CINEMA, SERIE E TV – Recensione: “LA BALLATA DEI GUSCI INFRANTI”

Martedì 5 aprile, a Fabriano veniva presentato il film “La ballata dei gusci infranti” e l’attore, sceneggiatore, produttore Simone Riccioni era presente in sala.

A fine programmazione Riccioni ha dedicato questo film a tutti noi, che veniamo da due anni segnati dal Covid-19 e ora dalla guerra; “La ballata dei gusci infranti” porta con sé un messaggio di speranza, la voglia di reagire, lottare; la resilienza dimostrata, nel caso specifico, da chi ha vissuto il terremoto. Simone Riccioni, gli altri autori, la regista Federica Biondi e tutto il cast hanno fatto rinascere il cinema dalle “ceneri” del virus.

Cast

  • Catherina Shulha è Elisabetta
  • Simone Riccioni è David
  • Paola Lavini è Lucia
  • Miloud Mourad Benamara è Don Ghali
  • Barbara Enrichi è la ginecologa
  • Lina Sastri è Alba
  • Giorgio Colangeli è Dante
  • Samuele Sbrighi è Jacopo

Regia di Federica Biondi

Il cast si arricchisce di figure di spicco “locali” che non sono per niente relegati a personaggi secondari o controfigure. I miei complimenti alla “Perpetua” e a Fabrizio Tantucci, del famosissimo duo Lando e Dino.

Musica a cura di Random (da YouTube https://www.youtube.com/watch?v=yGHRejZwnJk)

“La ballata dei gusci infranti” racchiude la bellezza delle Marche, la genuinità ma soprattutto la forza della gente dei luoghi del terremoto, che si sono piegati a questa calamità ma mai arresi.

Il simbolo indiscusso – per noi marchigiani – è nonna Peppina rimasta nella sua casetta di legno fino all’ultimo giorno. Giuseppa Fattori era di Fiastra.

È proprio in riva al Lago di Fiastra che inizia una storia di amicizia tra due protagonisti molto particolari: Jacopo – considerato da tutti il matto del paese – e Don Ghali, il nuovo parroco, africano, della chiesetta che raccoglie un numero davvero esiguo di anime. Jacopo vive in una roulotte, e appare, inizialmente, come un vagabondo che, tuttavia, conosce Dante a menadito. Omonimo del “Sommo Poeta”, il padre del ragazzo, che con la moglie Alba sta preparando il loro ultimo spettacolo.

Immagine dal web

Molto forti sono i legami; Alba e Dante si amano e si rispettano come il primo giorno, e l’amore per il teatro riempie ogni momento della giornata.

Indistruttibile era anche il rapporto tra Lucia e il marito, almeno lei lo pensava. Non sarà stato perfetto, ma una fuga in piena notte, come un ladro, non cancella una vita passata insieme, dove si è condiviso tutto, anche il lavoro. Lucia non molla la fattoria, l’asinello, e la sua terra; da chi meno se lo aspetta, troverà un sostegno: Jacopo, che sul finale le farà il regalo più bello

In un paese vicino due ragazzi stanno vivendo la felicità dell’attesa per il primo figlio, e se David palesa i suoi timori per il terremoto – a maggior ragione dopo la nascita del primogenito – Elisabetta sente forte le sue radici in quella casa appartenuta da sempre alla sua famiglia.

È il 2016 e chi non ha mai sentito una scossa, o solo in modo lieve, non si rende conto che pochi secondi possono diventare i peggiori di una vita anche solo per la paura che non se ne andrà mai. Altri, come gli abitanti dei monti Sibillini (non dimentichiamo la parte non marchigiana, quindi l’Aquila, Amatrice e l’Emilia Romagna, tra i più recenti), vivono ogni giorno tra i piccoli tremori della terra. Dicono che bisogna conviverci, fatelo presente a chi ha dovuto lasciare le proprie case e la natura in cui sono cresciuti per ricevere una stanza fronte mare. Un’immediata reazione è “poteva andar peggio”, ma di cosa, di aver perso tutto?

In quel giorno del 2016 i nostri protagonisti hanno perso tutto, tra i gusci infranti ci sono anche persone care oltre agli averi. La vita reale, fatta di gioie e amore come quella di Alba e Dante, si è fatta dolore al pari di quella più sfortunata di Lucia. La giovane coppia non trova neanche il coraggio di pronunciare quella brutta frase “te lo avevo detto”, perché deve pensare a come “ricominciare”.

L’ultima scossa ha cambiato tutto, si raccatta su quello che si ha dei gusci infranti ma si guarda anche in alto, altrove, in segno di speranza; e riducendo il raggio di azione si comprende anche di non essere soli: la comunione di intenti ma soprattutto solidarietà e amicizia, fa unire le forze per ricominciare.

Federica Biondi ci ha mostrato, sì, una terra fantastica, ma anche tante anime che non si sono arrese, che si sono rimboccate le maniche ricevendo indietro un tetto freddo privo di ricordi, con un spiraglio di luce e segni di… rinascita.

In “La ballata dei gusci infranti” c’è una ventata di “marchigianità” grazie alle scene in dialetto che se da un lato esaltano la disperazione (es. Lucia), dall’altro il film gode di freschezza, con scene davvero piene di ilarità. Intense le interpretazioni di Lina Sastri e Paola Lavini. Un plauso a tutto il cast.

Il trailer

Musica a cura di Random https://www.youtube.com/watch?v=yGHRejZwnJk

Vorrei ringraziare la regista, gli sceneggiatori e in primis Simone Riccioni che in ogni film mette in risalto la nostra bella regione, le Marche.

Aggiungo inoltre, di fondamentale importanza, che in questo week-end “La ballata dei gusci infranti” è presente nelle sale di tutta Italia.

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