Recensione: “L’ULTIMA NOTTE CON IL CONTE” di Kelly Bowen – ed. Mondadori, collana I Romanzi

Eccomi con il secondo volume della serie “The Devils of Dover”, L’ULTIMA NOTTE CON IL CONTE. Simile l’ambientazione al volume precedente, la storia è completamente diversa e molto appassionante: i tormenti dell’animo e i fantasmi del passato da sconfiggere per il coronamento della felicità. Due personaggi molto potenti. Complimenti a Kelly Bowen.

  • Titolo: L’ULTIMA NOTTE CON IL CONTE
  • Autore: Kelly Bowen
  • Editore: Mondadori, collana I Romanzi
  • Data di pubblicazione: 5 aprile
  • Pagine: 290
  • Prezzo: 2.99 ebook; 5.90 cartaceo

Trama

Lui cercava solo un nascondiglio,
ma lei gli farà tornare la voglia di vivere

Eli Dawes, conte di Rivers, affascinante rubacuori ed ex beniamino dei salotti londinesi, torna in Inghilterra sfigurato in volto e profondamente cambiato dalla battaglia di Waterloo. Deciso a ritirarsi a vita privata nella sua tenuta di campagna a Dover, lì trova inaspettatamente Rose Hayward, la sola donna che non ha mai dimenticato. Lei ha un conto in sospeso con lui, ciononostante riesce a fargli riacquistare fiducia in se stesso e nella vita. Ma quando Eli le dichiara il suo amore, Rose si tira indietro, convinta di non essere più in grado di rientrare in quella società che l’ha trattata così duramente. Tuttavia non può neppure ignorare una passione diventata irrefrenabile…

Note:

L’ULTIMA NOTTE CON IL CONTE (Last Night with the Earl) è il secondo romanzo della serie ‘The Devils of Dover’.

La serie, che si è aperta con IL PROFUMO DELLA NOTTE (A Duke in the Night) – nr. 1221 della collana I Romanzi Classic, proseguirà con “A Rogue by Night”, di prossima pubblicazione.

Tra le opere di Kelly Bowen già pubblicate da Mondadori nella collana I Romanzi Classic, ricordiamo DUCA DEL MIO CUORE (Duke of My Heart), UNA LEZIONE PER IL CUORE (A Duke to Remember) e MASCALZONE E GENTILUOMO (Between the Devil and the Duke).

Ambientazione:

Inghilterra, 1820 (periodo regency)

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE in cambio di una recensione onesta

Avondale House, Dover, Inghilterra 1820

Come un ladro, Eli Dawes, si intrufola in casa sua, e come tale viene scambiato da Rose Hayward, sua vecchia conoscenza. Sei lunghi anni lo separano dall’ultima volta che è stato nelle sue terre, e molte cose sono cambiate, come la presenza della ragazza nella sua residenza. Il malinteso a breve viene chiarito, ma per Rose non è facile accettare l’uomo, che torna portando con sé i fantasmi che lei aveva cercato di cacciare per lungo tempo.

— Ero proprio deciso a rimanere morto, fidatevi, ma a quanto pare ho gravemente sottovalutato la determinazione di mio padre e le sue risorse, o meglio, quelle dei suoi avvocati.”

Eli è sopravvissuto alla battaglia di Waterloo e se cercava la gloria, be’, quella l’ha trovata; ma ha perso molto altro, i suoi amici e una parte del volto. Il timore di destare il raccapriccio nell’alta società e di affrontare le responsabilità spettanti dalla morte del padre, gli hanno fatto ritardare il ritorno. Tuttavia, le sue buone intenzioni hanno la meglio nei confronti dell’inquilina, e in breve tempo trova in Rose un’alleata, anzi, un’amica. Rose si diletta a dipingere e a insegnarne l’arte; ha delle studenti ed Eli non sfuggirà all’intento di Rose di farlo diventare modello per qualche ora.

— Il famigerato, spudorato dongiovanni di Londra all’improvviso si vergogna della propria nudità.

— Perché è un’indecenza che voi siate qui mentre io sono meno che…

— Quando mai vi siete preoccupato della decenza? Santo cielo, parlate come una monaca novantenne.

Questo è solo l’inizio perché i due saranno sempre più vicini; il conte finalmente riesce ad aprirsi facendo luce nel passato, portando così un po’ di sereno nel cuore della ragazza. Un rapporto che cresce sotto tutti i punti di vista, la fiducia è totale tantoché Dawes può rivendicare i suoi averi a testimonianza del fatto che è realmente “vivo”. Il colmo, però, è che, dopo essere diventati intimi, Eli non comprende perché è impossibile contraccambiare il favore

“— […] Malgrado tutto, se ti fosse accaduto di trovarti di nuovo sul ciglio della scogliera, persa e impaurita, mi avresti visto al tuo fianco, pronto a tirarti indietro. Come tu hai fatto per me.”

Rose nega anche l’evidenza e non si affida all’abbraccio amorevole di Eli. Sarà per sempre così?

Il dolore interiore è insostenibile, eppure Eli ha ingoiato l’amaro per lo sfregio e il disgusto della gente: perdere Rose è un dolore che scava nelle viscere, finché comprende che l’ostacolo, tra loro, non è il cuore…

“Non posso amarti”

L’amore tra Eli e Rose è potente, tangibile; la stessa forza, tuttavia, è scatenata dal patema che si portano appresso. Non ci sono incomprensioni, ma è la paura a offuscare totalmente la ragione, e quindi il cuore.

L’ultima notte con il conte l’ho veramente atteso e ha superato completamente le mie aspettative; nel romanzo precedente si denotava già l’emancipazione femminile, ora è messa a confronto con la fragilità che talvolta deve essere riposta nella corazza, per non rischiare di soffrire ancora. Rose non è stata in grado di sostenere gli sgarbi subiti e ha reagito a modo suo: si è tuffata nella sua attività, mettendo l’anima nell’arte e nella gestione delle ragazze della scuola. Ma cosa ha scatenato tutto ciò? In qualche modo c’entra Eli, e toccherà a lui portare la pace nel cuore della ragazza.

Ho amato molto i personaggi, e se da Rose parecchio potevamo aspettarci, Eli è stata la vera sorpresa. È sempre stato invaghito della Hayward, ma il loro rapporto non poteva superare quel limite ritrovato dopo sei anni: l’amicizia. Le uniche strette erano quelle legate a un ballo, niente più. Lei era intoccabile e lui un libertino. Eli è completamente maturato, anche scavando nel rapporto con il padre.

“[…] era la naturalezza dei modi che lo faceva spiccare su tutti gli altri. Era un uomo che, passato attraverso il fuoco, ne era emerso più fiero e reattivo che mai.”

Fondamentali, in due momenti diversi, Clara e August Faulkner, che fanno prendere voglia di rispolverare la loro storia con Il profumo della notte.

Kelly Bowen continua a farsi amare grazie alla sua scrittura senza troppi filtri – nel rispetto del linguaggio e dei dettami del tempo –, che rende la lettura veloce e più piacevole rispetto al volume precedente, soprattutto grazie ai dialoghi taglienti, brillanti e appassionati. L’autrice, inoltre, ha preparato il lettore per l’avventura successiva, e da ciò che ho potuto apprendere dalla versione inglese – solamente la trama –, be’, ci sarà molto fermento a causa degli “intrallazzi” del dottore. Non siete curiosi? Io attendo con ansia.

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