Review Party: “LA MOGLIE DEL SERIAL KILLER” di Alice Hunter – ed. Newton Compton

La nostra Federica Cabras partecipa, per A libro aperto, al Review Party di LA MOGLIE DEL SERIAL KILLER di Alice Hunter, ed. Newton Compton Editori.

Trama

Il thriller di cui tutti parlano
Dicono che lui sia un mostro.
Dicono che lei lo sapesse.

Beth e Tom Hardcastle sono la coppia perfetta. I vicini li invidiano: il loro matrimonio sembra una perpetua luna di miele, la casa che possiedono è splendida e hanno una figlia adorabile. Sembra che nulla possa incrinare la felicità della loro famiglia. Una sera però, mentre Beth attende il rientro del marito dal lavoro, la polizia bussa alla sua porta. Tom è stranamente in ritardo e lei viene colta dal panico temendo il peggio… Ben presto scoprirà che il peggio va oltre ogni immaginazione. Perché gli agenti sostengono che suo marito sia un assassino. Un mostro che prova un sadico quanto ripugnante piacere nell’uccidere. Troppo sconvolta da quella rivelazione, Beth non comprende subito ciò che i poliziotti vogliono da lei. Una sola, semplice risposta: è davvero possibile che la moglie di un serial killer non sospettasse nulla?
Il thriller rivelazione dell’anno
Ai primi posti delle classifiche inglesi
Ogni matrimonio nasconde dei segreti

«Un esordio grandioso. Merita di diventare un bestseller.»
Daily Mail
«Un libro che ti inchioda e non ti molla fino all’ultima pagina.»
The Sun
«Geniale, superbo e perfidamente intricato.»
Jenny Blackhurst
«Il colpo di scena finale è strabiliante, dovete leggerlo assolutamente.»
My Weekly

Vi è mai capitato di incontrare, nel vostro cammino, la famiglia perfetta?

Ma sì, sapete quale? Quella che sembra uscita dalla Mulino Bianco, dove tutti sono belli, ricchi e sorridenti. Dove i bambini salutano i propri genitori con un bacio sulla guancia, marito e moglie si augurano buona giornata con un casto ma molto significativo bacio a fior di labbra e le case sono scintillanti d’amore – e non solo.

Ecco, Tom e Beth Hardcastle incarnano la perfezione. Innamorati da molti anni – e l’uno dell’altro, per giunta, e quasi verrebbe da credere che sia questo il vero scoop –, soddisfatti delle proprie vite e dei propri traguardi lavorativi, ognuno preso dalle proprie cose ma in maniera mai eccessiva. Eh, non sia mai che venga tolto tempo alla famiglia! A unirli ancor più, la piccola Poppy, di pochi anni.

Tom e Beth sono radiosi, giovani, innamorati… e chi potrebbe mai fermarli?

Solo la polizia, in effetti. Un lunedì normalissimo di una settimana normalissima Tom è in ritardo al bacio della buonanotte della piccola Poppy, ma Beth non è particolarmente in pensiero. Sulla assoluta morigeratezza, sensibilità e onestà del marito Beth potrebbe persino mettere la mano sul fuoco, quindi certo non pensa che stia facendo qualcosa che non deve fare. Alle belle persone capitano solo belle cose, giusto? Avrà una spiegazione, quindi la donna lo aspetta con calma. Ma quando alla porta trova due agenti, la sua quiete si trasforma in ansia. Un lieve tarlo inizia a rodere. A mangiare dentro di lei. Soprattutto, sta male a causa della loro vaghezza, della loro volontà di parlare con Tom di qualcosa, senza troppi dettagli. Mica la polizia viene a casa tua a disquisire, che ne so, del tempo, giusto?

Comunque, alla fine viene fuori che Tom non è solo un marito amorevole e un padre eccellente, ma anche un sadico serial killer che gode nell’uccidere le proprie vittime. Nel vedere l’ultimo lampo di vita abbandonarne il corpo. Nel macchiarsi le mani di sangue, per poi proseguire nella sua vita ricca di menzogne.

E Beth? Chi può credere che una donna non sappia di che pasta è fatto il marito?

Un thriller particolarmente riuscito, quello della Hunter – psicologa che ha collaborato per molti anni a programmi per la riabilitazione dei detenuti colpevoli di crimini violenti. Si vede la cura, lo studio e la preparazione tra le righe di un libro che rapisce, portando in un universo parallelo fatto di mezze verità, di mezze bugie e di cose che non vengono dette ma che quasi si sanno. La Hunter tiene con il fiato sospeso, e non solo perché Tom è un assassino seriale di donne indifese, ma anche perché Beth è così maledettamente… normale. Cioè, può capitare davvero a tutte le mogli di svegliarsi un giorno e scoprire che l’uomo con cui si condivide il letto, i sogni e il futuro è un violento, un pazzo, uno schizzato? E riguardo i segnali: ce ne sono o bisogna credere che tutto possa accadere dal nulla, senza spiegazione alcuna?

Bello, sconvolgente, mai banale, dalla scrittura fluida: La moglie del serial killer è un capolavoro di suspense, con picchi più o meno regolari. L’unico interrogativo, fino al finale-bomba inaspettato, è: “Cosa ci sfugge?”

Nel senso, quasi si capisce che nel puzzle ci sia un tassello fuori posto, ma proprio non si riesce a capire quale.

Cinque stelle, perché non se ne possono dare di più. Correte a leggerlo! 

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