Recensione: “LA NOSTRA IDENTITÀ” di Tj Klune – ed. Triskell Edizioni

LA NOSTRA IDENTITÀ ci riporta a Seafare, nelle vite di tre protagonisti assolutamente unici: Bear, Otter e Kid – titolo anche del primo volume della serie e romanzo di esordio di TJ Klune. Ringrazio Triskell Edizioni per la possibilità di recensirlo.

  • COLLANA: RAINBOW
  • Titolo: La nostra identità
  • Titolo originale: Who we are
  • Serie: The Seafare Chronicles #2
  • Autore: TJ Klune
  • Traduttrice: Ida Giannini
  • ISBN EBOOK: 9791220702539      
  • ISBN CARTACEO: 979-12-207-0254-6    
  • Genere: Contemporaneo
  • Lunghezza: 380 pagine
  • Prezzo Ebook: € 5,99
  • Prezzo cartaceo: € 15,00

Trama

L’estate è passata e Bear, Otter e Kid sono riusciti a superarla mantenendo anima e cuore integri. Sono andati a vivere nella Mostruosità Verde e Bear è finalmente in grado di ammettere il suo amore per l’uomo che l’ha salvato da se stesso.

Ma la loro storia non finisce qui. Come potrebbe?

I ragazzi scoprono che la vita non si ferma solo perché hanno trovato il loro lieto fine. Devono ancora affrontare la battaglia legale per la custodia di Kid. Il ritorno dei genitori di Otter. La prima serata in un locale gay. E Kid che va in terapia, e la signora Paquinn che si è messa in testa che Bigfoot esiste. Poi ci sono Anna e Creed, che stanno combinando qualcosa. Fa qualche comparsa la gelosia. Si ripresentano vecchi nemici, brutte poesie e gabbiani misantropi. E durante tutto questo, Bear lotta per comprendere il motivo per cui la madre ha abbandonato lui e il fratello, solo per trovarsi invischiato ancora più profondamente nel loro passato condiviso. Ciò che scopre cambierà per sempre le loro vite e lo aiuterà a capire cosa serve davvero per diventare chi si è destinati a essere.

La famiglia non è sempre definita dai legami di sangue. È definita da chi ci rende completi: sono loro che plasmano la nostra identità.

Frase quarta di copertina: “La famiglia non è sempre definita dai legami di sangue.” Continuano le mirabolanti e commoventi avventure di Bear, Otter e Kid, tra vecchi nemici, poesia epica e gabbiani misantropi.

Nota: il libro è una seconda edizione con una nuova traduzione.

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE in cambio di una recensione onesta

Dopo il primo volume della serie The Seafare Chronicles, “Bear, Otter e Kid”, non vedevo l’ora di conoscere l’evoluzione del rapporto dei protagonisti. Nei secondi volumi si teme sempre di incappare in ripetizioni o nel solito cliché “arriva il terzo incomodo”… La nostra identità sovverte ogni regola e sorprende il lettore con continui colpi di scena.

Eccovi la prima sorpresa, con la speranza di non fare troppo spoiler.

“Non ci sono licantropi, pantere mannare o giraffe mannare. Esistono solo gli orsi mannari e stiamo lentamente scomparendo, perché la nostra specie è stata braccata fino al punto di estinguersi.”

Per un istante ho temuto di aver aperto il file sbagliato, eppure i nomi coincidevano. La mia mente era pronta alle follie e ai deliri di Bear; entrare nella sua testa è, ogni volta, affrontare un viaggio fantastico.

Mi sono spesso domandato se Dio abbia deciso di non darmi troppo cervello perché sapeva che doveva metterlo tutto da parte per il mio maniacale fratellino. Lo ammetto senza problemi. […] Sono il fratello/genitore del vegetariano ed ecoterrorista in erba più intelligente al mondo. […] Sono il figlio di una donna che ha lasciato Ty e me più di tre anni fa a cavarcela da soli solo perché al suo ultimo uomo non piaceva avere ragazzini attorno.

Bear, Otter e Ty vivono il loro idillio nella casa nuova ma, fuori della porta, ad attenderli sempre nuovi imprevisti. C’era d’aspettarsi la lotta per la custodia di Kid, presa in mano dall’avvocato, Erica Sharp, e dall’assistente sociale, Georgia. Impossibile non prendersi a cuore il loro caso, dove in difesa accorrono gli amici di sempre, l’unica loro “famiglia”: Anna, Creed, la signora Paquinn, Alice e Jerry Thompson. Nella scena compare Dominic, un adolescente diventato il miglior amico di Ty, anch’egli sotto la tutela di Georgia. Tuttavia, nonostante l’appoggio incondizionato di tutti, per Bear, Otter e Kid non sarà un percorso semplice, soprattutto a livello emotivo. Il senso dell’abbandono accompagnerà il piccolo di casa e Bear avrà la certezza di essere gay, infatti anche altri ragazzi gli provocheranno reazioni diverse… e imparerà a confrontarsi con un nuovo sentimento: la gelosia.

Se un problema si risolve ce n’è un altro all’orizzonte: il ritorno della madre di Bear e Ty con una verità sconcertante; la donna si ripresenta nel momento più delicato per il figlio maggiore, e fa sentire ancor di più la sua assenza come figura genitoriale. Per Bear è un momento delicatissimo; c’è stato un giorno che ha rischiato di perdere tutto e altri che seguono in cui deve far ogni cosa possibile per recuperare la vita che vede andare in frantumi. Poi, ci si risveglia dall’incubo, si seppelliscono i fantasmi come il lieto fine prevede (perché ci sarà!) e si prepara il terreno al prossimo protagonista. Chi sarà?

Si riparte dai lavaggi di cervello di Bear, dalle insicurezze del presente ai ricordi dolorosi del passato. Il tempo trascorre ma sente la necessità di pareggiare i conti con una madre assente e scoprire il perché dell’abbandono. Non si accorge, però, di quanto, in questo percorso sia cresciuto, diventato forte… e bello. Bear si sminuisce continuamente, eppure ha affrontato – sin dal primo volume – e accettato la sua vera “natura”, ha imparato ad amare il suo uomo ed è diventato un vero padre per Kid; lo ha difeso sopra tutto e tutti e continua a lottare per la sua custodia. Solo questa “parte” merita un plauso per l’evoluzione tangibile di un personaggio che arriva al lettore a tutto tondo; ciò che viene dopo è assolutamente straordinario.

Ho amato il primo volume, ma La nostra identità è di un’intensità pazzesca che gode anche di una penna più matura – ricordiamo l’esordio di TJ Klune proprio con Bear, Otter e Kid. Ho dato molto spazio a Bear perché in quanto narratore se lo è meritato, ma all’angolo non è rimasto nessuno. Otter continua a emergere come uomo totalmente innamorato del suo partner anche grazie agli amici del passato e alla esilarante serata al locale gay. Ho amato profondamente Alice e Jerry, e mi sono incantata di fronte all’analisi dello psicologo nei confronti di Bear. Anna e Creed devono affrontare le loro “beghe”… ma la famiglia è famiglia e tutti loro sono come i Moschettieri, tutto per uno e uno per tutti.

Nel bene e nel male, siamo noi. Con tutti i nostri difetti e i nostri pregi, siamo noi. È questa al nostra identità.

Il titolo è davvero appropriato, ognuno troverà il proprio posto, capirà ciò che serve a se stesso e a chi lo circonda.

Struggente, emotivo, esilarante, ammaliante, La nostra identità merita un libro aperto.

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