Recensione: “LA SIVIGLIANA” di Nicoletta Canazza-Literary Romance

Pronti a buttarvi in una bellissima storia ambientata nella Spagna di inizio anni ’30? Nicoletta Canazza torna per Literary romance, a deliziare i lettori con un romanzo che mi ha letteralmente conquistata. Tra balli di flamenco, matador, tumulti politici, seguiamo la protagonista Roxana, appassionata e testarda come poche, nella sua rincorsa a mutare il suo status sociale. Per saperne di più scorrete la mia recensione.

  • Titolo: La Sivigliana
  • Autore: Nicoletta Canazza
  • Editore: Pubme – collana Literary Romance
  • Genere: romance, storico
  • Pagine: 245
  • Data di uscita: 28 febbraio 2022
  • Ebook: 1,99
  • Cartaceo: 15,00

TRAMA

Siviglia, maggio 1931

Con questo terzo romance, Nicoletta Canazza ci fa scoprire il mondo dei matador e del flamenco in un salendo di intrighi ed emozioni da lasciare il lettore senza fiato.

Roxana Romero è una ballerina di flamenco di grande bellezza e bravura. Superba e orgogliosa è invidiata e ammirata. Figlia di una gitana e di un nobile che non ha voluto regolarizzare l’unione, coltiva l’ambizione di ottenere il cognome di suo padre per liberarsi del suo “bagaglio” gitano e diventare una signora a tutti gli effetti riscattando così il disonore di sua madre. Per questo ignora l’attrazione verso… Javier Belgrano, ex matador, che la ama, ma con poche speranze, non solo perché rappresenta il mondo da cui lei cerca di staccarsi definitivamente, ma anche perché è stato sfigurato in volto durante una corrida. Orgogliosi e passionali, entrambi attaccati alla propria libertà, si attraggono, ma non riescono a stare insieme. A dare una svolta agli eventi penserà Felipe Consalvo, che si mette a corteggiare Roxana per ben altri motivi che chiederla in sposa…

Vi capita mai di guardare una copertina, leggere una trama e sapere che quel libro vi piacerà di sicuro? Sivigliana mi ha intrigato ancor prima di divorarlo, sarà perché ho visto spettacoli di flamenco, una danza che emana fuoco e passione di per sé, e che la mia opera lirica preferita è la Carmen di Bizet, quindi l’ambientazione mi ha incuriosita.

La vicenda si apre su una Siviglia in gran fermento, nuove proposte di legge sono al vaglio dei politici, tra cui la possibilità di concedere il diritto di voto alle donne, passaggio di grande importanza per la Spagna, sin troppo legata al bigottismo religioso e tradizionalista. Ancora si è convinti della supremazia della figura maschile, specialmente nell’ambito casalingo, ecco perché la decisione è combattuta. Inoltre, non mancano proteste e atti di ribellione per le strade della città. In questo contesto spicca una figura femminile assai forte quanto orgogliosa, talvolta sognatrice e indisponente. Parecchie sono le definizioni che descrivono Roxana Romero, ballerina di flamenco di origini gitane, da parte di madre. Questa appartenenza al mondo gitano, visto in modo pregiudizievole e poco fine, non viene affatto accettata dalla donna, figlia illegittima di un nobile, lei che vorrebbe salire nella scala sociale sposando un parente del padre.

Il suo lato zingaro deve evaporare.

Roxana non vuole finire come i suoi genitori, bruciati da un passione folle che li ha condotti alla distruzione. Eppure, lo stesso fuoco brucia in lei, nelle sue vene, nella sua personalità, nel suo modo di ballare. Il medesimo ardore scorre nell’ex matador Javier, innamoratissimo di lei senza mai averla costretta a provare quel sentimento che lo attanaglia. Amici sin da ragazzini, quando danzano insieme la Sivigliana paiono fondersi al pari di una fenice. E si sa, le fenici bruciano. Roxana si vieta di legarsi a Javier, in quanto stare insieme a lui l’ancorerebbe di nuovo al mondo da cui vuole liberarsi. Lei lo ama? No, o forse si rifiuta di ricambiarlo.

Di certo non prova la stessa attrazione verso Felipe, l’uomo che desidera sposare solo perché segnerebbe la fine della sua vecchia vita. Quel nobile, tuttavia, rimane spesso ambiguo sulle sue intenzioni. Per questo è odiato da Nana, la tata di Roxana. Un mito di donna, giacché vorrebbe vedere al fianco della sua protetta Javier. C’è bisogno di sottolineare che intrighi e incertezze sono dietro l’angolo?

Roxana è una protagonista dallo spirito indipendente, perciò è forte e caparbia, non accetta che qualcuno le imponga cosa fare. Questa sua cocciutaggine a volte la rende criticabile, un suo difetto. Mi riferisco alla negazione della sua attrazione nei riguardi di Javier. A me, personalmente, è piaciuta molto comunque, apprezzo le donne che si impongono.

Che dire di lui, del matador? Beh, lui si adora dalla prima apparizione. Il personaggio maschile perfetto: bello, rude ma gentile, altruista, passionale e innamorato. Capace di un amore duraturo e non di risentimento. Javier non si è mai imposto, benché pensi che loro si appartengano da sempre. Mi è piaciuta molto la figura di Nana, dona spirito al contesto, è un personaggio all’apparenza duro ma si rivela divertente. Felipe Consalvo è invece un manipolare, privo di emozioni vere, per giunta maschilista.

Tutti loro sono personaggi ottimamente costruiti, attori di una vicenda che coinvolge e appassiona, in cui non mancano nemmeno l’azione e gli intrighi. Ho già amato lo stile di Nicoletta, che ho avuto il piacere di vedere di persona, in In viaggio con l’amore – cercate la mia recensione – e qui si è superata ancora. Avete capito che ho adorato questo libro? Io penso di sì. Consigliatissimo.

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