Recensione: “BIANCA, STORIA DI UNA FOGLIA UNICA” di Sara Belancini – ed. Literary Romance Edizioni KIDS

La nostra Erika Casali ha letto BIANCA, STORIA DI UNA FOGLIA UNICA di Sara Belancini, ed. Literary Romance Edizioni Kids.

  • Titolo: BIANCA, STORIA DI UNA FOGLIA UNICA
  • Autore: Sara Belancini
  • Data di uscita: 23/09
  • Collana Literary Romance Edizioni KIDS
  • cartaceo, copertina lucida
  • Prezzo: € 8,99

Trama

Nel bosco dipinto d’autunno, tra il rosso, l’oro e il bronzo, c’era una foglia bianca come un fiore di cotone.
“È diversa! È strana!” pensavano tutti. Ma Bianca non era né l’una né l’altra.
Bianca era… unica!


In un mondo che ci vorrebbe tutti uguali, non nel diritto di essere ed esistere, ma nell’involucro, Bianca, una foglia d’acero unica e speciale, ci insegna a non aver timore di quello che può sembrare diverso o strano.
Come dice il riccio Riposino, siamo tutti sotto lo stesso cielo, tutti unici e per questo speciali, basta solo guardare con più attenzione e cogliere le bellissime sfumature di chi è vicino a noi.

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE in cambio di una recensione onesta

Bellissime le tinte e i tratti delle illustrazioni di Sara Belancini che ha scritto anche i testi di Bianca, storia di una foglia unica.

Già dalla prima pagina si avverte che il tono dell’autrice è romantico ed evocativo come le immagini che richiamano l’acquerello.

Ci sono delle bellissime descrizioni della natura che cambia e che corrisponde proprio all’addio dell’estate e all’arrivo dell’autunno.

La trama è semplice e classica: una foglia prende coscienza della propria diversità rispetto alle sue sorelle foglie e si pone delle domande. Verrà aiutata da riccio Riposino a trovare le risposte che le servono, dallo scoiattolo Pinolo e dalla volpe muta.

Nel frattempo uno gnomo si aggira nel bosco alla ricerca proprio della foglia bianca come il latte e sarà proprio lui a svelare il mistero dello strano colore della foglia bianca.

È proprio questo minuscolo personaggio che dà una visione diversa su una storia che suona familiare.

Si parla di diversità, di quanto questa spaventi e incuriosisca allo stesso tempo, di quanto sia breve il passo quando si deve decidere se aprirsi a qualcosa di sconosciuto o rimanere ben attaccati a quanto si conosce già.

Molto carina la fine del libro che ha una sezione sulla frutta e la verdura di stagione, sulle foglie e sulle cose belle dell’autunno.

Peccato per alcune distrazioni che hanno lasciato in giro alcuni refusi, delle imperfezioni di grafica che ogni tanto coprono il testo e il font che non facilita la lettura su schermo.

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