Recensione: “IL NIDO SEGRETO” di Martina Tozzi – ed. Nua Edizioni

Enrico Pedace ha letto, per A libro aperto, IL NIDO SEGRETO di Martina Tozzi, ed. Nua Edizioni.

  • TITOLO: IL NIDO SEGRETO
  • AUTORE: MARTINA TOZZI
  • PAGINE: 400
  • FORMATO: BROSSURA CON ALETTE A5
  • DATA D’USCITA: 26 MAGGIO 2022
  • PREZZO: 18,00 €
  • ISBN:9788831399821

Trama

Il libro è ispirato alla vita della scrittrice Mary W. Shelley e alla sua storia d’amore con il poeta Percy B. Shelley. Le giovani Mary, Fanny e Jane trascorrono l’infanzia e la giovinezza nella casa del padre, il filosofo William Godwin. Vengono così cresciute in un ambiente insolito per la Londra di inizio 1800, ricco di stimoli culturali e di erudizione. Godwin, infatti, vedovo di Mary Wollstonecraft, una delle più importanti filosofe femministe della sua epoca, ama circondarsi di un gruppo di letterati, scienziati e pensatori, assidui frequentatori del suo salotto. Le loro vite trascorrono nella quiete, nonostante le difficoltà economiche, fino a quando alla porta di casa non bussa Percy Bysshe Shelley, giovane poeta idealista e grande ammiratore delle opere di Godwin, intenzionato ad aiutare finanziariamente il suo modello, che ormai si trova sull’orlo della bancarotta. Con la sua presenza carismatica, Shelley rivoluziona l’esistenza dell’intera famiglia.

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE in cambio di una recensione onesta

Oggi vi parlerò di una nuova lettura che mi ha fatto compagni in quest’ultimo mese, e che si è rivelata di una bellezza sconvolgente.

Già il titolo di questo romanzo mi aveva incuriosito parecchio, “Il nido segreto”, poi con il fatto che la storia narrava la vita personale e intima di una delle più grandi scrittrici del 1800, la mia curiosità si è trasformata in assoluto desiderio di leggere tale storia.

A scrivere questo bellissimo romanzo è stata Martina Tozzi, attraverso la casa editrice Nua Edizioni.

Credo che tutti conosciamo la figura di Mary Shelley, o comunque ne abbiamo sentito parlare almeno una volta nella nostra vita, fosse solo per aver soltanto visto il titolo o la copertina del suo romanzo più famoso: Frankenstein.

Io lessi la sua opera anni fa e, onestamente, la trovai troppo carica di percorsi introspettivi. Oggi, però, dopo aver letto il romanzo di Martina ho scoperto la chiave di lettura per immergermi nell’opera iconica di Mary W. Shelley.

Martina si presenta come una perfezionista. Un’avida lettrice e amante della scrittrice londinese, tanto da analizzare in maniera chirurgica tutta la sua vita, fino a comporne un romanzo molto dinamico, ricco di colpi di scena e mai banale o pedante.

L’abilità di Martina risiede proprio nel fatto di aver saputo proiettare la vita di una donna gigantesca, in un romanzo riuscendo a mantenere costante lo stile narrativo e senza mai cadere nell’errore di voler trasformare la sua storia in un saggio. Il rischio era molto alto, ma la nostra giovane autrice non è caduto nella trappola che la scrittura, a volte, può tendere.

Martina ci presenta una Mary Wallstonecraft Shelley che percorre la sua vita, ignara di tutto quello che il destino ha deciso di riservarle. Parte dall’infanzia, Martina, portandoci in un periodo storico in cui si viveva in funzione dei pregiudizi della gente, con il costante timore di macchiarsi indelebilmente agli occhi del popolo, per finire esclusi da ogni ceto sociale e ogni possibilità di socializzazione.

Martina Tozzi si immerge completamente nelle dinamiche di quel periodo e attribuisce al suo romanzo, sicuramente, il genere storico, adornato però anche da sfumature psicologiche e sociali.

Se Mary Shelley è la protagonista, una ragazzina e una donna di cui è facile essere attratti, la sua imponenza non oscura tutti gli altri personaggi che compaiono nel romanzo.

Il posto d’onore spetta ovviamente a colui che rapì il cuore di Mary: Percy Bysshe Shelley. Egli si presenta come un uomo dalla personalità potente, affascinante e persuasiva, tanto da conquistare, inizialmente, la simpatia di tutta la famiglia di Mary.

Shelley si rivelerà un personaggio chiave nel romanzo di Martina, tanto che, almeno secondo la mia percezione, la nostra autrice lo ha impreziosito dandogli il ruolo di “grillo parlante” all’interno dell’opera.

Il romanzo è interamente scritto in terza persona, ma l’amore che e l’adorazione che Shelley provava per la sua Mary era stupefacente. Un sentimento che andava oltre ogni legge che il cuore e l’amore dettano. Proprio grazie alla caparbietà e alla testardaggine di questa figura maschile, il personaggio di Mary Shelley assume sempre più lustro nella storia, tanto da diventare una stella luminosa in un cielo che, molto spesso, è costernato da nubi minacciose.

Tanti sono gli episodi che hanno caratterizzato la vita di Mary e Shelley, alcuni belli e alcuni maledettamente brutti. Durante la lettura mi sono immerso, completamente, nella storia e sono stato travolto da sensazioni contrastanti. Ho gioito e sofferto con i personaggi, a volte ho sorriso, ma molto spesso ho percepito un nodo formarsi in gola, accompagnato da un pizzicore agli occhi.

Per questo e per molti altri motivi ho personalmente fatti i complimenti a Martina Tozzi. Lei è riuscita a creare una storia che trascina il lettore in profondità, facendo percepire le emozioni come carezze sul viso, quando la vita sorride, e come un pugno nello stomaco quando purtroppo la vita si prende beffa delle sue anime.

Lo stile narrativo è fluido e armonioso, senza periodi lenti o zone grigie, e questo vuol dire tanto visto che parliamo di una narrazione che ci illustra un periodo di circa cinquant’anni.

I personaggi, che sono tanti, hanno ognuno un’identità ben definita, con una struttura caratteriale e psicologica impeccabile. Tutti hanno una crescita all’interno del romanzo e tutti palesano il proprio percorso che intendono seguire.

Tanti sono i messaggi sapientemente inseriti dall’autrice: dalla presunzione da parte dell’uomo di sostituirsi a Dio, alla rabbia che l’uomo stesso arriva a provare contro quell’entità che gli avrebbe donato la vita, dal desiderio di lottare per raggiungere i propri obiettivi alla paura di perdere l’affetti dei propri cari a causa di incomprensioni, dall’amore inteso come rispetto e fedeltà alla continua ricerca di un porto sicuro enlla vita di ogni persona.

Un romanzo che mi sento di consigliare assolutamente a tutti. Una storia che si veste di narrativa storica, ma che attraversa varie sfaccettature, facendoci conoscere la forza e la caparbietà che i nostri antenati possedevano, in periodi storici lontani e difficile da vivere.

Complimenti a Martina.

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