Recensione: “LILY E LA VIA DI CASA” di Nick Lake – ed. DeA

La nostra Erika Casali ha letto, per A libro aperto, LILY E LA VIA DI CASA di Nick Lake, ed. DeA.

  • Titolo: LILY E LA VIA DI CASA
  • Autore: Nick Lake
  • Editore: DeA
  • Genere: lettura per ragazzi
  • Data di pubblicazione: 31 maggio
  • Pagine: 235

Trama

Lily ha un solo grande desiderio: vuole che le cose tornino come prima. Prima che lei si ammalasse, diventando difettosa. Prima che i suoi genitori decidessero di avere un’altra bambina, qualcuno di perfetto da amare. Quando, il giorno del parto, Lily viene spedita dalla nonna come un pacco postale, decide di fuggire via. È determinata a tornare da mamma e papà e riprendersi il posto che le spetta di diritto. Ma nel momento in cui Lily apre la porta di casa accade qualcosa di terribile. Davanti a lei ci sono due persone che sembrano i suoi genitori. Uguali a loro in tutto e per tutto, eppure… diversissimi. I loro occhi sono neri, cattivi, affamati. E Lily è costretta a scappare di nuovo. Per fortuna, durante la fuga, potrà contare sull’aiuto e sui consigli di quattro creature straordinarie – una talpa, un topo, un corvo e un serpente –, che le infonderanno il coraggio necessario ad affrontare le paure e sconfiggere le ombre che hanno preso possesso della sua casa. Età di lettura: da 9 anni.

La prima cosa che ho pensato leggendo Lily e la via di casa è che mi ricordava Coraline di Neil Gaiman. Immagino che sia impossibile non pensarci, considerando l’espediente degli occhi, della casa, dei genitori e di una protagonista che si sente sola.

Avrei preferito che un richiamo letterario così forte fosse reso esplicito, in questo modo sembra quasi che si conti sul fatto che magari non tutti hanno sentito parlare di Coraline.

Lily ha paura di perdere l’amore dei genitori e per questo deve affrontarne di finti con l’aiuto di quattro animali parlanti che non lasciano il suo fianco e le danno il coraggio di affrontare le sue paure.

Devo ammettere che ho faticato a finirlo, non perché la storia non scorra o perché ci siano problemi nella traduzione di Chiara Messina, niente affatto, ma mentre Coraline era un’avventura fantastica e originale in cui perdersi, questa storia è stata progettata e scritta per insegnare qualcosa ed è troppo evidente, mi disturba.

Non c’è vero coraggio, ogni cosa accade perché la storia prosegua e lo scopo venga raggiunto, tutto è perfetto, ogni meccanismo è ben oliato, ma è tutto troppo impeccabile e pulito per me.

Non mi sono divertita, nonostante la trama sia perfetta e anche lo stile.

Adatto a chi ha voglia di divertirsi e di prendersi anche un po’ paura.

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