Recensione: “MATRIMONI E AFFARI” di Joanna Shupe – ed. Mondadori, collana I Romanzi

Un altro bellissimo romanzo di Joanna Shupe per i Romanzi Mondadori: MATRIMONI E AFFARI. Un bel consiglio di lettura per questo ferragosto… e non solo!

  • Titolo: MATRIMONI E AFFARI
  • Autore: Joanna Shupe
  • Editore: Mondadori, collana I Romanzi
  • Data di pubblicazione: 6 agosto 2022
  • Genere: historical romance
  • Pagine: 332
  • Prezzo: digitale 2.99; cartaceo 5.90

Trama

Un’altra imperdibile storia ambientata
nella scintillante Gilded Age

New York, 1889. Calvin Cabot si è fatto strada nel mondo del giornalismo fino a diventare uno dei più potenti editori della East Coast. Quattro anni prima, sull’onda di una sfrenata passione giovanile, aveva sposato in segreto la facoltosa Lily Davies, ma il padre di lei l’aveva poi costretto ad annullare il matrimonio, minacciando di rivelare un suo scandaloso segreto e arrivando a offrirgli un’ingente somma di denaro per sparire. Saputa la verità, a Lily si era spezzato il cuore, ma adesso la scomparsa di Tom, suo fratello minore, l’ha costretta a ritrovare Calvin perché solo lui è in grado di aiutarla. E Calvin e Lily capiranno presto che l’amore che li unisce è più forte che mai…

Note: MATRIMONI E AFFARI (Mogul) è il terzo ed ultimo romanzo della serie ‘Knickerbocker Club’, così chiamata dal nome dell’esclusivo circolo newyorkese che fa da sfondo alle vicende dei protagonisti.

I precedenti romanzi della serie, IL MAGNATE (Magnate) ed IL BARONE (Baron). Sono già stati pubblicati nella collana I Romanzi Passione – nr. 188 e 197 rispettivamente.

Tra le opere di Joanna Shupe già pubblicate da Mondadori nella collana I Romanzi, ricordiamo IL LIBERTINO DELLA QUINTA STRADA (The Rogue of Fifth Avenue).

Ambientazione: America, Stati Uniti, New York, 1889

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE in cambio di una recensione onesta

New York fa da sfondo al terzo volume “Knickerbocker Club”, nella Gilded Age, l’Età dell’Oro in cui lo sviluppo e la ricchezza celavano nefandezze e amplificavano il divario sociale. Ho imparato ad amare Joanna Shupe proprio da questa serie ed è con immenso piacere ritrovare, come protagonista di MATRIMONI E AFFARI, Calvin Cabot.

Lily Davies – ereditiera dell’impero di Warren Davies, proprietario di una miniera d’Argento –, fa rapire e torchiare Calvin Cabot. Cerca informazioni che riguardano il fratello Tom, apparentemente scomparso; una lettera pervenuta alla donna vede una sorta di coinvolgimento dell’uomo, per cui pretende che l’aiuti traducendo quello scritto in cantonese. Calvin è proprietario di ben tre giornali e una vecchia ruggine con Wah Lee fa sì che il criminale cinese si vendichi sulla sua ex moglie.

Altolà, forse mi sono esposta troppo, ma posso fare chiarezza su ex, moglie, quindi matrimonio.

Quattro anni prima, vittime di un colpo di fulmine, dopo una conoscenza in un locale, Lily e Calvin cedono alla passione e convolano a nozze; a voi scoprire, però, la sequenza dei fatti! Lily credendo di ottenere la benedizione del padre non sa che il potente Davies costringe lo sposo ad annullare il matrimonio, con mezzi non del tutto convenzionali… soprattutto intortando i due (ex)coniugi – in sedi diverse – con una serie di inganni.

Eccoci, dopo una separazione dolorosa e la scomparsa di Warren a rimettere in gioco interessi, ricatti e sentimenti.

Cari lettori, so di avervi fatto arrabbiare per non aver detto praticamente nulla; nello stesso tempo so di essermi tradita, certa, tuttavia, di non avervi rovinato la lettura.

Come nei precedenti della serie (Il Barone) o Il libertino della quinta strada facente parte degli Extra Passion, la Shupe si distingue per le trame particolari, con ambientazioni sicuramente lontane dai soliti cliché. Apprezzabile anche per la scrittura avvolgente, accattivante e attinente con il periodo storico, rende la lettura piacevole e accompagna il lettore in ogni saliscendi, dai più avventurosi a quelli più passionali. Ho apprezzato molto anche un “particolare” che riguarda Hugo, che rientra tra le “magagne” che hanno caratterizzato la Gilded Age.

Be’, i personaggi della Shupe sono davvero sempre ben caratterizzati e lodevole è la figura femminile, mai sottomessa, anzi… Lily, come Ava di “Il barone” – che ho adorato –, non se ne sta nell’angolo e certe volte ci si identifica talmente tanto nella protagonista(e) che si perde il contatto con la realtà. Infatti, in questo romanzo in particolare, Lily mi è apparsa “moderna” per non usare sempre il termine “emancipata”; ha preso in mano l’attività del padre e si è spesa sempre in prima linea. Prendo un cerotto per tapparmi la bocca, solo dopo avervi consigliato questa bellissima lettura! Ah, salutatemi Will, che non si tirerà indietro dall’elargire consigli all’amico Calvin.

Buon ferragosto con “Matrimoni e affari”.

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