Cara Autrice ti scrivo… MATHILDA BLAKE

Cari lettori ben tornati a “Cara autrice ti scrivo…” con un’ospite speciale. Non è la prima volta ed è sempre un immenso piacere avere con noi…

Mathilda Blake

Bentornata Mathilda. Il nostro precedente appuntamento (https://maikamedici.com/2019/12/23/cara-autrice-ti-scrivo-mathilda-blake/) risale a un paio di anni fa; quindi non ti chiederò, di nuovo, chi sei oltre la scrittura, ma quanto sei cambiata in questo strano lasso di tempo?

Ciao Maika! Il piacere di essere qui è anche mio! Grazie. Per quanto riguarda la tua domanda, devo dire che in effetti non sono cambiata molto: sono sempre la solita inguaribile romantica che ama scrivere storie d’amore a lieto fine. Ma come autrice sono cresciuta, questo sì. E infatti, romance storico dopo romance storico, mi sono avvicinata sempre più alla realizzazione di uno dei miei sogni di sempre: un romanzo storico vero, di levatura. Finalmente ci siamo: arriverà a settembre!

Il 2 aprile è uscito il tuo ultimo romanzo “Per amore, solo per amore”, per la collana I Romanzi Mondadori. Prova a descriverlo con poche parole, come in una réclame.

Lo definirei “un romanzo di cuore”. Lo è per molti versi: credo sia uno dei più romantici che ho scritto, dove si percepisce moltissimo il desiderio di Duncan, il sentimento che cresce in lui, ma anche un amore sconfinato per la figlia, per gli animali – i cavalli in questo caso – e per la bellissima terra in cui si svolge la vicenda, la Nuova Zelanda. Ecco quindi cuore a tutto tondo.

Una giovane ragazza cresciuta in un bordello e un vedovo arricchito, entrambi con dei scottanti segreti. Quando e come si sono presentati a te, e come sei riuscita a “unirli”?

Da tempo avevo in mente di creare il personaggio di un allevatore che sapesse capire profondamente i cavalli. Accarezzavo l’idea fin da quando ho scritto Gioco d’Amore, sempre per la collana Passione di Mondadori. In quel caso, però, non mi era stato possibile approfondire la figura, perché la vicenda si spostava dall’ambiente di origine del protagonista. In Per amore, solo per amore, invece, è Lily a essere immersa nella realtà di Duncan, che ho potuto sviluppare come desideravo. E ammetto che il risultato mi piace molto! Adoro Duncan McAllister!

In quest’ultimo libro possiamo dire che “personaggi comprimari” sono i cavalli?

Sì, assieme a Kay, però, la figlia 13enne del mio Duncan McAllister. E anche a Liliana, la migliore amica di Lily.

Da Démon Lacroix a Duncan McAllister, passando per altrettanti successi; una moltitudine di ambientazioni in periodi storici molto diversi. Quanta ricerca richiede la stesura di un romanzo?

Io ho sempre dato molta importanza alla ricerca storica e ricordo che quando ho iniziato ad approcciarmi ai romance storici traducendoli, ero sempre molto ammirata da quelli calati in un contesto ben delineato.  Da quando ho iniziato a scrivere questo storico puro poi, per me la ricerca è diventata l’anima stessa dell’opera. Non posso rivelare granché al riguardo, ma giusto per farti capire sono in contatto con due ambasciate in due paesi diversi, un alto funzionario dell’aeronautica militare, uno storico militare e due professori di storia di cui uno a Cracovia…

“Per amore, solo per amore” potrebbe apparire un romanzo più fresco rispetto ai precedenti, eppure c’è un tema che è sempre tanto attuale: la violenza sulle donne.

Sì, infatti. E mi piace aver scelto un periodo in cui la donna cominciava a emanciparsi con le unghie con i denti (la fine ‘800), nonostante il sesso forte, nella maggior parte dei casi, cercasse di impedirglielo. È una tematica sempre molto attuale, a parer mio, anche perché sono convinta che, sostanzialmente, l’uomo avverta una sorta di superiorità emotiva nella donna e che ne abbia sempre avuto paura.

Le storie nascono sul filo dell’ispirazione o devono seguire, in qualche modo, le mode?

Le mie storie non seguono mai le mode. Al massimo… le creano! Battute a parte, non sono incline a seguire le tendenze del momento: è sempre stato il mio limite. O forse non un limite, ma di sicuro una cosa che mi contraddistingue. Per fortuna la mia fervida fantasia mi permette di trovare sempre qualcosa di originale che alla fine piace.

Un consiglio, un motto o un saluto ai lettori di A libro aperto.

Il mio consiglio ai lettori è di vivere il libro come un viaggio dell’anima; il mio motto “volate con le parole”, perché sono state scritte per quello, e il mio saluto “leggete a libro a mente aperti”.

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