Recensione: “IL CASO DI MATTEO” di Corinna Shmidt

La nostra Catherine BC ha letto, per A libro aperto, IL CASO DI MATTEO di Corinna Shmindt

  • IL CASO DI MATTEO (Germania in giallo, Volume 1)
  • Corinna Schmidt

TRAMA

La scomparsa di Alessandro Di Matteo ha lasciato un vuoto nella vita di Katia, investment banker della city di Francoforte. Un vuoto che i locali notturni, l’appartamento di lusso e gli amici che la adorano non riescono a colmare. L’incontro con un uomo tanto misterioso quanto pericoloso la spinge a credere che lo scomparso sia vittima di un delitto. Con le armi della seduzione, riesce a convincere il commissario Bender ad aprire un’indagine, facendolo al contempo entrare nella cerchia esclusiva dei suoi amici. Il mistero si infittisce a causa delle strane dinamiche relazionali dello scomparso. Per non parlare del suo passato, che porta il commissario e Katia fino a Roma, dove li attende un complotto internazionale: Chi era veramente Di Matteo, in che cosa consisteva il suo lavoro e chi aveva interesse a eliminarlo? L’euro, l’Europa, le guerre per il petrolio… ma anche qualcosa di più.

Il caso di Matteo è un poliziesco dalla struttura classica: parte con un cliffhanger e snoda la propria trama con tutta una serie di indagini. Tuttavia, già la loro ambientazione e l’impatto diretto con le figure destinate ad occuparsi dell’indagine mette il lettore in un posto privilegiato, come sedesse in prima fila per seguire meglio le vicende narrate. All’inizio le indagini sono due e bene diverse: si parte da un anomalo caso di omicidio a Roma e da una denuncia di scomparsa a Francoforte. Le due faccende sembrano destinate a svolgersi in modo parallelo, anche perché sono leggermente sfasate in termini temporali. Tuttavia, a mano a mano che ci si immerge nel romanzo si capisce che la struttura narrativa non è retta, ma si muove a spirale: inizia da un certo nucleo per poi allargarsi in modo sistematico, coinvolgendo sempre nuovi personaggi e svelando indizi fondamentali. Verso la metà del romanzo viene svelato, infine, il punto comune: le indagini prendono respiro e si spostano su un piano internazionale tenendo il lettore sempre col fiato sospeso, desideroso di intuire la motivazione dei reati commessi, ma anche la psicologia prettamente umana dei personaggi.

Mi sono piaciuti entrambi gli scenari, magistralmente legati: mi è piaciuto il calore di Roma e l’arcigno commissario Mariani, come l’elegante e raffinata Francoforte, vista dalle lenti della crème della sua classe dirigente che poco sembra spartire, almeno all’inizio, col commissario Bender. Ho apprezzato soprattutto lo spessore dato ai personaggi principali, in particolar modo Katia e il suo gruppo di amici. Una classe privilegiata che si erge sopra la gente comune in ogni senso, anche spaziale, dato che abitano tutti in un palazzo di lusso che è pure la sede del club esclusivo dove si ritrovano con liturgica cadenza. Lì si straniano dal mondo e dalle dinamiche che possono affliggere la gente comune. Non fanno eccezione neppure i sentimenti: non si innamorano, ma si usano l’un l’altro per i loro scopi. Non hanno rapporti stabili, ma vivono una libertà di costumi che non fa altro che celare la loro debolezza, la loro non capacità nel costruire qualcosa di concreto, ma solo nel distruggere tutto quello che toccano.

Incredibilmente, però, si mettono tutti alla ricerca di Alex, un amico comune che sembra scomparso. In questo viaggio ognuno mostra piano piano la propria natura dando vita a uno scenario sempre più ingarbugliato che toccherà ogni aspetto della loro vita e si trasformerà in un caso dallo spessore internazionale.

Ho amato molto l’intrigo tessuto dai vari elementi di questo quadro complicato, anche se, a volte, tanti tecnicismi a livello macroeconomico mi hanno un po’ annoiato. Si poteva far passare lo stesso messaggio senza entrare nel merito di alcuni particolari del mondo economico che hanno un po’ appesantito la lettura. Vale comunque la pena leggerlo, è un romanzo molto buono e avvincente.

Katy

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