Recensione: “CICATRICE SU TELA” di Asmae Dachan – ed. Castelvecchi

Una lettura che vi farà riflettere e innamorare, così vi presento CICATRICE SU TELA di Asmae Dachan, ed. Castelvecchi.

  • Titolo: CICATRICE SU TELA
  • Autore: Asmae Dachan
  • Editore: Castelvecchi
  • Genere: narrativa contemporanea
  • Data di pubblicazione: 19 maggio 2022
  • Pagine: 210

Trama

La forza immortale dell’arte è il filo conduttore che lega i personaggi di questo romanzo e li mette a nudo, in tutta la loro umanità e solitudine. Un viaggio nell’identità, con i personaggi che vivono grandi turbamenti interiori, che mostrano un volto pubblico, ma hanno dentro di sé mondi diversi che a volte si parlano, altre volte si ignorano. Edward vive in Italia dopo essere fuggito dalla sua terra d’origine, la Siria, insanguinata da anni di guerra. È un giustiziere, cerca di correggere con le sue mani le ingiustizie a cui assiste e sente di operare per vendicare e proteggere le vittime, ma quando conosce Amelia le sue forze e le sue certezze crollano e non vuole più avere le mani sporche di sangue. Entrambi chiedono alla vita una nuova occasione. “Cicatrice su tela” è un romanzo su ferite che si rimarginano lasciando il segno, ma anche sul nuovo incontro di due metà separate.

Amelia è marchiata dal dolore, nel corpo e nell’anima. I segni sono evidenti a occhio nudo ma anche nelle relazioni sociali. Inizia ad avere delle vere amiche a tredici anni, dopo avere riacquistato la libertà. Ma è grazie a Sergio Rovaldi e Lorena se in un certo senso si sente in famiglia. Perché Amelia è sola, lo è sempre stata, e a tenerle compagnia in alcuni giorni senza fine ci sono stati la paura e l’odio, ma non la rassegnazione che l’ha fatta lottare fino alla fine… dove arrivano i ricordi. Rovaldi le ha insegnato ad amare i libri e l’arte, ed è con un “tocco” di Das che Amelia acquisisce la manualità necessaria per diventare una grande artista, apprezzata tanto come pittrice quanto scultrice. È in occasione della sua prima esposizione che conosce Tiziano Cremisi, disposto a spendere qualsiasi cifra per Metamorfosi; ma Amelia per nessuna offerta è decisa a separarsi dalla sua opera migliore. Tiziano non demorde e non diventa solo un amico per la ragazza: tiene davvero tanto a lei e vuole capirci di più. Cicatrici, troppe in un corpo minuto come il suo e uno sfregio che le segna il viso conferendole un fascino particolare. A quel punto Tiziano cerca Edward, che si avvicina ad Amalia con un escamotage che potrebbe rovinare tutto sul nascere.

L’avrebbe amata con tutta la tenerezza e la dolcezza del mondo, ma sapendo quello che aveva subito, non l’avrebbe mai messa a disagio. La desiderava ma avrebbe vissuto il suo amore in modo platonico per non rovinare al loro intesa, tanto delicatamente costruita.

«Vorrei non dover andare via. Vorrei restare con te. Quando sto con te riesco a pensare solo alle cose belle della vita Amelia»

Timore, imbarazzo, sintonia e amore. Una escalation di emozioni in un pugno di mesi, sconosciute per entrambi a causa del loro vissuto. Perché sì, anche Edward è un sopravvissuto solo che lui c’è riuscito talvolta con mezzi poco leciti. Eppure, entrambi condividono un valore: la (voglia di) giustizia. Due vite che percorrono a braccetto lo stesso cammino per poi interrompersi, ogni tanto; Edward si allontana per lavoro e Amalia incontra, ancora una volta, i suoi fantasmi. Si è sentita abbandonata dall’uomo che ama? Be’, no, c’è tanto altro… il Siriano, in questo caso, agisce solo spinto dall’amore.

Quando si sceglie una lettura lo si fa perlopiù condotti dalla trama, ma a convincere me è stata la sensibile penna dell’autrice. Non potevo aspettarmi altro da una donna come Asmae Dachan che si batte per la pace nel suo paese d’origine – la Siria – e, oltre alla sua attività principale di giornalista, si spende per il volontariato.

In questo romanzo ci viene presentato Edward detto il Siriano, che è segnato, incattivito dalle brutture della guerra. Conosciamo anche Amalia e Tiziano, che non sono nati sotto gli spari ma un qualcosa di altrettanto orrendo ha lasciato delle profonde cicatrici nell’anima; è per questa “comunione” del vissuto che Tiziano riesce a leggere dentro Amalia, e decide di aiutarla.

Con Cicatrice su tela ho avuto conferma che la guerra è ovunque, anche dove non immaginiamo. Asmae mette Tiziano a confronto con i suoi genitori, da ragazzino, in due momenti diversi, il prima e il dopo del fattaccio. Senza svelarvi oltre, questa parte è la più significativa del romanzo: l’incapacità di vedere o quella di giustificare potrebbe essere la rovina, ma anche come i giovani di quell’età sono influenzati dai social-media. Il messaggio è: parlate con i vostri figli, ascoltateli, guardate oltre l’espressione afflitta, magari dietro la facciata si nasconde un dolore profondo capace di far commettere un errore madornale. Perché non sempre si è fortunati come lo è stato Tiziano, alla fine.

Cicatrice su tela è quasi un monito a non arrendersi, perché se le ferite sono evidenti, non troppo lontano c’è qualcuno disposto a lenirle e a condividerle in un NOI. Amelia ha perso i suoi primi tredici anni ma ne ha vissuti altrettanti pieni d’amore; la sua bellissima anima, tuttavia, ha contagiato Edward e Tiziano, quest’ultimo con una bella sorpresa. Sono convinta che nulla accada per caso e quell’intreccio di vite, probabilmente, era scritto nel destino di ognuno. Ma niente sarebbe accaduto senza Sergio Rovaldi! Vi aspetto in video con altri dettagli e un bellissimo estratto!

Grazie ad Asmae Dachan per aver raccontato la verità con estrema delicatezza.

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