Recensione: “IL DUCA” di Kerrigan Byrne – ed. Mondadori, collana I Romanzi

Il Duca di Kerrigan Byrne, ed. Mondadori, sorprende e fa innamorare. In uno scenario completamente diverso, questo romanzo si collega perfettamente ai volumi precedenti della serie Victorian Rebels.

Trama

Di giorno Imogen Pritchard fa l’infermiera, mentre di notte lavora come cameriera in un bordello per saldare i debiti di gioco del defunto padre. Una sera viene notata da Cole Talmage, duca di Trenwyth, il quale decide di offrire una somma favolosa per una sola notte con lei. Pur vergine, Imogen accetta, anche perché attratta da quel fascinoso uomo dai modi gentili. Lei è convinta che non lo rivedrà più, ma il destino ha in serbo altri piani. Tre anni dopo, quando Cole viene riportato a casa in fin di vita dopo una missione segreta, viene affidato proprio alle cure di Imogen, che gli salverà la vita. Lui non l’ha riconosciuta e la ragazza è combattuta: vuole davvero che il ricordo della loro passione rimanga un segreto per Cole?

Note:

IL DUCA (The Duke) è il quarto romanzo della serie ‘Victorian Rebels’.

I precedenti romanzi della serie, IL MIO CUORE NERO (The Highwayman), UN VOLTO PIENO DI OMBRE (The Hunter) e L’HIGHLANDER (The Highlander), sono già stati pubblicati rispettivamente nella collana I Romanzi Classic – nr. 184 e I Romanzi Passione – nr. 190 e 199.

La serie proseguirà con “The Scot Beds His Wife”, di prossima pubblicazione.

Ambientazione: Inghilterra, 1876-78 (epoca vittoriana)

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE in cambio di una recensione onesta

Imogen sogna un amore romantico, un matrimonio con un uomo per bene; non spera in una vita “principesca”, sa che non le appartiene. È fiera però del suo lavoro di infermiera, perché lei è nata per darsi agli altri, prima che a se stessa. C’è Isobel, la sorella, da crescere e proteggere, soprattutto dalla seconda vita che Imogen si è dovuta costruire, diventando Ginny. Una parrucca nera, del trucco per nascondere l’incarnato dorato e il Bare Kitten è l’inferno che le procura il denaro per estinguere i debiti del padre. C’è un patto tra lei e Del Toro, il datore di lavoro: non venderà il suo corpo. L’uomo rispetta l’accordo finché non gli vengono sventolati sotto gli occhi venti sterline. Ginny può rifiutarsi considerando che con quell’introito avrà smezzato le nottate da trascorrere nel bordello?

“Era attratta dal duca, non poteva negarlo, ma concedersi a lui in quel modo significava diventare ciò che temeva con tutta se stessa. Una prostituta.”

Sa di essere rovinata, ma non è pentita perché quell’unica notte – per lei, d’amore – resterà sempre in fondo al cuore, insieme alle preghiere affinché Collin Talmage possa tornare illeso dall’ultima missione per assumere, poi, il titolo di duca di Trenwyth. Dopo più di un anno in cui il duca è dato per disperso, fa ritorno a Londra e trova ricovero presso il St Margaret’s, l’ospedale esclusivo per ricchi dove lavora Imogen. Proprio all’infermiera vengono affidate le cure dell’uomo affetto da tifo… ma i risvolti non sono quelli sperati, né per la diagnosi né per il risveglio tumultuoso del duca. Cole, che sotto l’effetto dei farmaci invocava Ginny, come suo angelo, rinnega la sua presenza e la scaccia in malo modo.

Due anni…

Ognuno, come si suol dire, per la sua strada, eppure, per uno strano scherzo del destino, molto vicini. Entrambi sono cambiati. Lei non è smagrita, emaciata… non indossa più una parrucca nera. Lui ha perso anche quel piccolo briciolo di umanità mostrata nell’unica notte trascorsa insieme. È un uomo che ha dovuto rinunciare a tanto e senza Ginny, la sua dolcezza e comprensione, si sente perso. Cole vuole la giovane prostituta al suo fianco; Imogen vuole l’uomo privo delle brutture della prigionia e del titolo che lo hanno indurito. Ma il passato non si può riavere indietro immutato. Lo scorrere del tempo ha causato dei danni irreparabili, che offusca la memoria e la ragione. Ma alla fine il cuore…

Quarto volume della serie Victorian Rebels, che continua a sorprendere e a far innamorare ancor di più della penna di Kerrigan Byrne. Il duca si apre in uno scenario molto diverso dai precedenti, che sì, continua a prediligere i bassifondi di Londra, ma assomiglia più a uno dei tanti storici che ci capita di sfogliare; diciamo che il Bar Kitten sembra più un’ambientazione di contorno… finché non esplode l’empatia tra i due protagonisti. Già, non voglio parlare di passione, neanche attrazione; si piacciono, finiscono a letto, ma ciò che li segna è la complicità che nasce dopo. Colin e Ginny sembrano destinati a stare insieme eppure è per una sola sera. Infatti, come già detto, quei due, in quella stanza, non esisteranno più.

È sorprendente la piega che prenderà la loro storia, inaspettata la rinascita di Imogen dopo l’effetto volta pagina creato dall’autrice: un gesto delle dita del lettore e un salto di un paio di anni che cambia tutto, dove si infilano rancori, pazzi furiosi, nuovi amici e vecchie conoscenze. C’è una donna che si spende per gli altri e che mette in pericolo se stessa; c’è un uomo che ha smesso di vendersi a rischio della pelle per diventare un egoista senza cuore. Entrambi hanno una cosa in comune: la vulnerabilità al ricordo di una notte indimenticabile.

A una trama che toglie il respiro, alla perfetta caratterizzazione dei personaggi si aggiunge l’euforia per l’allegra brigata che ritorna dai volumi precedenti: Dorian Blackwell, Argent e il demonio delle Highlands, Liam MacKenzie, con le rispettive mogli. Colgo l’occasione per ricordarvi che ogni volume è autoconclusivo ma, se state scoprendo solo ora la serie, grazie a questa recensione, vi consiglio di recuperarli tutti perché, appena sentirete nominare solo uno di loro, morirete dalla voglia di leggerli! Ora andate a scoprire cosa è successo in quei due anni successivi, io vi lascio il mio ultimo incentivo.

— Tu sei la sola luce che abbia mai conosciuto. Ma devo avvisarti: il sole non splenderà mai completamente su di me dopo che ho vissuto così a lungo nella notte. […]

— Allora amerò l’uomo che sei diventato. E quando ti ritirerai nell’ombra, proverò a offrirti uno scampolo di sole, che esploreremo insieme quando tu vorrai.

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