Review Party: “TI ASPETTO A CENTRAL PARK” di Felicia Kingsley – ed. Newton Compton Editori

TI ASPETTO A CENTRAL PARK è l’appuntamento fissato da Felicia Kingsley per l’uscita del suo nuovo romanzo. Grazie a Newton Compton Editori per aver organizzato l’evento. Recensione a cura della nostra Daniela Tess per A libro aperto.

  • Titolo: TI ASPETTO A CENTRAL PARK
  • Autore: Felicia Kingsley
  • Casa Editrice: Newton Compton Editori
  • Data di pubblicazione: 04 ottobre
  • Genere: commedia romantica
  • Pagine: 519
  • Prezzo: 5.99 ebook; 9.40 cartaceo

Trama

Dall’autrice dei bestseller Due cuori in affitto e Bugiarde si diventa
Knight Underwood ha tutto: un elegante loft nell’Upper East Side, una fila di donne alla porta e il lavoro dei suoi sogni. O quasi. È l’editor che detiene il record di bestseller pubblicati dalla Pageturner Publishing e la promozione a direttore editoriale è dietro l’angolo. Purtroppo, non ha fatto i conti con quella che è destinata a diventare la sua spina nel fianco: Victoria Wender. Anche lei è un’ottima editor e le case editrici di tutto il Paese hanno fatto a gara per averla: non solo ha scommesso sul romance, ma ha trasformato la sua autrice di punta, Miranda Stoller, nella regina delle vendite. Victoria è appena atterrata a New York dal Texas ed è pronta a rivoluzionare il catalogo della Pageturner per consolidarne il traballante bilancio. Ma… non con l’aiuto di Knight! Lui non ci sta ad arrivare secondo, detesta il romance, ed è deciso a riprendersi il posto che gli spetta in ogni modo, lecito o meno. Victoria non è una che si ferma al primo ostacolo, è del tutto immune al suo fascino ed è pronta a fargli sudare tutte le sue costose camicie. Tra sabotaggi e schermaglie, però, Knight e Victoria vengono a conoscenza di un segreto che potrebbe mettere a rischio le loro carriere. E da rivali giurati potrebbero doversi alleare per salvare la casa editrice. Non è impossibile, dovranno solo sopportarsi per un po’… o no?
La nuova commedia romantica della regina italiana del romance
Oltre 750.000 copie vendute
Dall’autrice di Due cuori in affitto
Fenomeno di TikTok

«Un’autrice che sa far divertire.»
la Repubblica
«Uno spasso assicurato.»
Elle
«Una lettura romantica speziata di ironia.»
La Stampa
«Una maestra dell’umorismo.»
F
«Felicia Kingsley: e la favola d’amore è servita su un piatto d’argento.»
Tu Style
#enemiestolovers #officeromance #Newyork #bookslovers #hatetolove

«Che ne dici, mentre aspetti quello giusto, di divertirti con quello sbagliato?».

Mentre scrivo questa recensione sono ancora preda delle moltissime emozioni che mi ha dato quest’ultima lettura. Un romanzo di oltre quattrocento pagine che mi sono scorse tra le dita, velocemente, regalandomi un caleidoscopio di sensazioni: risate, sorrisi, commozione, gioia, dolore. Un libro che ti scuote, che ti regala infinite sfumature di emozione, è davvero IL libro e colei che lo ha scritto, a buon titolo, una delle regine del romance.

La storia è quella di un office romance/ romantic comedy, apparentemente; ma dopo le prime pagine si capisce che è quasi impossibile incasellare questa storia in un genere.

Knight Underwood lavora per una grande casa editrice di New York e brama la promozione: è un editor, ha scoperto e valorizzato diversi talenti e sente che, dopo anni di lavoro duro e appassionato, è il momento di diventare il numero due della CE. Un giorno, in ufficio, incontra Victoria Wender; per un equivoco, la scambia per la sua assistente e cerca quasi di sedurla, da impenitente playboy qual è. Peccato che la giovane donna sia invece colei che prenderà il suo posto, il nuovo, lei sì, direttore editoriale, chiamata a risollevare le sorti della CE e ad ampliare le proposte editoriali con la categoria romance, odiata e bistrattata dallo stesso Knight.

«Prego», dico cedendole il passo. Mi sforzo di non far cadere l’occhio sul lato B, ma il tubino in cui è fasciata lo mette in risalto in un modo impossibile da ignorare.
«Grazie», mi risponde con un sorriso dolce.
Si avvicina alla reception, ancora deserta, dove lascio il bagel quotidiano per Marcy.
Nuova autrice in catalogo? Devo scoprire chi è il suo editor. Spero che non scriva romance. Dio, ti prego, fa’ che non scriva romance.
«Marcy non arriverà prima delle nove», le dico vedendo che si guarda intorno con aria interrogativa. «Serve aiuto?»
«In realtà sì, oggi è il mio primo giorno di lavoro e volevo sapere dove andare…».
La mia assistente! Grazie, ufficio risorse umane.

L’eccitazione e la curiosità che Victoria gli aveva provocato, scendono così velocemente come gli erano arrivate e Knight promette vendetta e boicottaggio, per riprendersi un posto di cui pensa di essere il legittimo proprietario e il solo meritevole. Da questo momento i due, costretti a lavorare gomito a gomito per il bene della CE, intraprenderanno una battaglia a colpi di scoperte e talenti letterari, per dimostrare di essere i migliori. Ma, se pensate che la trama si svolga sul classico filone dell’hate to love e della guerra in ufficio, sbagliate; Felicia introduce un grosso colpo di scena che cambia le carte in tavola e il percorso su cui avevamo già intravisto e avviato la nostra coppia. Infatti i nostri eroi dovranno risolvere un mistero e porre rimedio a un qualcosa che potrebbe segnare per sempre le loro carriere. Dovranno per forza di cose allearsi. Ma come riuscire a lavorare insieme se si detestano?

«Hai ragione. Nessuna donna dovrebbe addormentarsi insoddisfatta», ribatto allusivo. È più forte di me, quando mi serve le battute con questa facilità.
«Serba queste risposte per scrivere un Trey decente. Le lettrici vogliono innamorarsi».
«Farò perdere loro la testa. Anche a te».

Ovviamente lascio a voi il piacere di scoprire come si svilupperà il percorso e le vicissitudini della nostra coppia di editor; a me non resta che spiegarvi invece perché questo libro mi è piaciuto tantissimo. Innanzitutto ho adorato l’ambientazione: New York, raccontata con dovizia di particolari, vista in autunno e in inverno ha sempre il suo fascino; il fatto poi che la storia si svolga all’interno degli uffici di una casa editrice ha fatto il resto. È stato bello respirare il profumo di libri, scoprire alcune curiosità che non tutti conoscono, avvertire l’amore per i romances, in ogni pagina. I pregiudizi di Knight sono quelli di parte del pubblico per il nostro genere ma Felicia/Victoria argomenta e distrugge ogni pregiudizio con classe e maestria. Da ogni pagina traspare l’amore per i libri e la letteratura, dell’autrice, la sua ironia, la sua sagacia, la sua cultura; ci trasmette tutto, ogni stilla dell’emozione e dei sentimenti dei suoi potenti protagonisti. Ci sono sorrisi, tanti, risate, tantissime, ma anche momenti di grande riflessione e di commozione; un passaggio in particolare mi è rimasto nel cuore, mi ha straziato l’anima.

«Anche se me ne vado, ci sarò sempre, Knight. Ti ho fatto io: sono nei tuoi occhi, mentre vedi il mondo, sono nelle tue gambe, mentre cammini lungo la tua strada, e sono anche nel tuo cuore. Basta che mi cerchi dentro di te, quando ti mancherò». Eravamo pronti a questo momento, ma la verità è che a perdere un genitore non si è mai pronti abbastanza.

Il finale è imprevedibile, con altri colpi di scena che spiazzano il lettore e lo inducono a girare ancora più velocemente le pagine, se ciò fosse possibile. Ho letteralmente divorato quest’opera; ho amato follemente Victoria, la sua intelligenza, la sua autoironia, la sua integrità, la sua onestà. Ho amato la maturazione di Knight, la sua “guarigione”, la sua presa di consapevolezza.

Le emozioni le devi tirare fuori, altrimenti diventano dei blocchi di cemento che ti schiacciano l’anima.

Alcune delle ferite di Victoria e Knight le ho sentite tutte sulla pelle e nel cuore, per averle condivise nel corso della mia esistenza. La Kingsley è stata davvero una maestra nell’esplorare tutte le sfumature della sofferenza e dell’animo umano. Bellissime le descrizioni della Grande Mela e di tutti i suoi riti, molto divertenti e ben caratterizzati anche i personaggi secondari.

Passiamo davanti a Tiffany, la gioielleria resa immortale da Capote; alla New York Public Library, che mi riprometto di visitare al più presto; al Chelsea Hotel, il tempio maledetto degli artisti, nelle cui stanze soggiornarono Mark Twain, Simone de Beauvoir, Sartre, Bukowski, Gore Vidal, e dove Jack Kerouac scrisse Sulla strada. Nel Greenwich Village, invece, mi mostra il White Horse Tavern, uno dei bar preferiti di Norman Mailer e dove Dylan Thomas si stordì a morte con diciotto shots di whisky.

Un’opera matura, completa, perfetta. Non definibile, né ascrivibile a un solo genere. Un intreccio che piacerà a coloro che avranno voglia di sognare, emozionarsi, riflettere e ridere. Un romanzo rosa che però parla di vita vera. Io ne sono entusiasta e lo consiglio a tutti, davvero. Complimenti a Felicia che non sbaglia mai un colpo! Grazie per l’evasione e la speranza che sempre ci regali. Di questi tempi merce rara, rarissima, da tenersi stretta.

«Perché mi stai facendo così male?», singhiozzo tra le lacrime. «Perché vuoi ferirmi?»
«Perché una ferita, a volte, è l’unico modo per salvarsi».

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