Recensione: “IL PRINCIPE DI BROADWAY” di Joanna Shupe – ed. Mondadori, collana I Romanzi

Ultima lettura di settembre dei Romanzi, e sempre gradevole è la penna di Joanna Shupe. Vi presento IL PRINCIPE DI BROADWAY, ed. Mondadori, per la collana I Romanzi.

  • Titolo: IL PRINCIPE DI BRODWAY
  • Autore: Joanna Shupe
  • Editore: Mondadori
  • Genere: historical romance
  • Data di pubblicazione: 3 settembre
  • Prezzo: 2.99 ebook; 5.90 cartaceo

Trama

Clayton Madden è il tenebroso proprietario della Bronze House, il più esclusivo casinò della città, vietato alle donne. Notte dopo notte, Florence Greene sfida le convenzioni introducendosi lì per attirare le attenzioni di Clay. Sin dal primo incontro l’attrazione tra i due è altissima e Florence gli confessa il suo sogno di aprire un casinò per sole donne, chiedendogli di farle da mentore. Inaspettatamente lui accetta, ammettendo di farlo solo perché vuole ridicolizzare il padre della ragazza. Nonostante tanta brutale sincerità, Florence accetta il suo aiuto, dimostrandosi presto un’allieva più abile, e più seducente, di quanto lui si aspettasse. Madden non ha mai provato niente di simile per una donna, ma la voglia di rivalsa verso il padre di Florence non lo abbandona. Riuscirà il sentimento che sta iniziando a provare a fargli cambiare idea?

Note: IL PRINCIPE DI BROADWAY (The Prince of Broadway) è il secondo romanzo della serie ‘Uptown Girls’.

La serie, che si è aperta con IL LIBERTINO DELLA QUINTA STRADA (The Rogue of Fifth Avenue) – nr. 136 della collana I Romanzi Extra Passion, proseguirà con “The Devil of Downtown”, di prossima pubblicazione.

Tra le opere di Joanna Shupe già pubblicate da Mondadori, ricordiamo IL MAGNATE (Magnate) e IL BARONE (Baron), nella collana I Romanzi Passione.

Ambientazione: America, Stati Uniti, New York, 1891

1891, New York. Non è solo lo stesso periodo del volume precedente, “Il libertino della quinta strada”, ma le vicende si svolgono in contemporanea; tuttavia le due storie corrono in parallelo senza alcuno spoiler, anche se al coronamento della storia di Mamie e Tripp si era intuito di una qualche scappatella da parte di Florence, sorella della prima protagonista.

Appunto, eccola in tutto il suo splendore. Florence non ha ancora compiuto ventidue anni quando incontra Clayton Madden. Se avete letto il precedente volume sapete che le due sorelle hanno un vizietto: il gioco d’azzardo. Il sogno della giovane e ricchissima Green non è sposarsi, non è neanche frequentare l’alta società a cui appartiene; desidera diventare “imprenditrice” e vuole imparare dal migliore, il titolare della Bronze House, Clay. I due stringono un patto e si mostrano con i loro forti caratteri: la ragazza è determinata a raggiungere il suo sogno, l’uomo ad aiutarla a patto che gli lasci la possibilità di rovinare la vita del padre di lei.

— Oggi ti sei fatto un nemico molto potente, Madden.

Clay gli rivolse un sorriso cupo. — Sbagliato. Siamo nemici da due decenni. Solo che te ne sei reso conto solo oggi.

Perché Madden odia a tal punto Green? Soprattutto, Florence cederà al ricatto?

Cosa c’è altro da sapere? Non molto, per la verità, tutto verte intorno ai segreti del passato e alle bugie che questi comportano… solo che, a un certo punto, la passione esplode! Se il tira e molla iniziale, fatto di insicurezze – “non sono abbastanza per lei”, “non posso fidarmi di chi vuole far del male a mio padre” – rallenta il proseguo della storia d’amore, ci pensa Florence, non disposta a restare all’angolo. Clay inizia così a fare i conti con i suoi sentimenti ma continua a deludere Florence.

Amo la Shupe e se il primo volume della serie ha completamente “spaccato”, Il principe di Broadway abbassa, ahimè, la media. Se continua a distinguersi per originalità, diciamo che questo romanzo è troppo prevedibile in troppi punti, soprattutto il finale; in contrapposizione, però, devo dire che è proprio la risoluzione a far sognare, soprattutto grazie alla presenza della matriarca che si veste da mentore e rivolta le carte in tavola. I personaggi sono amabili, Florence è sicuramente sopra le righe. Cly è sorprendente in tutto il suo percorso; bello vederlo sfatto dai tormenti del cuore.

Le lettrici, tuttavia, ritroveranno in ogni pagina la penna passionale dell’autrice, in questo caso più incisiva della trama stessa. Nonostante le riserve, colpa di Mamie e Frank Tripp che hanno rubato la scena fin dall’inizio, è un romanzo che consiglio perché la Shupe riesce in ogni modo a catturare l’attenzione meritandosi sempre il posto in libreria.

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