Recensione: “STUCK” di Marilena Barbagallo

Carissimi lettori, sono felicissima di parlarvi di STUCK di Marilena Barbagallo. Sorprendente è dir poco!

RED OAK MANOR COLLECTION #2

  • Titolo: STUCK
  • Autore: Marilena Barbagallo
  • Casa Editrice: self-publishing
  • Data di pubblicazione: 31 gennaio 2022
  • Pagine: 420

Trama

Dylan non sa quando è nato. È stato abbandonato, ancora in fasce, davanti al cancello dell’orfanotrofio in cui è cresciuto. Era domenica, perciò lo hanno chiamato Sunday. L’unico colore che definisce la sua vita è il grigio delle mura di Red Oak Manor, ma c’è stato un tempo in cui una ragazzina è riuscita a renderlo felice. È bastato uno sguardo a legarlo per sempre a lei.
Nonostante sapesse di aver conosciuto l’amore, ha dato il peggio di sé: rabbia e gelosia. Pur di proteggerla dal suo peggior nemico, l’avrebbe lasciata andare per sempre.
E lo ha fatto.
Eppure, ci sono sentimenti destinati a non spegnersi mai. Lo sa bene Arya Torres, oggi attrice di successo, il tormento di Dylan. Lui non sopporta di vederla sulle riviste e in quei dannati film, lei di non avere sue notizie. Il giorno in cui si incrociano a Los Angeles, a un party privato, niente sembra essere cambiato.
Lei ha ancora bisogno di essere la sua farfalla.
Lui di incastrarla nella sua ragnatela.
Ma per un criminale non può esserci spazio nel mondo scintillante di una star di Hollywood.

Stuck è il II° volume della Red Oak Manor Collection. Tutti e dieci i libri che la compongono sono autoconclusivi e scritti da autrici diverse. La lettura di ognuno di loro può essere affrontata indipendentemente da quella dei volumi precedenti o successivi.

I romanzi della Red Oak Manor Collection:
– Wings di Valentina Ferraro (10 gennaio 2022)
– Stuck di Marilena Barbagallo (1 febbraio 2022)
– Issue di Bianca Ferrari (21 febbraio 2022)
– Misty di Mary Lin (16 marzo 2022)
– Wrong di Valentina C. Brin (6 aprile 2022)
– Cruel
– Candy
– Caged
– Jaded
– Shine

Dieci anni fa Dylan era il piccolo tirapiedi di Sherman; oggi, forse, è il predestinato, l’erede di tutto. Nel conflitto odio/amore con Jace – Wings di Valentina Ferraro –, l’uomo simbolo di Red Oak Town non ha in alcun modo coinvolto il nipote nei suoi “affari”, mentre in quel bimbo dagli spiritati occhi azzurri ha visto uno come lui.

«Non la cercherò», lo rassicuro. «Stai tranquillo».

«Bene. Quelle come lei non possono avvicinarsi al tuo mondo e quelli come te non devono assolutamente entrare nel suo, se non da dietro le quinte, come dovrai fare. Intesi? È troppo famosa, se dovessero notarti con lei…».

Dylan non ha più cercato Arya, ma lei è sempre rimasta nei suoi pensieri e incisa nel suo cuore. La rassicurò allora «Con me non sarai mai sola», e se Dylan è l’orfano con la fedina penale sporca, è lo stesso che mantiene sempre le promesse, non abbandona la famiglia – i compagni del Maniero – e non dimentica l’amore. L’ha seguita nella sua carriera, attraverso le interviste ai giornali e in tv, e se voleva starle lontano, l’ultimo affare importante delegatogli da Sherman lo porta dritto dritto a Hollywood… e faccia a faccia con l’attrice Torres. Arya Torres.

L’ex ragazzina del Red Oak Manor non è rimasta in attesa dell’amore giovanile (sarà così?) e Dylan riesce a dare il meglio di sé – con la gelosia – fino a quando non scopre che Arya è sottoposta a una minaccia più grande di quella che lui stesso rappresenta per lei; quindi non può fare a meno che rinnovare quell’antica promessa … non sarai mai sola…

Lui dice di amarla, lei mente spudoratamente e a smentirla è proprio il suo corpo in contatto con quello di Dylan: “giocano” e si insultano. Arya è una grande attrice anche quando dice di odiarlo ma è sempre tra le braccia di Sunday, Dylan Sunday, che ritorna, ogni volta.

Lieto fine, sì, ma non pensate che sia così semplice, perché qui arriva il bello. Sherman, come sapete, osteggia anche la felicità del suo pupillo; d’altro canto, Dylan se vuol stare al fianco di una diva non può rovinarle la reputazione con i suoi “traffici”. Quindi? Allacciate le cinture perché c’è un vero cambio di rotta. Non c’è più nulla di vero, tranne l’amore dei due protagonisti.

Secondo capitolo della Red Oak Manor Collection, affidato a Marilena Barbagallo. Avete dubbi sulla sua bravura? No, chi li ha…

La sorpresa, tuttavia, è la piega che hanno preso i suoi personaggi, dal Maniero in poi. Entrambi, in un certo verso, si sono realizzati; be’, Arya è davvero arrivata all’apice di una carriera sfavillante. Grazie ai salti temporali si apprende che non è orfana, anzi, è considerata anche lì un po’ una diva, con vestiti nuovi e bijoux. Non ha una situazione fortunata, altrimenti non sarebbe approdata – di passaggio – all’orfanotrofio, però il giudizio e la determinazione l’hanno tenuta fuori dai “pericoli”, probabilmente anche grazie a Dylan che, rispetto ad altri compagni, a lei ha messo un freno.

Dylan, come June del primo volume, è praticamente nato tra quelle quattro mura tristi. Ha sempre atteso con ansia la prima domenica del mese, ma nessuno gli ha regalato una famiglia, e si è incattivito per non aver realizzato un sogno; quella “cattiveria” lo ha plasmato per Kevin Sherman.

Cari lettori, li ho adorati, grazie al modo di confrontarsi in certe situazioni sia da adolescenti che da grandi. Ho apprezzato il cambio di pov e quello temporale, necessari per arrivare in fondo alle loro anime ed empatizzare in pieno con entrambi. Altro punto a favore della Barbagallo è il linguaggio utilizzato per Dylan e Arya, ben distinguibili; lui in bocca ha tutto il peso della sofferenza e ogni botta di lingua sul palato è manifestazione di rabbia. Arya mostra le cicatrici ma sa difendersi. Arya è una superdonna, d’altronde vicino a un grande uomo… Già Dylan ha solo la corteccia del “delinquente”.

Nonostante l’affermazione estrema e la violenza che l’ha preceduta, non ho mai pensato, nemmeno per un secondo, di avere davanti una persona sbagliata, una vittima o un carnefice. Io, mentre Dylan mi stava proteggendo, ho visto soltanto l’angelo che lui ha sempre scorto in me.

Di altri romanzi mi è capitato di leggere “ma, ha scene forti” quando non era poi così vero; non vi posso dire che in questo ce ne siano di meno, ma sono ben contestualizzate, non per capriccio e idealizzare un personaggio che non se lo merita. Ma per creare Dylan che è stupendo, davvero! Complimenti a Marilena Barbagallo.

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