Review Party: “IL RITORNO DEL CAVALIERE” di Antonia Romagnoli

La nostra Daniela Tess, partecipa per A libro aperto, al Review Party di “Il ritorno del cavaliere” di Antonia Romagnoli, edito Literary Romance.

“Consiglio assolutamente questo medievale perché è davvero un gioiellino nel suo genere, possedendo tutti gli elementi che dovrebbero caratterizzarlo: avventura, azione, intrighi, potere, amore.”

Sinossi

Un triste incarico attende Owen Lackname, cavaliere di ritorno dalla Terra Santa: sir Thomas, suo amico fraterno e compagno d’armi, è caduto in battaglia e con le sue ultime parole gli ha chiesto di portare la ferale notizia di persona alla famiglia che lo attende in patria. Owen, accompagnato dagli altri cavalieri reduci dalla Crociata, si appresta a compiere il proprio dovere, ma a causa delle insegne che porta con sé viene scambiato per l’amico perduto. La drammatica situazione in cui versa il piccolo feudo di Lulworth gli impedisce di chiarire l’errore, costringendolo a prendere il posto di Thomas per dare sostegno alla sorella di lui, Edlyn, che da mesi assiste un padre infermo e guida il feudo resistendo agli attacchi di misteriosi nemici. A complicare tutto, però, sono i sentimenti tutt’altro che fraterni che Owen comincia a nutrire per la bella castellana e i segreti sempre più grevi che il cavaliere porta con sé, a partire dalla sua vera identità e dal vero motivo che lo ha ricondotto in Inghilterra…

Titolo: Il ritorno del Cavaliere

Autore: Antonia Romagnoli

Collana Editoriale: Literary Romance

Data pubblicazione: 4 maggio 2020

Pagine: 201

Prezzo: 0.99

Copia digitale gentilmente offerta dalla CE

“Se tutto poteva distruggersi o bruciare, o andare in frantumi o spegnersi, l’amore soltanto aveva un senso nel breve soffio ch’era la vita umana…”

Questa frase bellissima rappresenta in pieno questo romanzo scritto da Antonia Romagnoli. Il suo primo medievale, dopo i libri ambientati nell’Ottocento. Un esperimento assolutamente riuscito, a mio avviso. Mi sono gustata questa avventura fino in fondo, completamente, dalla prima all’ultima pagina. Troppo spesso, da lettrici, siamo esterofile e cerchiamo altrove quello che invece è già qui: delle “penne” eccellenti, come la Romagnoli, capaci di coinvolgere, emozionare e trasportare in un’altra epoca con uno stile chiaro, semplice ma raffinato, con precisa cognizione storica, con ricostruzioni perfette, con personaggi di spessore. Proprio i personaggi sono il punto di forza di questo libro, insieme ad un intreccio ricco di colpi di scena e anche di diversi misteri da svelare, in primis l’identità di Owen Lackname, il senza nome.

Il racconto inizia proprio con il suo arrivo a Lulworth, latore di una ferale notizia, la morte di sir Thomas, fratello della bellissima Edlyn. Purtroppo a causa delle insegne che porta viene scambiato per il compagno d’armi morto. Non riesce a chiarire subito l’equivoco e da qui inizia una storia ben congegnata, che parte piano ma che aumenta il ritmo nella seconda parte diventando molto coinvolgente. Ben presto Owen si sentirà dilaniato, diviso tra il senso del dovere verso il defunto Thomas e i sentimenti che inizia a provare per quella che viene considerata da tutti, compresa lei stessa, sua sorella. E più passano i giorni, più sarà difficile svelare la sua vera identità, più passa il tempo, maggiori diventeranno le colpe, le responsabilità, le mancanze… e gli intrighi nascosti tra le mura di una fortezza apparentemente prospera. Bellissima la dicotomia tra il conflitto esterno, caratterizzato dagli inganni, dagli intrighi, dalle lotte di potere in un’epoca incerta per l’Inghilterra, quella delle baronie feudali, e il conflitto interno che Owen vive, perennemente combattuto tra dovere e amore.

“ …quel viso così delicato, sfumato al lieve bagliore della candela, gli generava sentimenti e sensazioni così forti da stordirlo. Avrebbe voluto passare le dita sulla gota di lei, sul lungo collo, e attirarla a sé. Non si trattava di puri istinti carnali: avvertiva, più di tutto il bisogno di proteggerla, di metterla al sicuro, di togliere dai suoi begli occhi quell’espressione sempre guardinga e sconsolata e restituire loro la luce di gioia che le aveva visto…”.

Owen è l’eroe per antonomasia, fedele a se stesso, orgoglioso, forte ma disarmato di fronte all’amore, che scopre la delicatezza di un sentimento capace di annebbiare la sua razionalità, di mettere a dura prova la sua tenace lealtà.

Edlyn, la protagonista femminile, non è da meno: è la castellana, colei che si è occupata di tutte le incombenze e della sua gente in attesa del ritorno del fratello e al posto di un padre malato; devota e dolce, è capace di curare senza sosta il genitore ormai ridotto in fin di vita.

Ella tratteneva a stento le lacrime. Sapeva che essendo una donna agli occhi del padre non aveva valore, ma a turbarla c’era stato anche l’atteggiamento scostante di Thomas, che sembrava dare per scontato che lei rimanesse in disparte appena terminato d’essere utile. 

Questo personaggio femminile mi è piaciuto tantissimo. Mi è piaciuta la sua grande determinazione, che permea tutto il suo agire nel corso della storia. La conosciamo come una figlia fragile e generosa, sboccerà in una donna decisa e indomita. Nonostante la rigida educazione presso un convento, Edlyn incontrerà ben presto il vero amore, lotterà per esso arrivando a rischiare il tutto per tutto e scoprendo una donna forte, dietro le vesti della ragazza protetta e innocente.

Se una cosa adesso sapeva di se stessa era questa, che non poteva più essere una donna che si ripara dai problemi aspettando che qualcun altro li risolvesse per lei. E alla donna che era diventata sarebbe stata fedele.

Un messaggio molto bello quello che lancia la Romagnoli: non un’eroina sciocca, vanesia, una figura sullo sfondo che aspetta di essere salvata, ma una donna vera al centro della scena, compagna alla pari dell’uomo, che come tutti commette degli sbagli ma che da essi impara, che ogni giorno acquista più consapevolezze, che rivela una forza interiore che mai avrebbe immaginato, che scopre di piacersi e di voler restare fedele a se stessa, prima che a chiunque altro.

Come detto prima, Owen ed Edlyn sono protagonisti di una storia ben strutturata con un intreccio stupefacente, in cui fino alla fine si cerca di capire chi sia “il ragno che tesse la tela”. Non mancano i momenti di “respiro”, dove il pathos per un attimo diventa meno incalzante e lascia spazio alle emozioni e all’amore.

Lo stile è raffinato, elegante, il libro è caratterizzato da descrizioni di ambienti e sentimenti minuziose e perfette. Ci si trova catapultati direttamente sulla scena, come quasi in un film, talmente vivide sono le immagini che dipinge l’abile penna della Romagnoli.

Era una mano grande, callosa, abbronzata. Le sue dita sottili ne furono completamente avvolte, scomparvero sotto quella pelle scura e rovinata dalla spada, macchiata delsangue sgorgato dalla ferita. Se ne sentì lei stessa del tutto avvolta, abbracciata, protetta come da tempo non le accadeva,

Anche i personaggi secondari sono ben caratterizzati e calati nella realtà dell’epoca: la vecchia e materna balia, il nobile cavaliere compagno di lotte in Terrasanta, il piccolo figlio della cuoca, il barone avido e senza scrupoli, gli antagonisti, davvero malvagi e senza cuore, come dimostreranno in una delle scene finali.

Consiglio assolutamente questo medievale perché è davvero un gioiellino nel suo genere, possedendo tutti gli elementi che dovrebbero caratterizzarlo: avventura, azione, intrighi, potere, amore. Lo consiglio a chi ama le eroine forti ma che non devono scimmiottare gli uomini per affermare la propria forza interiore; a chi ama i personaggi non statici ma che compiono un percorso di crescita nel corso del romanzo; lo apprezzeranno anche coloro che amano i misteri da risolvere e gli imprevedibili colpi di scena.

“No, voglio guardarti” le disse, “vorrei ancora più luce su di te, per imprimerti nella mente per sempre.”

I miei complimenti ad Antonia Romagnoli, grazie di avermi fatto sognare con questa emozionante vicenda d’amore incastonata, come una gemma preziosa, nel fascino intramontabile della “Storia”.

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