Caro Autore ti scrivo… CARLO LANNA

È vero piacere avere con noi, a “Caro autore ti scrivo…”, Carlo Lanna; è anche molto piacevole essere in compagnia di Emma Altieri che conosce a menadito le opere dell’autore. Ma siccome sono una ficcanaso, oltre a dare un caloroso benvenuto al nostro ospite, provo a rompere il ghiaccio.

Ciao Carlo, chi ti cerca nei social trova questa descrizione di te: “Giornalista di spettacolo. Autore di romanzi rosa. Serial e book addicted.” È l’esatto ordine? Vuoi raccontarti brevemente?

Sì, l’ordine è proprio quello. Sono diventato giornalista per una causa di forza maggiore. Ho sempre amato il cinema, le serie e i libri fin da quando ero un bambino ma non sono mai riuscito a coniugare le mie passioni con gli studi. Ho seguito un percorso diverso, arrivando a laurearmi in Giurisprudenza ma non mi sentivo mai completo. Ero sempre in cerca di altri stimoli. Commentare un film o una serie tv era quello che mi interessava. Ho cominciato prima su un blog amatoriale e poi, successivamente, ho trovato le prime collaborazioni su Best Movie e GQ. Ora sono di casa al IlGiornale.it dove mi occupo solo di spettacolo. È un lavoro difficilissimo ma che mi soddisfa. Diventare autore è stato un atto dovuto. Ma devo dire grazie alla mia Prof. di Letteratura Comparata. Senza di lei non avrei mai trovato la spinta per scrivere.

Lettura e scrittura sono sempre andate di pari passo? Quando hai deciso di dare voce ai tuoi personaggi?

Ho sempre navigato con la fantasia. Da ragazzino ho cominciato a scrivere fan fiction su “Streghe” e “Xena”, ma il mio primo romanzo risale al 2016. È su Wattpad e lì credo che resterà per sempre. Non so perché ho deciso di diventare uno scrittore. Ho sentito solo il bisogno di farlo. In verità, tutto è nato per un compito che dovevo consegnare per accedere a esame universitario. Durante la mia seconda laurea in Comunicazione dovevo studiare la struttura del testo narrativo, e mi è stato chiesto di scrivere un incipit di un romanzo. La storia poi è uscita fuori come se avessi aperto un vaso di Pandora. Da lì in non mi sono fermato più.

Il tuo nome è accostato a due importanti Case Editrici; prima di entrare nel vivo dei tuoi romanzi, c’è un consiglio che vorresti dare a chi si approccia alla scrittura su “come presentarsi a una CE”?

Oggi non è facile trovare la giusta casa editrice che possa far crescere la tua storia. Bisogna solo seguire il cuore e l’istinto. Per presentarsi, secondo me, è giusto avere una buona storia tra le mani e, soprattutto, avere una dose di umiltà, tanta voglia di imparare, di crescere e la voglia di ascoltare i consigli di chi conosce molto bene il mondo dell’editoria e dei meccanismi di mercato.

La parola a Emma…

Parliamo di due serie completamente diverse fra loro: La prima è la “NY Lovers” pubblicata da Words Edizioni e la seconda intitolata “Endless Love” pubblicata da Heartbeat Edizioni. Non ti chiedo quale preferisci perché da autrice so che equivale a chiedere a quel dei tuoi figli vuoi più bene, però ho diverse domande da farti.

Iniziamo con la “NY Lovers” composta da “Il colpo di fulmine non esiste”, “Never say never” e “Anime Imperfette”. Quale dei tre è stato più difficile da scrivere e perché?

Ogni storia, ogni romanzo è una sfida con me stesso. Niente è semplice o facile. Scrivere la NY Lovers è stata un’esperienza straordinaria che mi ha arricchito come uomo e come autore. Ho trovato difficoltà a concludere il secondo volume della serie. Fin da quando avevo scritto il prologo sapevo molto bene dove mi avrebbero condotto i personaggi. Però, avevo paura di sbagliare, di non essere all’altezza e di non regalare al pubblico una storia degna di nota. Infatti stavo per mollare la presa, ma i personaggi continuavano a parlare nella mia mente e non ho potuto fare a meno di assecondare le loro voci.

I personaggi sono molteplici e molto diversi caratterialmente. Se ti trovassi a scegliere con chi di loro passare una giornata a chiacchierare, chi sceglieresti e perché?

Una domanda molto difficile. Io li amo tutti. Indistintamente. È come se fossero dei figli per me. Sicuramente passerei una giornata con Tyler, il co-protagonista de “Il Colpo di Fulmine non esiste”, solo perché siamo molto simili sotto certi aspetti. Ma avrei tanto piacere se potessi scambiare quattro chiacchere insieme a Jason, apparso in “Anime Imperfette”. Lo vedo come un uomo spigliato da cui potrei imparare un mucchio di cose sulla vita e le relazioni amorose.

Le due serie sono di genere diverso. La “NY Lovers” è quasi completamente M/M mentre la “Endless Love” è F/M. Con quale dei due generi ti sei trovato più in difficoltà?

Non ho avuto difficoltà, devo essere sincero. Se ho una storia da raccontare non faccio differenza tra M/M o M/F. Sicuramente ho più affinità per le storie LGBT (per ovvie ragioni), ma solo perché scrivere di rapporti tra persone delle stesso sesso mi permette di analizzare, pensare, e cercare di risolvere i problemi che affliggono la comunità arcobaleno.

La “Endless Love” mette in evidenza la tua predilezione per la famiglia reale. Da dove è nato questo amore e chi, tra tutta la royal family, è il tuo preferito?

In redazione abbiamo trattato molto spesso i gossip sui reali inglesi. Tra il 2018 e il 2019 credo di aver scritto un mucchio di articoli su Meghan, Harry e Kate. Una cinquantina, forse. Ora non so di preciso. Mi sono divertito e, alla fine, è come se fossero diventati amici di vecchia data. Per questo motivo, quando ho scritto il primo volume della Endless Love mi sono ispirato alle vicende della famiglia reale. Adoro la coppia di Meghan e di Harry. Hanno classe, hanno bellezza, affabilità e non hanno il timore di uscire dai ranghi di Palazzo pur di vivere la loro esistenza lontano dalle luci della ribalta.

Hai narrato dei luoghi diversi nei tuoi romanzi. Li hai visitati tutti o per alcuni ti sei affidato solo alle ricerche e alla tua immaginazione?

La maggior parte li ho visti e li ho vissuti. Per me l’ambientazione è importante per la riuscita di un romanzo. Per la NY Lovers ho messo su carta i diversi luoghi che ho visto durante il mio viaggio a New York. Per gli altri, mi sono affidato molto all’immaginazione. Fell’s Cove, ad esempio, non esiste nella realtà ma ha molte similitudini con la Mystic Falls di The Vampire Diaries.

Se dovessi scegliere, fra le due serie, il personaggio che ti assomiglia di più, su chi ricadrebbe la tua scelta?

Non smetterò mai di dirlo. Somiglio molto a Tyler. Non solo perché anche lui è giornalista, proprio come lo sono io. Ma perché tra di noi ci sono tante similitudine caratteriali e nei modi di pensare. Ho calcato troppo la mano su molti aspetti, ma in linea di massima, io e Tyler sono quasi identici. Sceglierei sempre e solo lui, proprio perchè è scrivendo della sua storia tormentata che ho trovato la forza di reagire e guardare il mondo da un’altra prospettiva.

Da lettrice di tutti i romanzi di entrambe le serie, devo ammettere di aver avuto più volte voglia di picchiare i protagonisti e anche l’autore, per determinate situazioni. Tu credi che comunque nei romanzi sia d’obbligo il lieto fine oppure dipende?

Be’, se stai scrivendo un romanzo rosa, il lieto fine deve essere un particolare che non deve mai mancare. Adoro gli happy ending ma li trovo sopravvalutati. La vita non è sempre tutta rosa e fiori. Proprio per questo, le mie storie hanno un lieto fine ma rappresentano una sorta di nuovo inizio per tutti i personaggi, una volta che hanno affrontato le loro divergenze. Trovo che sia una scelta più consona al punto di vista che ho sul mondo dei sentimenti e dei rapporti di coppia.

Il tuo concetto di amore si riflette in queste trame oppure no?

Sono un romanticone per eccellenza. Ancora oggi piango per il finale di Pretty Woman. Nei miei libri traspare sempre questa sensazione di un amore romantico, un po’ vecchio stile, un sentimento che vince su tutto. Persino sulla vita stessa. Certo, stare insieme a una persona significa scendere a compromessi, ma anche questa è una forma di amore. Nei romanzi c’è sempre una figura un po’ più forte e una più debole, ma in linea di massima, i miei personaggi esprimono tutto ciò che penso sulle relazioni sentimentali.

C’è qualcosa che non può mai mancare in ogni tuo romanzo?

Il tormento, gli spettri del passato, la voglia di amare e di sorridere alla vita.

“Anime Imperfette” è l’ultimo volume della “NY Lovers” ma per la serie “Endless Love” possiamo aspettarci qualcos’altro?

Ci sarà un terzo volume della Endless Love. Al momento la storia è in fase embrionale perché il romanzo sicuramente uscirà il prossimo anno. E sarà incentrata su una coppia che è stata presentata in “L’amore che resta”. Questa volta, al romance ci sarà anche un po’ di suspense. Sulla NY Lovers ancora non è detta l’ultima parola. Sto immaginando una novelletta su un personaggio chiave che ha bisogno di riscattarsi per il male che ha fatto. Appena avrò il benestare dalla CE comincerò a scrivere.

In tutte le recensioni ti ho fatto i complimenti perché il tuo modo di scrivere e le trame sviluppate mi sono piaciute davvero molto, coinvolgendomi nella lettura dall’inizio fino alla fine. Voglio farti un ulteriore complimento perché le due serie a confronto sono diverse, ma sempre emozionanti e appassionanti. Spero presto di poter leggere altro di tuo. In bocca al lupo per tutto.

Grazie di cuore a Carlo Lanna e alla mia preziosa spalla, Emma.

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