituisce tutto il fascino e il mistero di uno dei momenti cruciali della storia italiana.

Il falconiere dei re non è solamente un romanzo, ma un viaggio affascinante nella storia attraverso gli occhi di Federico II di Svevia e Matthias, il falconiere del Re. La realtà – con minuziose ricerche storiche – e fantasia si fondono in un vero capolavoro. Ornella Albanese dà vita a ogni personaggio e ci conduce nella dinastia dei Hohenstaufen.

Matthias vive con la madre e i fratelli in condizioni disagiate, tantoché la donna è costretta a fare “dei favori” ai saraceni. Il giovane, tuttavia, è retto e mostra buona volontà; ha sete di sapere e diventerà non solo un buon combattente, ma ciò che è chiaro all’imperatore è che Matthias sa addestrare i falconi, lo dimostra proprio con l’astore dagli occhi gialli che gli ha affidato. È dopo la prima caccia insieme e un colloquio tra i due, che il re mostra i segnali di un malore; le persone più vicine a lui non lo conducono a Lucera ma presso la domus di Florentinum, dove viene raggiunto da Giovanni da Procida, il medico personale. Al suo capezzale, però, desidera solo la presenza del falconiere; tra i due si istaura un legame molto forte tantoché il tempo che resta affinché si avveri la profezia, lo trascorrono scambiandosi confidenze. Matthias diventa spettatore della regale vita del suo interlocutore, tra campi di battaglia e avventure amorose; l’imperatore gli racconta dell’unica donna che ha amato ma anche degli innumerevoli figli, non tutti legittimi e molti dei quali sconosciuti. Il ragazzo, tuttavia, rimane colpito dal matrimonio con la seconda e giovanissima moglie, Iolanda di Brienne, dalla quale il re ha avuto Corrado. Sul letto di morte il reggente stila minuziosamente il testamento con la speranza di vedere per l’ultima volta Manfredi, colui che temporaneamente prenderà il suo posto, prima che arrivi il primo in discendenza, il già citato Corrado.

«Occupati sempre dei tuoi fratelli come ti sei occupato del falcone. Finché anche loro, come il falcone, non saranno in grado di volare da soli. […] E non scusarti mai per il tuo coraggio e la tua onestà.»

Gli ultimi consigli e il pianto disperato di un ragazzo per il reggente – un estraneo nella sua vita fino ad allora – che in pochi giorni ha stimato e amato più di un padre. Dopo un breve periodo di difficoltà, ritrova la stessa saggezza dell’imperatore in Manfredi e costui ripone nel falconiere la stessa stima di suo padre; il popolo risente della morte di Federico ma accetta con benevolenza la gestione del figlio che riesce a mantenere la pace. I risvolti negativi arrivano con Corrado e il suo pugno di ferro.

Mi rendo conto che è impossibile andare avanti perché si ha la tentazione di raccontare tutto, perché ogni parte di Il falconiere dei re vive tra i ricordi delle pagine lette a quelle della “storia”, e rimbalza dalla testa al cuore; soprattutto in quest’ultimo, che a tratti sanguinerà fino a emozionarsi sul finale dalle tinte più rosee.

«Costanza di Altavilla mi fece nascere a Jesi, alla presenza delle donne del posto, perché nessuno potesse azzardarsi a dire che non ero nato dal suo ventre.»

Sapete, con Federico II condivido i natali, e quand’ero molto piccola mio padre mi disse che in quella piazza di Jesi, tanto tempo prima, nacque un Re. Nella mia testolina c’era un altro Gesù, non una grotta ma una tenda… Crescendo, passando in piazza Federico II ogni volta che uscivo dalla palestra dell’Istituto o andavo a fare una passeggiata lungo il corso, pensavo a quella storiella che mi raccontò il mio babbo e a come era evoluta grazie ai libri di scuola. Oggi, dopo il racconto di Federico, ho desiderato essere lì, quel giorno ed è stata la prima volta che mi sono commossa. Poi, come Federico, ho confessato le mie emozioni; a un messaggio, l’autrice mi ha risposto: “Sono stata ogni personaggio, persino il falco“. Ecco, questo è ciò che ho sentito: l’anima in ogni personaggio, e di ognuno ho visto le brutture e sentito a pelle le piccole gioie.

Il falconiere dei re è un romanzo prettamente storico, e anche se la storia d’amore passa in secondo piano, l’amore lo si percepisce in maniera assoluta nei rapporti padre/figlio e tra fratelli – struggente la parte riguardante Enzio.

Una protagonista, quindi, c’è: Lucretia. È molto giovane quando scambia le promesse con ragazzo impossibilitato ad avverarle quel sogno d’amore; tuttavia, lei spera che il fato sovverta gli eventi e che l’uomo, un giorno, torni da lei. Rifiuta qualsiasi matrimonio combinato, volto a consolidare alleanze e mantenere al sicuro l’intera famiglia, e si rifugia presso un convento. Senza fare troppi spoiler, anche nei luoghi religiosi si scende a compromessi pur di avere una protezione: ricordo che il papato è tra i poteri forti.

«[…] Dobbiamo avere dei sogni e combattere fino a quando non li trasformiamo in realtà. […] I sogni si afferrano.»

Quindi, Lucretia è il sogno che Matthias deve afferrare. Ma ce la farà? Lo scoprirete dopo il lungo viaggio fino a Bononia.

Se a Federico II è dedicata una terza parte, la sua anima vive fino alla fine; la sua intera vita è una semina di buone azioni che gli ha garantito il favore del popolo, che continuerà ad amarlo e a ricordarlo, nel bene e nel male. Come racconta la storia non si è piegato alla Chiesa – finché è stato in vita – ma la perfetta ricostruzione storica dei fatti di Ornella Albanese ci ricorda anche le sconfitte successive fino alla riconquista della Sicilia.

Non posso e non so aggiungere altro oltre i miei complimenti all’autrice. Grazie di cuore per ogni istante vissuto <3.

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