Recensione: “I DELITTI DI WHITECHAPEL” di Guido Sgardoli & Massimo Polidoro – ed. DeA

La nostra Catherine BC ha letto, per A libro aperto, I DELITTI DI WHITECHAPEL di Guido Sgardoli & Massimo Polidoro, ed. DeA.

  • Titolo: I DELITTI DI WHITECHAPEL
  • Autore: Guido Sgardoli & Massimo Polidoro
  • Casa Editrice: DeA
  • Data di uscita: 13 settembre 2022
  • Pagine 304
  • euro 16,90
  • Target 13+

Trama

Mendicanti, marinai appena sbarcati al porto, ubriaconi, ladri. Questa è la gente che si aggira per i vicoli bui e maleodoranti dell’East End di Londra. Difficile uscire da quelle strade indenne. Impossibile se sei una donna e l’ora di Jack lo Squartatore è scoccata. Sybil Conway però è quanto di più lontano dal miserabile mondo di Whitechapel. È una giovane donna acculturata e benpensante, che abita fuori Londra insieme a sua zia Elizabeth. Conduce una vita monotona e semplice, priva di grandi emozioni. Fino al giorno in cui riceve un telegramma da Scotland Yard che le rivela che sua madre è la quarta vittima dello Squartatore. Davanti a una notizia così scioccante Sybil vorrebbe provare qualcosa ma… non è facile empatizzare con la donna che l’ha abbandonata da piccola, diventando una senzatetto, una prostituta da due soldi. Zia Elizabeth in effetti sostiene che se la sia cercata. Anche i giornali, in un certo senso. Come se lo Squartatore, con le sue vittime, stesse ripulendo le strade. Sybil però non è disposta ad accettare un pensiero solo perché è la convenzione. Intende scoprire lei stessa chi fosse sua madre e perché sia stata assassinata. Ma addentrarsi per le vie di Whitechapel non è mai saggio, soprattutto se la scia di sangue lasciata da Jack lo Squartatore è ancora fresca… Un romanzo misterioso e dalle tinte oscure, che catapulta nella Whitechapel di fine Ottocento, raccontando in modo inedito le donne di Jack lo Squartatore.

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE in cambio di una recensione onesta

Uno dei più grandi gialli di tutti i tempi, una figura inafferrabile e misteriosa, dai mille volti, ma tuttora indefinita: Jack lo Squartatore. Il romanzo è ambientato nella Londra vittoriana di fine Ottocento e racconta le vicende che sono state drammaticamente vere da un punto di vista particolare, quello della figlia di una delle vittime. Sybil, abbandonata dalla madre quando era una bambina, è cresciuta con la prozia Elisabeth. Vede per l’ultima volta sua madre il giorno prima di essere assassinata, quarta vittima di quello che i cronisti del tempo hanno già nominato Jack the Ripper. È costretta ad andare a Londra a testimoniare e da quel momento qualcosa dentro di lei si rompe. Sente che deve alla madre del tempo, un interesse che tanti le hanno negato in vita e una dignità, della quale tutti sembrano privarne anche la memoria. Ecco che, pezzo per pezzo, Sybil tenta di mettere insieme l’enorme rompicapo che si trova davanti. Annota pensieri e dati oggettivi su un quaderno che custodisce gelosamente e sfida l’ira della zia nonché le convenzioni del tempo per venire a capo di ogni suo sospetto.

Conosce molte persone che fanno parte della brulicante umanità di Whitechapel, uno dei quartieri più poveri della capitale inglese, teatro di tutti i delitti che riempiono le pagine dei giornali. Scopre con rabbia e frustrazione la situazione di molte donne dell’epoca, etichettate come meretrici solo perché non accompagnate ad un uomo per i più svariati motivi o perché cadute in disgrazia e povertà. Apre gli occhi su una realtà parallela che fa fatica ad accettare. Vorrebbe ribellarsi, fare qualcosa che possa rompere quest’ordine delle cose e convincere le persone a fare lo stesso. Ne è un esempio il suo rapporto con la cugina che la ospita, sottomessa a un marito violento: Sybil vorrebbe altro per lei e per i suoi due figli piccoli e nell’intento di cambiare il loro destino incappa nell’ira del coniuge, talmente retrogrado e ignorante da risultare insopportabile.

Sybil vuole conoscere anche la realtà delle vittime del killer, capire di che persone si circondassero, come si mantenevano e i motivi per cui avevano fatto determinate scelte di vita. Riesce a contestualizzare molte cose, ad andare oltre la facile apparenza venduta dai giornali come verità, a indagare su particolari ritenuti di poco conto per ricavarne nuove prospettive e nuove piste. Con un acume tutto suo, un metodo quasi scientifico e con un coraggio non di poco conto, Sybil scava nel mistero fino ad arrivarne al cuore. All’improvviso, tutto le sembra accecante, palese, quasi ovvio, ma è in quel momento che il pericolo le arriva vicino fino a colpirla.

Il lettore viene portato per mano all’interno di questa indagine sui generis, freme per le scoperte fatte da Sybil e trema per i pericoli che corre. Il romanzo, quindi, è ben strutturato. Ogni particolare va lentamente ad occupare il proprio posto, dopo essere stato scoperto e sezionato. I personaggi sono ben descritti, quasi dipinti, stagliati sullo sfondo di una storia che è conosciuta da molti, ma che mantiene ancora un’aura misteriosa.

Ho apprezzato in modo particolare anche la cura dedicata alle curiosità finali, che hanno donato completezza all’intero romanzo. Una menzione a parte va alla cover, già molto bella di suo, che, dopo aver finito di leggere, diventa spettacolare.

5 libricini vittoriani

Katy

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