Review Party: “LA SCHIAVA RIBELLE” di Eleonora Fasolino – ed. Newton Compton Editori

Grazie a Newton Compton Editori, la nostra Simona La Corte partecipa al Review Party di LA SCHIAVA RIBELLE di Eleonora Fasolino.

  • Titolo: LA SCHIAVA RIBELLE
  • Autore: Eleonora Fasolino
  • Editore: Newton Compton Editori
  • Collana: 3.0
  • Pagine: 288
  • Prezzo: € 9,90
  • E-book: € 4,99
  • In libreria il 30 agosto

Trama

Briseide, amante di Achille e custode dei suoi segreti
Troia è sotto assedio. Ogni giorno gli attacchi dei greci si abbattono implacabili contro le sue alte mura e nessuno sembra in grado di opporsi alla furia dei più valorosi tra loro, i micidiali guerrieri mirmidoni. Si dice che il loro re, il nobile Achille, sia il combattente più forte mai esistito. Il più veloce, il più impavido. E il più spietato. Quando viene privata della libertà e condotta al suo cospetto, Briseide sa di non essere più una principessa, ma una schiava. E, non aspettandosi clemenza, si aggrappa all’unica cosa che le resta: la sua dignità. Con il trascorrere delle giornate nell’accampamento di Achille, però, si accorge che la fama oscura che circonda il leggendario eroe non tiene conto dell’umanità che ogni tanto lascia trasparire, specialmente nei confronti dell’inseparabile Patroclo, il valoroso principe che lo affianca in ogni battaglia. E che il suo onore è pari alla sua abilità con la spada. Forse, nonostante il fato li abbia resi nemici, Achille e Briseide non sono poi così diversi. Forse uno spietato invasore e una principessa ridotta in schiavitù possono cambiare il corso della storia.
Schiava di un re. Padrona del proprio destino.
La storia mai raccontata di Briseide, Patroclo e Achille

«È un romanzo anticonvenzionale, a tratti esplicito, ma mai volgare. Il legame che unisce Achille, Briseide e Patroclo è speciale, un amore unico e bellissimo.»
«Ciò che rende questa riscrittura del mito interessante è lo spazio che viene lasciato al mondo interiore dei protagonisti e l’indagine che viene fatta del rapporto tra Achille, Patroclo e Briseide.»
«Eleonora Fasolino ha corso un bel rischio quando ha scelto di dare una propria versione del capolavoro immortale di Omero, ma il risultato, a mio parere, è eccellente.»

Si narra che un semidio, dotato di incredibili bellezza e forza, sia stato un guerriero temuto sia dai nemici che dagli alleati. Si racconta, inoltre, che fosse innamorato di un uomo – suo cugino, secondo la tradizione – e che, durante l’ultima grande guerra di cui è stato protagonista, abbia avuto per amante una schiava, la quale è stata custode dei suoi segreti e del suo cuore.

Il romanzo di Eleonora Fasolino prende spunto da questo triangolo amoroso, regalandoci una storia che va oltre il mito che un po’ tutti conosciamo.

Briseide è stata fatta prigioniera dagli Achei. Il suo destino è segnato: in quanto bottino di guerra, lei è soltanto un oggetto da usare a piacimento del padrone che l’ha avuta. Quello che non sa, nei giorni che precedono il fatidico incontro con il re dei Mirmidoni, è che il Pelide Achille non è come lo immagina. Non sa che in lui troverà il semidio, l’uomo, il figlio, il guerriero, il re, l’amante che nessuno ha mai scorto veramente; non sa che un solo sguardo sarà capace di far vacillare le proprie certezze e renderla schiava di una passione difficile da contenere.

La morte aveva scelto un rifugio amabile alla vista per nascondersi sulla terra degli uomini.

Si ergeva, possente, torreggiando su di loro come un messaggero dell’Ade ricoperto di raggi di luce. e di sangue.

[…] Lo fissò inorridita, e si domandò di quanta crudeltà potessero disporre gli dei per aver donato a un uomo tanto terribile una bellezza che uccideva persino lo sguardo.

Se Achille le incute paura e, al contempo, suscita il suo desiderio, Patroclo è l’unico che non la spaventa. I suoi modi gentili, uniti alla bellezza eterea e alla sottile ironia che lo contraddistingue, la fanno sentire al sicuro. Pian piano, anche in Achille scopre delle qualità che lo rendono ai suoi occhi non più il nemico da temere, bensì un padrone al quale donare se stessa.

[…] di Achille apprezzava la forza, quella che a tratti glielo faceva detestare, il modo appassionato con cui sapeva narrare il mondo, quando non era preda delle tempeste. Accanto a lui si sentiva come attratta dalla brace, accarezzata dal suo calore.

Briseide si sente sbagliata. È consapevole dell’immoralità dei propri pensieri, non dovrebbe desiderare di appartenere a due uomini, di farsi toccare e possedere da entrambi; ma i sentimenti accrescono ogni giorno di più e la passione diventa impossibile da domare e allora cede a essa, diventandone schiava.

L’amore non guarda l’immortalità, non si cura del buonsenso. L’amore si cura solo di se stesso. trova qualcuno in cui sopravvivere […]

La guerra, però, incombe su di loro, il destino di Achille è segnato. Non resta dunque che vivere intensamente quell’amore insano agli occhi del mondo, ma giusto e perfetto per i tre amanti… un amore che spingerà il Pelide a prendere decisioni importanti.

Carissime lettrici, qui mi fermo nel raccontare la vicenda narrata dalla nostra autrice perché dovete essere voi a vivere le loro emozioni, a introdurvi nella tenda del re dei Mirmidoni e lasciarvi sedurre dal suo fascino pericoloso, proprio come accade alla nostra Briseide, un’eroina che ci viene presentata sotto una luce diversa rispetto alla tradizione.

Una storia molto interessante, che emoziona sicuramente, ma che, purtroppo, non mi ha coinvolta del tutto. Da appassionata di cultura greca, e da fervente lettrice del genere, mi è mancato quel sentirmi trasportata dentro il mito: assistere alle gesta dei due protagonisti non soltanto leggendo un paio di episodi in cui combattono, piuttosto avvertire il loro furore in battaglia, la forza della spada, la sete di gloria. Sì, Achille dice più volte a Briseide di desiderare che il proprio nome rimanga nella memoria dei posteri, ma è tutto circoscritto a quei dialoghi. Forse, il fatto che Briseide sia l’unica vera protagonista del romanzo – e dunque l’autrice ha scavato più a fondo nella sua psicologia che in quella dei due uomini – ha influito sul mio coinvolgimento emotivo. Non mi sarebbe dispiaciuta una maggiore introspezione di Patroclo e di Achille, così come qualche dettaglio in più dei luoghi in cui è ambientato il romanzo, ma queste sono considerazioni personali che, comunque, non influiscono sul mio giudizio positivo.

Ne consiglio dunque la lettura a chi cerca una storia d’amore fuori dai canoni, che saprà di sicuro far palpitare i vostri cuori.  

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